PARCO COMUNALE "MONTAGNELLA"


   Cascata Il clima e la flora mediterranea rifulgono qui in tutta la loro bellezza. Dalle acque della Valle del Giglietto fino alla cima del Monte Pizzuta, passando per le terrazze verdi di Menzivono, Stazzovecchio, Monachello, Capraro, Montagnella e per le fonti di crosari è tutto un susseguirsi di verde lussureggiante e di natura incontaminata.

LA FLORA
   La vegetazione del parco è rappresentata da una boscaglia fitta e spesso inestricabile, nelle quale predominano suffrutici, arbusti e piccoli alberi che formano il complesso vegetale tipico della Macchia Mediterranea.
La vegetazione comprende migliaia di specie e di sottospecie, varianti e ibridi, che con i loro colori arricchiscono un paesaggio caratterizzato prevalentemente dal verde cupo del Leccio, del Farnetto, e della Roverella.
Sempreverde è anche l'Alloro, i cui fiori giallognoli all'inizio della primavera profumano tutto il bosco, L'Olmo fornisce il verde brillante arricchito dal porporino dei suoi fiori primaverili mentre nel sottobosco domina l'Erica da sempre ricercata per ricavare pipe pregiate dalle radici e fare scope dai suoi fusti. Il Cisto, presente in varie tipologie viene usato per i tradizionali falò che precedono le feste del periodo prenatalizio. Il Rosmarino, noto come pianta aromatica, ospita spesso crisomelidi dai colori metallici verdi e rossi e si trova solo nei luoghi più aridi e rocciosi. Il Citiso scopario e la Ginestra spina, specie assai simili, colorano di giallo i pendii rocciosi arricchendoli di profumi molto intensi. Il primo è un cespuglio di modeste dimensioni, che non presenta molte foglie, ma è ricco di germogli e rami mentre la seconda è spinosa e ricca di fiori a grappolo offrendo un buon riparo per la fauna.
Dove i suoli sono più profondi e areati appaiono il Sughero, l'Oleastro, il Lauro, il Pistacchio, il Mirto, il Ginepro e il Carpino. Salendo verso il paese troviamo la Stipa, il Lentisco e soprattutto il Corbezzolo che vivacizza il paesaggio con gustosi frutti autunnali di un colore giallo intenso che diventa rosso vivo a maturazione raggiunta.
Nel sottobosco rappresentato da un insieme di specie xerotolleranti e facilmente incendiabili, sono diffuse anche specie lianose quali l'Hedera, la Clematis Vitalba, la Vite Americana ormai rara nelle altre aree della regione.
Lungo le fiumare il paesaggio estivo è dominato dai fiori bianchi e rosa dell'Oleandro e dal Tamerisco.

LA FAUNA
Il patrimonio faunistico del parco comprende tutte le specie animali che hanno nella Macchia il loro habitat ideale. La ricchezza di pascolo, l'abbondanza di acque sorgive e il bosco fitto ne fanno un rifugio sicuro per il Cinghiale ed il Gatto selvatico, mentre più bassa è la densità della Lepre, vittima di una caccia eccessiva. Assai varia è la situazione dei Galliformi selvatici: dalla Starna, presente fino a pochi anni orsono, si è persa ogni traccia, ma la sua nicchia ecologica è stata ocuupata dal Fagiano ormai diventato il principale oggetto di caccia di tutta la zona. Altrettanto varia è la presenza della specie di Avifauna minore. Anche se la tradizione selvaggina di passo autunnale non abbonda più, buona è la presenza del Colombaccio e della Colombella, che, nei primi giorni di ottobre trsformano tutta la zona in un'importantissima via di immigrazione. In tutto il complesso nidificano, con una certa frequenza, il Rigogolo, la Ballerina bianca, la Capinera, la Cinciarella e l'Usignolo.
Anche gli Alaudidi (Pettirosso e Scricciolo) sono abbastanza frequenti e popolano, assieme allo Strillozzo, gli spazi aperti. Al Picchio, scarsamente rappresentato, si aggiunge, durante il periodo estivo, il Torcicollo.
Tra le specie Ornitiche nidificanti sono ben rappresentati anche il Merlo, il Fringuello, il Cardellino, il Verdone, la Peppola, il Frosone, il Passero, la Ghiandaia e la Cornacchia grigia. Vi sono anche notizie di ritrovamenti di nidi di Beccaccia. Numerosi sono gli Strigiformi rappresentati soprattutto dalla Civetta e dal Gufo comune. Fra i Falconiformi è degna di nota la Poiana, mentre durante il passo autunnale si segnala pure il Falco Pellegrino che assieme alla Beccaccia, alla Tardella, alla Tortora e alla Quaglia, arricchisce la già cospicua avifauna stanziale. Fra i Mammiferi predatori vanno segnalati la Faina, la Martora e la Volpe. Del tutto caratteristica è la presenza del Tasso, dell'Istrice e del Riccio.
La forma di caccia più diffusa è quella con cane da ferma al Fagiano e alla Beccaccia, acui si aggiunge la caccia alla Volpe con i cani da seguito. Ha grande diffusione anche la caccia al Cinghiale. In ogni caso la scarsa viabilità, l'ampiezza dei luoghi e le forti pendenze selezionano in modo drastico i cacciatori, consentendo l'attività solo ai più appassionati che, nella maggioranza dei casi, dimostrano di possedere una corretta coscienza venatoria.