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luglio-dicembre 2006

da "Il Crotonese" del 29/12/06-4/1/07

CARFIZZI, PRESEPE PIENO DI MESSAGGI

“Bellissimo”, “opera d’arte”, “artistico”, “monumentale”. Questi sono alcuni dei giudizi dati al presepe realizzato nella parrocchia di Santa Veneranda a Carfizzi.
Un presepe, quello di quest’anno, che ha visti impegnati per circa un mese Antonio Tascione e suo padre Tommaso, Michele Abate, Pietro Parrotta i giovanissimi Mario Benevento e Francesco Gangale e poi ancora Roberto Gatto e Leopoldo Basta.
Un presepe dal messaggio religioso profondo, costruito in stretta collaborazione con il parroco della piccola comunità don Vincenzo Ambrosio.
“Il presepe che abbiamo voluto realizzare, dice don Vincenzo, ha un messaggio molto profondo. Un messaggio che si può percepire dalla frase scritta in alto: “Chi vuole giungere al termine di questa via deve camminare sempre, senza mai fermarsi…”.
La frase come, gran parte della scena, è tratta da un’opera spirituale di San Giovanni della Croce: “Salita del Monte Carmelo”.
Nello spiegare il messaggio don Ambrosio dice: “I tratti fondamentali sono facili da percepire: la cima del monte è rappresentata dalla grotta dove è nato il bambinello, il luogo dove ognuno può ricevere il dono della grazia, della gioia, della virtù. Il luogo dove Dio chiama all’unione ed all’alleanza. La strada che conduce alla grotta è un sentiero stretto, in salita e senza impedimenti e rappresenta il si incondizionato alla chiamata personale di Dio. Il cristiano che la percorre arriva in cima e trova l’acqua zampillante per essere battezzato e rigenerato. Ai due lati della strada centrale ci sono altre due larghe ed in discesa, che sviano il cammino del cristiano e conducono verso due porte larghe: una d’argento, che rappresenta il piacere immediato, e l’altra dorata che indica la sete di potere e di denaro, varcandole da una parte si corre il rischio della solitudine, della sofferenza e della perdizione, dall’altra si rischia di essere oppressi dai sentimenti della prepotenza, dell’egoismo e dello sfruttamento del prossimo”.
La cosa che quest’anno ha suscitato grande curiosità, fin dal momento della loro realizzazione, sono state le oltre trenta mani di cemento collocate alle pendici del monte: “Le mani, dice don Vincenzo, significano il continuo sostegno di Dio, mentre gli archi, posti sulla grotta, indicano la vita eterna, i posti che Gesù ha preparato per i suoi discepoli”.
Un presepe, quello di quest’anno, che ha riscosso e continuerà a riscuotere consensi, sia per la bellezza che per il significato religioso che si è voluto dare.

m.ab.


da "Il Crotonese" del 15/18  dicembre 2006

Col romanzo "Il mosaico del tempo grande" ha vinto
il concorso delle Biblioteche di Roma

AD ABATE IL PREMIO DEI LETTORI
Lo scrittore dedica il successo ai genitori ed a Carfizzi

È andato a “Il mosaico del tempo grande” (Mondadori 2006) di Carmine Abate il prestigioso “Premio dei lettori”, organizzato dalle biblioteche di Roma.
Alle sue spalle si sono piazzati Melania Mazzucco con “Un giorno perfetto” (Rizzoli) e Marco Santagata con “L’amore in sé” (Guanda).
Il premio per lo scrittore di Carfizzi acquisisce una maggiore importanza proprio per il valore dei due finalisti: la romana Mazzucco ha già vinto il premio Strega ed era in gara con un romanzo best seller ambientato proprio a Roma; Santagata si era imposto in una recente edizione del Campiello.
I lettori hanno invece premiato il romanzo ambientato nel piccolo centro albanofono del crotonese, ritenendolo “avvincente come un giallo e scritto con maestria”.
La cerimonia di premiazione si è svolta a Roma al Palazzo dei Congressi, nell’ambito della Fiera “Più libri più liberi”, dal 7 al 10 dicembre.
Presentando il vincitore, la madrina della serata Paola Saluzzi ha detto: “Nel Mosaico del tempo grande, che è storia d’amore sensuale, romanzo storico e noir insieme, Abate porta a compimento la sua opera di fusione dei linguaggi e delle culture italiana, arberesh e calabrese già iniziata qualche romanzo fa, regalando al lettore un insieme difficilmente definibile ma irrestibilmente fascinoso”.
Nel corso della serata, è stato premiato anche Soyinka Wole, lo scrittore nigeriano premio Nobel, vincitore della Sezione Internazionale, che si è complimentato con Carmine Abate per la sua predilezione di temi impegnati e della terra d’origine come scenario della sua narrativa.
Il Premio Biblioteche di Roma svolge un ruolo di assoluto rilievo ed originalità nel panorama culturale nazionale. Innanzitutto ha il merito di premiare libri di qualità. In secondo luogo perché è espressione diretta dei lettori (450), riuniti in 22 circoli di lettura. “Un premio fuori dalle lobby”, lo ha definito la Presidente del Premio Paola Gaglianone, “capace di rappresentare le linee di tendenza e di gusto di un pubblico ampio e diversificato”.
Abate si è detto felice del fatto che a far vincere il suo libro siano stati i voti dei tanti lettori come quelli delle Biblioteche e lo ha voluto dedicare ai suoi genitori e al suo paese natale, Carfizzi.
Un premio dunque che arriva direttamente dalla base, la ciliegina sulla torta per un libro che ha già vinto il Premio Vittorini ed è arrivato alla terza edizione.

Michele Abate


da "Il Crotonese" del 12/14  dicembre 2006

Convegno promomosso a Carfizzi
DAL BED & BREAKFAST TANTE POSSIBILITA' DI SVILUPPO AGRICOLO

Di bed & breakfast e di opportunità per la realizzazione di nuove imprese si è discusso all’incontro svoltosi nei locali della Casa comune ed alla quale hanno preso parte gli amministratori locali, Maria Bruni del Parco scientifico tecnologico, Salvatore Nicoscia presidente dei giovani imprenditori agricoli della provincia di Crotone, Martino Barretta della Rural Service e l’agronomo Salomone Spina.
Scopo della riunione è stato quello di informare i giovani e gli imprenditori agricoli locali delle opportunità offerte dalla legislazione di settore e dell’applicazione delle nuove tecnologie in agricoltura, ma soprattutto quello di innovare e “proteggere” l’economia locale che si basa, per il settanta per cento, sul settore agricolo.
“L’incontro di oggi, spiega il sindaco di Carfizzi Caterina Tascione, l’abbiamo voluto per cercare di dare informazioni su come creare nuove imprese in agricoltura e rendere competitive quelle presenti, sfruttando finanziamenti regionali, nazionali e comunitari”.
Il primo cittadino di Carfizzi si è soffermata sulle opportunità offerte dal territorio sia nel settore agro-alimentare che turistico: “Il nostro territorio ha tante potenzialità, sia nel settore agricolo che alimentare ma non vengono sfruttate. Il nostro ambiente è tra i più sani d’Italia, il centro storico è tra i più belli del crotonese. Le risorse che ci mette a disposizione il sottobosco sono moltissime, ma non le sappiamo usare”.
Il sindaco ha concluso il suo intervento informando i presenti che nelle prossime settimane, una proposta di sfruttamento del sottobosco locale, verrà sottoposta all’attenzione dell’agronomo Salomone Spina, esperto di agricoltura ed ambiente del territorio.
Quindi è toccato alla rappresentante del Parco scientifico tecnologico, Maria Bruni, spiegare le opportunità offerte, alle imprese agricole, dal Parco nel settore dell’innovazione tecnologica ed al presidente dell’associazione dei giovani imprenditori agricoli.
Nicoscia, ha incentrato il suo intervento sullo svecchiamento del settore, invitando i giovani ad investire, ma soprattutto sfruttare due leggi in grado di ringiovanire l’agricoltura: la legge del subentro ed il primo insediamento.
All’intervento di Nicoscia ha fatto seguito quello dell’agronomo Salomone Spina, il quale ha invitato tutti, imprenditori del settore ed amministrazioni locali, a “fare sistema per cercare di vendere il territorio e sfruttare le risorse che lo stesso offre”.
La riunione si è conclusa con l’intervento di Martino Barretta che ha delucidato i presenti sulle opportunità offerte dal bed & breakfast.

Michele Abate


da "Il Crotonese" del 05/07  dicembre 2006

Carfizzi, inaugurata la struttura della Provincia
TRE FESTE DI BATTESIMO NEL NUOVO CENTRO ASILO
Fatima, Anna ed Antonio, tre bambini extracomunitari
hanno ricevuto il sacramento prima del taglio del nastro

“L’amore non conosce frontiere. La differenza unisce”. È questo il messaggio che si trova entrando nel centro di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo di Carfizzi.
Un messaggio forte che esprime tutta la sensibilità, la solidarietà e la grande ospitalità della piccola comunità albanofona.
Solidarietà ed ospitalità che i cittadini di Carfizzi avevano avuto modo di esprimere già otto anni fa, nel 1998, con l’arrivo di un gruppo di giovani profughi curdi, inviati dalla Provincia di Crotone e nel 1999, quando, per circa un mese, sono stati ospitati all’ex ostello circa centocinquanta profughi kossovari inviati dalla Prefettura di Crotone. In quei giorni, come oggi, il senso di accoglienza e la solidarietà espressa dai carfizzoti è stata grande.
Il centro “Asilo”, che rientra nell’ambito di un progetto territoriale della provincia di Crotone finanziato con fondi del Ministero dell’Interno, è stato inaugurato sabato scorso dal presidente dell’ente intermedio Sergio Iritale.
Un “taglio del nastro” un po’ particolare. Infatti prima della tradizionale cerimonia, nella chiesa madre di Santa Veneranda, sono stati battezzati tre bambini extracomunitari, Fatima, Antonio e Anna, presenti nel centro.
Un evento, insolito per la piccola comunità locale, che ha suscitato interesse e curiosità nei cittadini, tanto che all’uscita dalla chiesa e per strada non è mancato il lancio di confetti e riso.
Dopo la cerimonia religiosa i tre battezzati, seguiti dalle autorità politiche, militari, religiose e dagli invitati, hanno raggiunto il centro di via 8 marzo per dare inizio ai festeggiamenti.
Per il presidente della provincia Sergio Iritale l’apertura del centro è un momento importante perché è “luogo di incontro tra popoli di culture e lingue diverse”.
Dalle parole del presidente dell’ente intermedio è stata chiara la soddisfazione: “Questa iniziativa, deve essere un richiamo a chi pensa che tutto è declino. Non è così. Una piccola cosa, ma grande per Carfizzi, come l’inaugurazione di un nuovo centro di accoglienza può essere ed è la testimonianza che insieme ce la possiamo fare”.
Anche la direttrice del Co.Pro.S.S., Domenica Cerrelli, esprime soddisfazione per come procede l’attività : “Gestire il centro a Carfizzi è un grande sacrificio, ma la soddisfazione, per come stanno andando le cose, è talmente tanta che lo sforzo passa in secondo piano. Questa piccola comunità ha dimostrato, grazie all’impegno di tutti, che l’accoglienza, la solidarietà, l’integrazione non sono un’utopia”.
Sabato scorso nel più piccolo centro del crotonese si sono visti momenti di grande solidarietà, alla quale hanno preso parte, oltre alle istituzioni politiche, militari e religiose, anche enti che operano nel sociale come le cooperative sociali Co.Ri.S.S. ed Agorà e la protezione civile di Isola Capo Rizzuto.
Si è visto un centro ben organizzato, ed una cerimonia alla quale hanno lavorato per giorni le dirigenti del Co.Pro. S.S., le assistenti sociali della provincia di Crotone e le operatrici del centro: Maria Giorno, Fortunata Avena, Elvira Gangale, Ida Amato, Maria Renda, l’insegnante Vanda Tascione, la Psicologa Maria Rosa Le Rose e la sociologa Maria Laura Caligiuri.
Una comunità quella di Carfizzi che, ancora una volta, ha espresso e sta esprimendo il meglio in tema di solidarietà e che sta dando prova di come si può essere una babele di culture e lingue diverse, abbattendo pregiudizi e diversità.

Michele Abate


da "Il Crotonese" del 01/04  dicembre 2006

Carfizzi, sul contratto di fitto alla Social Welfare
GESTIONE DELL'OSTELLO BAGARRE IN CONSIGLIO

Quello di martedì scorso è stato un consiglio lungo, oltre due ore per approvare tre punti, e “ricco” di momenti di tensione tra maggioranza ed opposizione.
Il consiglio comunale, presieduto dal sindaco Caterina Tascione, si è aperto con la lettura e la rapida approvazione dei verbali della seduta precedente ed è proseguito, entrando subito nel vivo, con la discussione del secondo punto che prevedeva la revoca di due articoli, il 17 ed il 19 (il primo, prevede la concessione al comune per dieci giorni all’anno della sala convegni del Centro Hora ed il secondo la revoca del contratto nel caso in cui il locatario entro un anno non inizi le attività) del contratto di fitto, firmato lo scorso agosto tra il comune e Social Welfare di Crotone, per la locazione dell’ex ostello all’ente crotonese.
Sul punto ha relazionato il sindaco, informando i consiglieri comunali di quanto richiesto dal rappresentante legale dell’organizzazione, cioè la revoca degli articoli 17 e 19 del contratto in quanto considerati, dalla Social Welfare, ostativi per il proseguimento delle attività ed in particolare per l’accreditamento, come agenzia formativa, presso la Regione Calabria.
Dopo l’intervento del primo cittadino ha parlato il consigliere di minoranza Nello Alfieri il quale ha invitato tutto il consiglio comunale a riflettere sulla revoca dei due articoli: secondo l’ex sindaco non ci può essere solo la loro cancellazione, ma bisogna iniziare con l’ente che ha in concessione la struttura una nuova trattativa: “Tra il comune e l’associazione deve iniziare una nuova contrattazione, altrimenti, revocando gli articoli c’è il rischio di non difendere l’interesse del comune”.
Secondo Alfieri la revoca dei due articoli non è cosa di poco conto, in quanto uno dei due, il 19, è fondamentale.
Nel suo intervento il consigliere di minoranza non solo critica, l’eliminazione dei due articoli, ma anche la durata del contratto. Nello Alfieri ritiene che i trent’anni di fitto previsto sono troppi “anche perché il consiglio comunale, continua Alfieri, ha approvato uno schema di convezione che avrebbe dovuto coincidere con il contatto e mi pare che così non è”.
Prima di concludere il suo intervento l’ex sindaco ha invitato il consiglio comunale a non approvare la revoca dei due articoli, invitando l’amministrazione ad iniziare una trattativa costruttiva con l’ente affittuario, ed ha fatto acquisire agli atti dei documenti dai quali si evince, a detta del consigliere, che l’Università Unimeur, ente citato all’interno del contratto come partner della Social Welfare, non esiste.
Quindi è intervenuta l’assessore Caterina Alfieri la quale ha invitato tutti a riflettere sul fatto che la mancata revoca dei due articoli può ostacolare la prosecuzione delle attività della Social Welfare.
“Qualche anno fa, ha detto l’assessore, nell’ostello ci pioveva, oggi questo non accade più e questo grazie ai lavori di ristrutturazione fatti dall’associazione”.
Secondo la consigliera di maggioranza la revoca degli articoli non pregiudica la posizione del comune, anzi la rafforza.
“Eliminare questi due articoli, ha concluso l’assessore, significa aiutare l’ente ad iniziare e proseguire le sue attività. La parte rilevante del contratto non sono questi due articoli ma il centro di riabilitazione e la formazione e le altre attività che l’associazione ha intenzione di intraprendere”.
Concluso l’intervento dell’Assessore Caterina Alfieri sono intervenuti il vicesindaco Marianna Leonetti, la quale ha criticato la gestione della struttura fatta dall’ex sindaco, ed il consigliere di maggioranza Andrea Amodeo.
Sul punto ha concluso il sindaco la quale non ha risparmiato, anche lei, critiche sull’utilizzo della struttura fatta dall’ex sindaco e dalle ex amministrazioni, per la concessione, a basso costo, a detta dell’attuale sindaco, della struttura all’associazione Skanderberg.
Quindi, in piena bagarre, è intervenuto il consigliere di minoranza De Paola il quale si è detto stufo di sentir parlare di Skanderberg ed ha abbandonato, seguito da Nello Alfieri, i lavori.
La Tascione ha terminato il suo intervento, sostenendo che la sua amministrazione sta facendo l’interesse del comune, e che l’articolo portante del contatto è quello che prevede il reperimento del 30% della manodopera, di cui avrà bisogno l’ente per lo svolgimento delle sue attività, tra i cittadini di Carfizzi e non la revoca dei due articoli.
Quindi si è proceduto all’approvazione del punto con i soli voti dei consiglieri di maggioranza.
Il civico consenso ha proseguito i lavori con l’approvazione del terzo punto che prevedeva l’istituzione della stazione unica di appalto di lavori, fornitura e servizi, e si è conclusa con le comunicazioni del sindaco sullo stato in cui versa l’applicazione del regolamento comunale cimiteriale.
Anche su quest’ultimo punto non sono mancate le critiche, da parte dell’attuale maggioranza, verso l’ex sindaco e le ex amministrazioni.
La Tascione ha contestato al suo predecessore il fatto che non ha mai attuato il regolamento comunale cimiteriale, istituito nel 1985 dalla sua stessa amministrazione, provocando danni al comune.

Michele Abate


da "Il Crotonese" del 28/30  novembre 2006

Iniziato nel giorno di Santa Caterina il tradizionale rito in attesa del natale
ACCESE LE 'FUCARINE' A CARFIZZI

Con la “fucarina”, in onore di Santa Caterina dello scorso 24 novembre, a Carfizzi si è dato il via ai tradizionali falò prenatalizi.
Le “fucarine”, nel piccolo centro arbereshe, sono una delle tradizioni tipiche del periodo che precede le feste di fine anno.
Negli anni passati ogni famiglia, davanti casa, accendeva un fuoco attorno al quale si riuniva la famiglia e l’intero rione. Oggi quei tanti fuochi sono diventati il fuoco.
A partire dal 24 novembre, nel piazzale antistante la chiesa di Santa Veneranda, viene accesso la “fucarina”, attorno alla quale si ritrovano i giovani, i meno giovani e gli anziani del paese. Il sagrato della chiesa madre diventa punto aggregazione per l’intera comunità.
L’accensione dei fuochi diventano un riferimento, un trait d’unione che accomuna la cittadina albanofona creando un ambiente familiare, un’atmosfera per certi versi simile a quelle che anticamente si ricreavano nelle famiglie, durante le riunioni davanti al caminetto.
Per il prossimo mese di dicembre sono previsti altri quattro falò: quello del 5 in onore di San Nicola, il 7 in onore dell’Immacolata ed il 12 i onore di Santa Lucia. Ultimo, ed il più grande, dei quattro fuochi è quello della notte di Natale, intorno al quale tutta la comunità attende la nascita del Bambinello.

Michele Abate


da "Il Crotonese" del 21/24  novembre 2006

Lo scrittore di Carfizzi si contende il riconoscimento con Marco Santagata e Melania Mazzucco
PREMIO BIBLIOTECHE, ABATE FINALISTA

Il supervincitore sarà scelto da una giuria di 500 lettori

Continua il successo dell’ultimo romanzo, “Il mosaico del tempo grande” (Mondadori 2006), dello scrittore di Carfizzi Carmine Abate.
Tre ristampe vendute in pochi mesi, recensioni entusiastiche, vincitore del Premio Vittorini e tra i vincitori del Premio Dessì, ed ora finalista al prestigioso “Premio Biblioteche di Roma”.
Gli altri due autori in lizza, per la vincita del premio, sono Marco Santagata e Melania Mazzucco, vincitrice del Premio Strega.
I semifinalisti, scelti da un comitato scientifico che annovera critici come Massimo Onofri, Renato Minore e Marino Sinibaldi, erano, oltre allo scrittore arbereshe, autori del calibro di Arpaia, Pardini e Buttafuoco, autore del best seller “Le uova del drago”.
Il supervincitore sarà decretato da una giuria composta di circa 500 lettori.
La cerimonia di premiazione si svolgerà il prossimo 7 dicembre 2006 al Palazzo dei Congressi, nell’ambito della Fiera della piccola e media editoria, “Più libri più liberi”, in cui si premieranno i vincitori per la narrativa e la saggistica e Soyinka Wole, autore africano premio Nobel per la letteratura nel 1986, vincitore della sezione internazionale.
Il “Premio Biblioteche di Roma” ha un ruolo di assoluto rilievo ed originalità nel panorama culturale nazionale.
Una manifestazione, questa romana, che ha il merito di premiare libri di qualità ed inoltre è un premio espressione diretta dei lettori, riuniti in circoli di lettura.
Un premio capace quindi, di rappresentare sia le tendenza che i gusti di un pubblico ampio e diversificato.
Il “Mosaico del tempo grande” è un romanzo che, oltre ad aver vinto premi importantissimi, ha messo d’accordo gran parte della critica italiana che gli riserva un ampio spazio, sia sui quotidiani che sui settimanali.
Per la particolare diffusione ci piace citare Avvenire: “Abate racconta soltanto, ma dal suo racconto emerge la peculiarità di un mondo assolutamente originale. … Abate, con questo suo nuovo romanzo, continua a scandagliare nella sua identità, ma il suo sguardo va ben oltre, cioè nelle pieghe di una intera comunità. … Il romanzo è anche una bella storia d'amore tra un discendente di Damis e Laura. E in mezzo c'è il ricordo del passato, i gommoni del presente, e le avventure di una comunità...” .
Nelle settimane scorse, presso la Biblioteca Flaminia di Roma, lo scrittore di Carfizzi, ha incontrato i “suoi” lettori.
Un incontro che lo stesso autore, ha definito straordinario per partecipazione dei lettori ed intensità.
Molte e per lo più curiose sono state le domande rivolte allo scrittore, sia sul libro che sulla lingua arbereshe, tanto che su quest’ultimo argomento è nato un vivacissimo dibattito.


da "Il Crotonese" del 14/17  novembre 2006

I premi nazionali consegnati a Carfizzi
LIBRI PER RAGAZZI VINCONO ZANNONER, D'ADAMO E MELIS

Un’atmosfera speciale si respirava, sabato scorso alla cerimonia del Premio nazionale narrativa per ragazzi 2006, istituito dalla Comunità Montana Alto Crotonese.
Merito senza dubbio degli organizzatori, gli amministratori dell’ente montano e giuria, ma merito, soprattutto, al giovane pubblico che ha occupato in ogni ordine di posto la sala conferenze del Centro Hora di Carfizzi.
Curiosità e ammirazione hanno accompagnato le premiazioni dei finalisti: Paola Zannoner, autrice di “Sopra l’acqua sotto il cielo” e di Francesco D’Adamo autore di “Johnny il seminatore”, mentre, a causa di un impedimento famigliare, non è potuto intervenire il terzo finalista Alberto Melis autore del romanzo”Una bambina chiamata Africa”.
Tre libri, questi giunti in finale, che raccontano storie di stretta attualità: le guerre, i bambini soldato e l’immigrazione clandestina.
Argomenti, questi, che hanno suscitato grande interesse sia nei ragazzi che nei loro docenti.
“Lo scopo del premio, ha esordito il presidente dell’ente montano Salvatore Palmieri, è quello di promuovere la cultura del libro nel territorio e la lettura come arricchimento del percorso formativo dei ragazzi che frequentano le nostre scuole”.
Una vera e propria festa del libro e della lettura, così l’ha definita il presidente della giuria Carmine Abate il quale ha invitato gli studenti a non intendere la lettura come momento di intrattenimento ma come strumento capace di aprire gli “sguardi”.
“Questa Comunità Montana, ha detto Abate, sta dimostrando veramente di possedere quello che un pò manca in Calabria, la cultura del fare. Fare cose concrete e non parole. Questo Premio è una cosa concreta”.
Quindi è intervenuta il vicesindaco del comune di Carfizzi Marianna Leonetti la quale si è detta emozionata nel vedere tanti giovani.
“Un premio prestigioso in quanto sui generis a nostro avviso, ha detto la Leonetti. Grazie al premio i ragazzi hanno la possibilità di incontrare e conoscere gli autori finalisti e questo non avviene tutti i giorni”. L’evento principe della giornata per il vicesindaco è la “festa del libro”: “Le istituzioni, gli scrittori, i dirigenti, i ragazzi, i loro professori si trovano qui a festeggiare il libro in cui scoprono mondi fantastici e irreali insieme”.
Prima di concludere l’intervento il vicesindaco ha invitato i ragazzi a leggere sempre di più “Perchè la lettura è un fattore decisivo del successo scolastico dei ragazzi. Avere a portata di mano buoni libri apre la testa, suscita idee e intelligenza”.
Dopo i saluti delle autorità, tutta l’attenzione si è trasferita sugli scrittori, che hanno dapprima ricevuto il premio di mille euro e la targa ricordo per essere arrivati tra i finalisti e poi, introdotti dalla presentazione del presidente del Premio lo scrittore Carmine Abate, hanno avuto modo di raccontarsi e raccontare i loro lavori.
Paola Zannoner, scrittrice di numerosi romanzi per ragazzi, si è detta orgogliosa di partecipare al premio e contenta del successo riscosso dal suo ultimo lavoro. Un libro, quello della scrittrice toscana, suddiviso in quattro racconti, ambientati in Italia tra il 1914 e i giorni nostri, visti attraverso gli occhi di quattro adolescenti.
Anche D’Adamo si è detto soddisfatto del risultato raggiunto dal suo “Johnny il seminatore”- Un romanzo contro tutte le guerre.
“Questo libro, ha detto l’autore, è nato dalla voglia di parlare di un tema molto importante, come le guerre”.
D’Adamo non è nuovo a trattare argomenti di grande interesse sociale. Il più celebre è “Storia di Iqbal”, il bambino lavoratore divenuto simbolo della lotta contro la schiavitù e il lavoro minorile.
Conclusi gli interventi degli autori, il microfono è passato ai ragazzi i quali hanno “interrogato” i due scrittori su argomenti e tematiche presenti nei due romanzi.
Ma, prima di consegnare agli archivi anche la quarta edizione del Premio, si è proceduto a decretare il supervincitore.
Quest’anno, la giuria dei ragazzi, ha assegnato il super premio al libro di Francesco D’Adamo “Johnny il seminatore” – Un romanzo contro tutte le guerre, al quale i giovani giurati hanno attribuito 70 voti.
Al secondo posto con 62 voti si è piazzato “Sopra l’acqua sotto il cielo” di Paola Zannoner mentre il terzo posto, 32 voti, è toccato al libro “Una bambina chiamata Africa” di Albero Melis.
Conclusa la parte ufficiale della premiazione, autori, istituzioni e parte del pubblico presente, si sono trasferiti nella sala da pranzo dove hanno assaporato delle ottime pietanze.

Michele Abate


da "Il Crotonese" del 14/17  novembre 2006

E' formato da venti ragazzi del paese
CARFIZZI, LA RINASCITA DEL CORO PARROCCHIALE

Non è per niente facile mettere insieme, in una piccola comunità come Carfizzi, un gruppo di ragazzi e ragazze, per creare, o meglio ricreare, dalle ceneri del vecchio, il nuovo coro parrocchiale.
Sembra che ci siano riusciti il parroco Don Vincenzo Ambrosio e Giovanni Pollizzi, Andrea Bastone e Marianna Leonetti già musicisti e coristi dei precedenti cori.
“Fin dal primo giorno in cui sono arrivato a Carfizzi, ho avuto come obiettivo la creazione del coro della parrocchia”, ha detto don Ambrosio.
“L’idea di far nascere il coro nella nostra comunità parrocchiale è stato ben accolto da tutti, continua il parroco. Come in tutte le cose, anche in questa, ci vuole pazienza. La creazione di un coro fa parte della crescita dell’intera comunità. Già i padri della chiesa dicevano che quando si canta si prega due volte”.
L’impegno dei componenti, dai veterani ai giovanissimi, è totale: “Tutti coloro che ne fanno parte, dice Giovanni Pollizzi uno dei due musicisti e veterano dei cori, lo fanno con tanto entusiasmo. La presenza del coro in paese ed il ritrovarci due, tre, volte la settimana è anche un modo per stare insieme”.
Anche Giusy, una delle giovani componenti, vede il coro come un momento di aggregazione, come un modo per stare insieme in cui si respira tanta armonia.
Venti sono i componenti del nuovo coro, che ha fatto il suo debutto lo scorso 4 novembre: I musicisti Giovanni Pollizzi e Andrea Bastone, le coriste Marianna Leonetti, Dea Alfieri, Concetta De Simone, Filomena Albi, Antonio Tascione, Roberto Gatto, Lorenza Gatto, Pasquale Parrotta, Mimma Amoroso, Giusy Basta, Rosetta Amato, Agostina Esposito, Antonio Bastone, Chiara Giudice e le giovanissime Ester Maio, Filomena Scarpino, Antonella Comito e Sonia Bastone.

Michele Abate


da "Il Crotonese" del 10/13  novembre 2006

Inaugurato nella struttura di Menzivono
CARFIZZI, CENTRO SERVIZI PER CHI VIVE NEL DISAGIO

Dinanzi ad un numerosissimo pubblico, incuriosito dall’evento, e sullo sfondo di una tiepida giornata d’autunno, lunedì scorso, a Carfizzi, è stato inaugurato il Centro Polivalente Hora ed è stato presentato l’Osservatorio permanente nazionale del disagio e l’Ufficio di Collocamento e di servizi per persone che vivono in situazione di disagio.
Le tre strutture avranno sede in quello che era l’ostello in località Menzivono, che per l’occasione è stata ristrutturata ed arricchita di nuove attrezzature per la realizzazione delle nuove attività.
Un progetto questo voluto e realizzato dall’associazione Social Welfare di Crotone, organizzazione con la quale l’amministrazione comunale, la scorsa estate, ha firmato una convenzione, concedendo in locazione la struttura.
Per la realizzazione del progetto l’ente crotonese, si sta avvalendo, e si avvarrà della collaborazione di altri enti nazionali come l’ente di formazione Unimeur, e la scuola di specializzazione in psicoterapia PsicoUmanitas.
Un vero e proprio “Centro servizi”, lo ha definito il professor Marra dell’Unimeur nonché direttore della Social Welfar, del quale nelle prossime settimane l’intero territorio provinciale potrà usufruire.
Oltre all’Osservatorio ed all’Ufficio di collocamento, i frequentatori potranno servirsi di un centro fitness, di una sauna, di vasche e piscina idromassaggi, di una ludoteca per bambini e di altri strumenti e attrezzature atte a migliorare la condizione di vita di soggetti che vivono in uno stato di disagio fisico.
“Carfizzi vive un momento straordinario, ha esordito il primo cittadino di Carfizzi. Ha Carfizzi nasce l’Osservatorio nazionale permanente del disagio. È stata grande la capacità dell’amministrazione comunale, di tutto il consiglio comunale e di tutta la popolazione, ad accogliere la proposta di questo progetto. Di un grande progetto che deve e può essere un volano di sviluppo per tutto il comprensorio”.
Parole di soddisfazione e di orgoglio quelle del primo cittadino del centro albanofono, che nel suo intervento rimarca l’importanza della presenza del Centro nella piccola comunità arbereshe: “La consapevolezza che il Centro polivalente Hora sarà il fiore all’occhiello, non solo di Carfizzi, ma di tutto il territorio della provincia di Crotone, è motivo di orgoglio e di grande soddisfazione. Carfizzi si è candidata a centro per la risoluzione delle problematica inerenti i bisogni. A ciò si ispira l’Osservatorio nazionale del disagio, che vedrà Carfizzi sulla scena nazionale”.
Quindi sono intervenuti il presidente dell’associazione Social Welfare Edmundas Jakimonis, il quale ha espresso tutta la sua soddisfazione per i risultati raggiunti e del lavoro svolto, ed il professor Antonio Lo Iacono direttore della scuola Psicoumanitas.
Lo Iacono, nel suo intervento, ha illustrato gli obiettivi dell’Osservatorio ed ha comunicato che, già a partire dal prossimo mese di dicembre, proprio presso il Centro, inizieranno delle attività di tipo seminariale su argomenti come la solitudine, le dipendenze ed i confitti.
Ad illustrare le attività previste dal progetto è stato il professor Marra.
Il direttore della Social welfare ha indicato nella formazione professionale, l’alta formazione, il turismo per persone diversamente abili, nel centro di sperimentazione per nuove tecnologie utilizzate per il miglioramento delle condizioni di vita delle persone diversamente abili, ed altre attività che verranno messe in campo nei prossimi mesi, i settori nei quali gli enti coinvolti interverranno.
Prima di concludere il suo intervento Marra, per conto del comitato centrale della Social Welfare, ha designato il sindaco di Carfizzi Caterina Tascione responsabile dei rapporti con gli enti locali, ed ha chiesto ai rappresentanti degli enti locali, in quanto conoscitori delle esigenze del territorio, di aderire al progetto dell’Osservatorio nazionale permanente per il disagio.

Michele Abate


da "Il Crotonese" del 10/13  novembre 2006

Sabato 11 il vincitore all'Hora di Carfizzi
NARRATIVA PER RAGAZZI, I TRE FINALISTI DEL PREMIO

Sono “Johnny il seminatore” di Francesco d’Adamo, “Una bambina chiamata Africa” di Alberto Melis e “Sopra l’acqua sotto il cielo” di Paola Zannoner, i tre libri finalisti della quarta edizione del Premio nazionale di narrativa per ragazzi.
La cerimonia di premiazione e la decretazione del supervincitore si terrà domani 11 novembre a Carfizzi presso il Centro polivalente Hora in località Menzivono.
Un premio istituito quattro anni fa dalla Comunità Montana dell’Alto Crotonese, e presieduto dallo scrittore Carmine Abate, cresciuto nel corso degli anni, tanto che anche quest’anno vi hanno partecipano le più grandi case editrici di libri per ragazzi.
“Scopo del premio – ha sottolineato Carmine Abate – ed in considerazione del notevole successo ottenuto dalla quarta edizione alla quale hanno partecipato 50 libri, è quello di promuovere e diffondere la cultura del libro nel territorio, stimolando il gusto della lettura, in particolare tra i ragazzi che, talaltro saranno i veri protagonisti del premio”.
Infatti, saranno proprio gli allievi delle scuole medie della Comunità Montana che, con i loro voti, decreteranno il supervincitore.
Abate si è detto lieto di presiedere e organizzare il Premio perché coinvolge la sua terra di origine e perché è un momento di alta cultura.
“E’ fondamentale, ha continuato lo scrittore, stimolare i giovani non solo a leggere, ma farlo con più senso critico”.
La scelta dei tre libri finalisti quest’anno è ricaduta su libri che raccontano storie vicine alle tematiche dei nostri giorni: la guerra , i bambini soldato e le tragedie dell’immigrazione clandestina.
“Un premio che continua a riscuotere successo, ha concluso il presidente della giuria, grazie all’impegno ed alla volontà del presidente dell’ente montano Salvatore Palmieri ed al lavoro del segretario della giuria Dionigi Forciniti e delle componenti Isabella Schipani ed Aurora Basta. Attraverso questo premio ci siamo inseriti nel panorama culturale nazionale”.
Una manifestazione che, oltre a proiettare l’Alto Crotonese nell’alveo della cultura nazionale, arricchisce le biblioteche scolastiche di libri.
Tutti i testi che hanno partecipato alla selezione non verranno restituiti agli editori o racchiusi all’interno di scatole di cartone, ma regalati, dall’ente Montano, alle biblioteche scolastiche del territorio.


da "Il Crotonese" del 7/9  novembre 2006

Significato particolare della cerimonia per celebrare i Caduti in guerra
IN RICORDO DEGLI EROI DI CARFIZZI

Anche nel piccolo centro crotonese, come in tutte le città d’Italia, si è celebrata la manifestazione di commemorazione dei Caduti in guerra.
Una giornata, quella del 4 novembre, che viene vissuta dalla popolazione locale con intensità ed emozione, nel ricordo di quei giovani Eroi locali partiti per difendere la Patria e non più tornati.
Alla commemorazione, che in un primo momento avrebbe dovuto svolgersi davanti al monumento dei caduti in largo Skanderbeg, ma per le condizioni meteorologiche poco favorevoli si è svolta nella chiesa di Santa Veneranda, erano presenti oltre gli amministratori locali con in testa il Sindaco Caterina Tascione, l’Arma dei Carabinieri della stazione di San Nicola dell’Alto con a capo il maresciallo Crugliano, affiancato dal comandante dei vigili urbani Giuseppe Basta, e dai carabinieri Suma e Pignataro.
Nel suo intervento il sindaco ha ricordato l’importanza storica del 4 novembre e dei tanti caduti sul campo di battaglia in difesa della libertà e della Patria.
“Con il loro sacrificio ci hanno reso tutti più istruiti, più liberi - ha detto il primo cittadino - Una libertà ed una vita che viene combattuta giorno dopo giorno in un mondo in cui le differenze si fanno sempre più forti, dove il povero diventa sempre più povero ed il ricco sempre più ricco”.
Nel concludere il suo intervento il sindaco ha auspicato un mondo migliore fondato sulle libertà e solidarietà tra popoli.
Conclusa la messa, durante la quale ha fatto l’esordio il nuovo coro parrocchiale, la manifestazione è proseguita in largo Skanderbeg con la benedizione del monumento ai caduti da parte del parroco Don Vincenzo Ambrosio, la deposizione di due corone di alloro e l’esecuzione, da parte della banda musicale di Carfizzi, dell’Inno di Mameli.

Michele Abate


da "Il Crotonese" del 3/6  novembre 2006

CACCIA CINGHIALE: GONGOLANO GLI APPASSIONATI DI CARFIZZI

Gongolano gli appassionati di caccia di Carfizzi.
Con quelli di domenica scorsa sono dieci, dall’inizio dell’attività venatoria, i cinghiali abbattuti dalle squadre di cacciatori presenti nel piccolo centro crotonese.
Nove sono quelli abbattuti dalla squadra capitanata da Carmine Piluso ed uno dalla squadra di Giuseppe Bonanno & C. capeggiata da un sannicolese.
La caccia al cinghiale nel centro albanofono, è un’attività che aggrega un considerevole numero di appassionati, anziani, giovani e meno giovani, non solo locali ma anche dei paesi limitrofi.
Quest’anno, rispetto all’anno scorso, le squadre di cacciatori presenti in paese sono due ed entrambe sono composte sia da appassionati locali che “forestieri”, anche se quella che si può definire “squadra locale”, nonostante la presenza al suo interno di qualche cacciatore proveniente da San Nicola dell’Alto e da Casabona, è proprio quella che può vantarsi di aver abbattuto in meno di un mese ben nove esemplari di cinghiale.
Domenica scorsa, il silenzio di un tranquillo pomeriggio di ottobre, nel piccolo centro arbereshe, è stato rotto dai clacson e dai caroselli dei cacciatori che portavano in trionfo gli ultimi “trofei”.
A centrare le prede sono state i fucili imbracciati, da Michele De Paola e Totò Vulcano per la squadra capitanata da Carmine Piluso, quello di Peppe Bonanno per l’altra squadra.
L’arrivo, dei cinghiali e dei cacciatori in paese è stato salutato, come da tradizione, da una folla festante di bambini e adulti, che ha accompagnato i cacciatori ed i cinghiali lungo le vie del paese fino a giungere nel rione Timparello, dove i cacciatori della “squadra locale” e gli appassionati hanno brindato alla loro ennesima “vittoria”.

Michele Abate


da "Il Crotonese" del 6/9  ottobre 2006

Carfizzi, l'attività del prete ha ridato vitalità alla parrocchia
UN ANNO CON DON VINCENZO

È passato un anno da quando don Vincenzo Ambrosio è diventato parroco di Carfizzi. Era il 26 settembre 2005 quando il “gigante di bontà”, così lo definì don Rosario Morrone al momento del suo arrivo nel piccolo centro arbereshe, mise piede per la prima volta nella chiesa madre di Santa Veneranda.
Quel giorno, le prime parole da parroco di Carfizzi furono: “starò spesso in mezzo a voi”, ed è quello che è successo in questo anno.
“Sono molto contento di essere in quest’ambiente- ha detto don Vincenzo- anche se, all’inizio, non nascondo che non è stato facile, perché quando si arriva in una nuova realtà, c’è bisogno di tempo, sia per ambientarti sia per conoscere la popolazione, anche se, già dopo qualche giorno le difficoltà iniziali era sparite, e questo grazie alla gente che è stata, fin dal primo giorno, accogliente ed affettuosa”.
Per don Vincenzo questo anno trascorso a Carfizzi è stato un anno ricco di attività e di soddisfazioni.
Dopo tre mesi dal suo arrivo nella comunità albanofona, il parroco si è dimostrato molto attivo: ha raccolto intorno a se un gruppo di bambini ed ha “ricreato” i chierichetti; ha ritrovato due calici, due pissidi ed una patena in cattive condizioni e li ha mandati a restauro; ha fortemente voluto, in piena sintonia con la comunità locale, il restauro di Sant’Antonio di Padova, statua lignea che risale al ‘700. Queste sono state alcune delle attività svolte da don Ambrosio.
In questo periodo in “cantiere” don Vincenzo ha la costituzione di un coro polifonico.
“Sono molto contento del lavoro svolto fino ad oggi, avrei voluto fare di più ma mi reputo soddisfatto”.
Una soddisfazione ricambiata da tutta la comunità, religiosa e non, del piccolo centro crotonese.

Michele Abate


da "Il Crotonese" del 6/9  ottobre 2006

Carfizzi, riunione del Consiglio comunale
CONTI IN EQUILIBRIO
Differenziata: 23 mila euro

Quattro sono stati i punti discussi ed approvati, nel consiglio comunale del 2 ottobre scorso.
Dopo la rapida approvazione dei verbali della seduta precedente, il consiglio è entrato nel vivo con la discussione del secondo punto che prevedeva la verifica degli equilibri di bilancio.
L’introduzione e la relazione sul punto è toccata al ragioniere comunale Francesco Tocci il quale ha illustrato dettagliatamente la situazione di bilancio ed ha risposto alle domande poste dai consiglieri sia di maggioranza che di minoranza.
Dopo aver relazionato sullo stato in cui versano le casse comunali, il ragioniere, ha comunicato che al momento non esistono condizioni tali da poter creare squilibri di bilancio.
Sul punto, dopo la relazione del ragioniere, non sono mancati gli interventi dei consiglieri sia di minoranza che di maggioranza e dello stesso sindaco Caterina Tascione, la quale ha sostenuto che “gestire attualmente un comune è difficilissimo. Con il passare degli anni le risorse vengono sempre meno”, ha detto il primo cittadino.
Parole, queste della Tascione che sono state condivise dalla consigliera di minoranza Marino che a aggiunto che già quattro, cinque anni fa, quando ad amministrare erano altri, esistevano questi tipi di difficoltà.
Quindi ha chiesto la parola il consigliere di maggioranza Amodeo il quale ha invitato l’amministrazione a lavorare sul fronte dell’evasione, che a Carfizzi è quasi nulla perchè oltre il 95% dei cittadini paga i tributi, sostenendo: “se a Carfizzi esistono evasori, vanno cercati. Le imposte devono essere pagate da tutti, in modo tale da non creare figli e figliastri”.
Conclusi gli interventi il punto è stato approvato con i voti favorevoli della maggioranza, mentre l’opposizione si è astenuta.
Il consiglio è proseguito con la discussione e l’approvazione, con otto voti favorevoli e quattro astenuti, del terzo punto: variazione al bilancio, esercizio finanziario 2006 e si è concluso con l’esame del quarto punto che prevedeva l’approvazione di uno schema di convezione con la Regione Calabria per la concessione i contributi ai comuni per incentivare la raccolta differenziata dei rifiuti. Sul punto il sindaco ha informato i consiglieri che a seguito di un bando regionale, al quale il comune ha partecipato presentando un proprio progetto che si è posizionato al 31° posto a livello regionale e primo tra i comuni della provincia di Crotone, la Regione Calabria ha concesso un contributo di 23.000 euro.
L’intera somma, il comune la utilizzerà per educare ed incentivare i cittadini alla raccolta differenziata dei rifiuti. Quest’ultimo punto ha visto il voto favorevole di tutto il consiglio.

Michele Abate


da "Il Crotonese" del 15/18  settembre 2006

L'iscrizione al prossimo campionato rimane ancora in forte dubbio
CARFIZZI, FUTURO INCERTO
C'è la volontà di proseguire il futuro

A pochi giorni dalla data di scadenza, per l’iscrizione al campionato di terza categoria, a Carfizzi i dirigenti discutono se ricostituire la società e iscrivere la squadra al campionato di competenza.
All’ultima riunione tenutasi la settimana scorsa si è solo preso atto delle dimissioni del presidente Francesco Pompò e del segretario Carmine Maio, per il resto non si è deciso nulla, anche se le intenzioni sia dei dimissionari, sia di una parte di soci e dirigenti che hanno fatto parte dell’ultima avventura calcistica dell’UC Carfizzi sembrano essere quelle di ricostituire la società e iscriverla al campionato di terza categoria.
Mentre dirigenti, soci e amministrazione comunale, che per bocca del suo sindaco, sembra intenzionata a dare il suo importante contributo, discutono sul da farsi, i giovani calciatori e sportivi del centro arbereshe si chiedono come andrà a finire. La maggior parte di loro ha fatto parte della rosa che ha disputato lo scorso campionato ed ha voglia di riprendere gli allenamenti e disputare un nuovo campionato di terza, mentre qualcuno sembra voler cambiare casacca in favore di qualche squadra di seconda categoria. Come detto la volontà c’è, ma il futuro è ancora incerto.
Intanto sembra che i soci si rivedranno nei prossimi giorni per prendere la decisione finale: iscrizione in terza categoria o, dopo appena un anno, scioglimento della società e quindi della squadra?

Michele Abate



da "Il Crotonese" del 12/14  settembre 2006

Il numero degli alunni, per fortuna, è rimasto invariato
CARFIZZI, TUTTO E' PRONTO PER L'INIZIO DELLA SCUOLA

Ancora pochi giorni, e poi la campanella suonerà, anche per gli studenti di Carfizzi.
Lunedì 18 settembre il suono della campanella segnerà l’apertura delle porte del plesso di via Gramsci e l’inizio del nuovo anno scolastico, 2006/2007, per gli alunni delle scuole elementari e materne del piccolo centro arbereshe.
Dalle istituzioni scolastiche locali, quest’anno, sembra giungere un sospiro di sollievo: la popolazione scolastica, rispetto all’anno scorso, è rimasta inalterata.
Il piccolo centro albanofono, così come altri centri del crotonese, da molti anni deve fare i conti, non solo con la perdita dell’autonomia scolastica, da anni dipende dall’istituto comprensivo di Pallagorio ma, anche con la perdita di alunni, rischio quest’ultimo che per quest’anno è stato scampato grazie al fatto che dallo scorso febbraio frequentano le scuole elementari anche cinque bambini kossovari, ospiti del centro di accoglienza per donne in difficoltà e minori immigrati gestito dal Co.Pro.S.S.
Lunedì prossimo lo storico edificio di via Gramsci accoglierà cinquanta alunni: diciassette saranno i bambini che frequenteranno la scuola materna e trentatre quelli che siederanno tra i banchi delle scuole elementari.
Tre sono le classi delle scuole elementari, di cui due pluriclassi: una prima, una seconda-terza ed una quarta-quinta.
I trentatre alunni delle scuole elementari, sono così suddivisi: sei nella prima elementare, quattordici nella pluriclasse seconda-terza e tredici nella pluriclasse quarta-quinta, mentre i bambini iscritti nell’unica classe di scuola materna sono diciassette.
Quindi lunedì prossimo si parte, certi che anche quest’anno scolastico i docenti sapranno accompagnare i loro allievi verso percorsi formativi eccellenti.

Michele Abate



da "Il Crotonese" del 18/21  agosto 2006

Carfizzi si è stretta intorno allo scrittore. Il sindaco: "Con i suoi libri ha saputo renderci universali"
FESTA DEL RITORNO, FESTA PER ABATE

Si è conclusa lunedì 14 agosto l’undicesima edizione de “La Festa del ritorno”, che dal 1995 anima le serate estive dei cittadini del piccolo centro crotonese.
Una festa in cui non sono mancati momenti culturali e ricreativi: presentazioni di libri, giochi e sport, che ha raggiunto il punto culturale più alto nella serata del 11 agosto con la presentazione dell’ultimo romanzo di Carmine Abate “Il mosaico del tempo grande” giunto ormai alla terza edizione e vincitore del premio Vittorini.
Alla presentazione del libro hanno partecipato, oltre l’amministrazione comunale, l’autore, il professor Michelangelo La Luna della Rhodeisland University (USA), il consigliere regionale Damiano Guagliardi, il sindaco del comune di Cerzeto, che nei mesi scorsi ha insignito Carmine Abate della cittadinanza onoraria, il sindaco di Pallagorio Francesco Rizzuti, il professor Cesare Pitto dell’Università della Calabria e tanta gente comune.
La manifestazione è stata aperta dall’intervento del primo cittadino di Carfizzi Caterina Tascione: “Mi inorgoglisce presentare per la seconda volta un libro di Carmine Abate” ha esordito il sindaco.
“Parlare di Carmine Abate, continua la Tascione, è come parlare di ciascuno di noi. Di noi carfizzoti. Perché tramite i suoi libri ha saputo renderci universali”.
Nel suo intervento, il sindaco del piccolo centro albanofono paragona Abate ad Omero “così come Omero canta le gesta del popolo e degli eroi greci, così Abate canta il mondo arbereshe”.
Nel concludere il suo discorso, il primo cittadino non ha mancato di ringraziare lo scrittore “Hai saputo proiettare Carfizzi agli occhi di tantissima gente e dargli un altissimo riconoscimento e di questo Carfizzi ti è sempre grato”.
Concluso l’intervento della Tascione la parola è passata al consigliere regionale Damiano Guagliardi: “Nella scrittura di Abate, nel suo modo di narrare, nelle immagini descritte nei suoi romanzi, mi ritrovo”, ha detto il consigliere regionale.
“È un piacere essere qui –continua- perché mi sembra di ripercorrere alcuni passaggi della mia infanzia. Carmine Abate è il primo arbereshe che riesce ad essere un romanziere, perché riesce ad esprimere ciò che ha nel cuore”.
Quindi la parola è passata a Michelangelo La Luna il quale prima di iniziare ad intervistare lo scrittore ha detto: “Il mosaico del tempo grande segna l’epopea moderna dell’Arberia. Questo romanzo, a differenza degli altri romanzi di Abate è un romanzo storico, perché narra la storia degli albanesi d’Albania e della fondazione dei paesi arbereshe. Questo è molto importante perché finalmente abbiamo un romanzo che parla della storia degli albanesi”.
La presentazione del libro è stata animata dalle musiche e dalle canzoni di Cataldo Perri e dalle note della big band “Tutto a posto”.
Gli altri appuntamenti che hanno animato le sere d’agosto dei carfizzoti sono state: l’8 agosto con animazioni e giochi dedicati ai bambini; il 10 con la compagnia teatrale “Krimisa” che all’anfiteatro comunale ha rappresentato, riscuotendo, come al solito, un grande successo, la commedia “A trastulla”.
Il 12 agosto è stata la volta dell’immancabile “Corri il Verde”, gara podistica che da circa venti estati vede sfidarsi, lungo le vie del paese carfizzoti, piccoli e grandi. Nella stessa serata, dopo la premiazione dei vincitori, ideatori e curatori del forum “Piano di sopravvivenza per Carfizzi”, amministratori comunali e cittadini hanno discusso del futuro del piccolo centro arbereshe. Nel corso della discussione non sono mancate critiche, polemiche e provocazioni.
Domenica 13 all’Ostello è stato presentato il libro “Musica arbëreshe in Calabria.
Le registrazioni di Diego Carpitelli ed Ernesto de Martino”. Alla presentazione erano presenti gli autori, gli amministratori locali, i sindaci di Pallagorio e San Nicola dell’Alto e l’assessore provinciale alla cultura Giuseppe Poerio.
Il libro, corredato di 2 CD audio, è una raccolta di canzoni e suoni presso alcune comunità di origine albanese della Calabria e della Basilicata, che gli autori hanno condotto a partire dalla metà degli anni ’50.
In Calabria la ricerca interessò anche i tre comuni albanofoni della provincia di Crotone: Carfizzi, Pallagorio, San Nicola dell'Alto.

Michele Abate


da "Il Crotonese" del 4/7  agosto 2006

Si parte l'8 mentre la serata del 13 sarà coordinata dallo scrittore Carmine Abate
TUTTO PRONTO PER LA FESTA DEL RITORNO

Partirà martedì 8 agosto l’undicesima edizione della Festa del Ritorno (te hora in festa).
La festa che ha dato il titolo al romanzo di Carmine Abate, è ormai un appuntamento immancabile nell’estate dei carfizzoti.
La manifestazione, organizzata dal comune in collaborazione con il contributo della Provincia di Crotone e la collaborazione del coordinamento emigrati, anche quest’anno prevede una serie di appuntamenti che vanno dallo sport al divertimento, alla cultura.
La prima giornata della festa, l’8 agosto, è riservata ai più piccoli, alle ore 18.00 in largo Skanderbeg “giochi popolari - lomi te rahji” ed alle 21.00, sempre in largo Skanderbeg, spettacoli, giochi e divertimento per bambini. La serata del 9 è invece dedicata al connubio cultura/tradizioni culinarie: alle 21.00 nel rione Palacco il “Tempo dei sapori”, degustazione di prodotti tipici e tradizionali; nella stessa serata sarà presentato il libro di poesie “Zero, uno, due, tre” del carfizzoto Giuseppe Pompò, mentre tra i vicoli del rione verrà allestita una mostra di pittura.
Il 10 è la volta della compagnia teatrale Krimisa che all’anfiteatro comunale rappresenterà la commedia “A trastula”.
L’11 agosto alle 21,00 in largo Skanderbeg il professor Michelangelo La Luna dell’University of Rho Island (USA), presenterà l’ultimo romanzo di Carmine Abate “Il mosaico del tempo grande”, giunto ormai alla terza edizione e vincitore del premio Vittorini. Alla presentazione del libro sarà presente, oltre all’autore, il consigliere regionale Damiano Guagliardi ed un gruppo di studenti statunitensi. La serata sarà allietata dalle musiche e dai brani, tratti dal romanzo di Abate La festa del ritorno, di Cataldo Perri e dai ritmi della Big Band “Tutto a pposto” diretta dal maestro Franco Amendola.
Il 12 è la volta dell’immancabile “Corri il verde”; alle 21.00 è previsto una discussione pubblica su “Carfizzi ed il suo futuro”, al termine del dibattito ci sarà la premiazione delle manifestazioni sportive, “Corri il verde”, torneo di Calcetto e calcio balilla queste ultime curate da Giuseppe Viviani, Eugenio Lamanna, Maurizio Giudice, Antonio Basta, Simone Monaco, Mario Amato e Michele Bastone.
Il 13 agosto la Provincia di Crotone con i comuni di Carfizzi, Pallagorio e San Nicola dell’Alto presentano “Musica arbereshe in Calabria”, registrazioni di Diego Carpitella ed Ernesto De Martino, a cura di Antonello Ricci e Roberta Tucci, la serata sarà coordinata dallo scrittore Carmine Abate.
L’undicesima edizione della Festa del ritorno si concluderà il 21 agosto con una gita per i ragazzi in un agriturismo a Scandale.

Michele Abate


da "Il Crotonese" del 1/3  agosto 2006

A Carfizzi Natalia e Gabriella Flore Maio
DUE SORELLE ARGENTINE NELLA TERRA DEL BISNONNO


La carnagione bruna e l’accento spagnolo tradiscono quelle che sono lo loro origini, ma la loro amabilità, cortesia e socievolezza rivelano le loro vere radici.
Natalia e Gabriella Flore Maio, due sorelle di Buenos Aires, la prima laureata in mass media la seconda studia arte, la settimana scorsa sono giunte a Carfizzi, paese da dove, agli inizi del secolo scorso, è partito il loro bisnonno, Umberto Vittorio Maio, per incontrare parenti e scoprire le loro vere origini.
“Da molto tempo mi chiedevo quali fossero le nostre origini, ha detto Gabriella la più piccola delle due sorelle. Ma è leggendo un pensiero di un filosofo che ho iniziato a convincermi ancora di più che dovevo scoprire da dove arrivavano i miei nonni, quale fossero le mie radici”.
“La cosa che mi ha colpito di più di Carfizzi è il fatto che si parli l’albanese, ha proseguito. È un paese molto ospitale non c’è stata una persona che non è stata gentile con noi”.
Quello che colpisce della giovane argentina è l’amore verso il piccolo centro albanofono ed il legame verso i parenti.
“In questa settimana di permanenza qui a Carfizzi ho sentito molto il legame con questo paese ed i miei parenti, la sensazione è stata che nelle mie vene scorresse sangue carfizzoto. Sono stata a Madrid per molti mesi, dove mi sono trovata bene, ma non allo stesso modo in cui mi sono trovata qui. Qui mi sento come a casa”.
Durante i giorni di soggiorno nel centro arbereshe, Gabriella ha compiuto un gesto molto forte, davanti al sindaco ha voluto, così come fanno a scuola tutti i ragazzi argentini una volta raggiunto il loro quattordicesimo anno di età, giurare fedeltà alla Repubblica Italiana, alla Costituzione ed alla bandiera.
“Per me è stato molto importante scoprire le mie origini, spiega la “neo-italiana”, perché è conoscendo queste che si potrà costruire il futuro”.
“La sensazione più bella è stata quella di incontrarci con le nostre radici e riscoprire la nostra identità”, aggiunge Natalia la più taciturna delle due.
Anche lei non manca di rimarcare l’ospitalità della gente del posto “Tutti sono stati carini con noi, soprattutto i parenti, ma anche le altre persone che abbiamo conosciuto”.
Natalia e Gabriella sono ripartite alla volta dell’Argentina giovedì scorso. Con loro si porteranno l’affetto dei loro parenti e della gente di Carfizzi.
Ai loro genitori racconteranno la loro permanenza nel piccolo centro crotonese, dalla lingua e dagli usi diversi dagli altri paesi del circondario, ma tanto accogliente con i suoi “ospiti”.
Alla domanda se hanno intenzione di tornare Gabriella risponde che già nel prossimo mese di ottobre ritornerà, questa volta con suo padre ed un’altra sua sorella.

Michele Abate


da "Il Crotonese" del 25/27  luglio 2006

A Carfizzi preparazione alla festa per la patrona che culminerà il 6 agosto
CELEBRAZIONI PER SANTA VENERANDA


Inizieranno il prossimo 29 luglio, con l’inizio della novena, i festeggiamenti in onore di Santa Veneranda, patrona di Carfizzi.
La novena proseguirà fino al pomeriggio del 6 agosto, quando l’imponente statua lignea lascerà la chiesa madre e, in processione, percorrerà le vie principali del paese per poi rientrare, in serata, nella propria chiesa; il 7 mattina la processione proseguirà per le altre vie del piccolo centro arbereshe, per poi concludersi intorno alle 13.00 con l’arrivo della statua nella chiesa di Santa Veneranda.
Il programma dei festeggiamenti civili, curati dal comitato festa in stretta collaborazione con il parroco don Vincenzo Ambrosio, prevede, nella serata del 6 agosto, con inizio alle 22.00, l’esibizione della cover band dei Nomadi I Giullari. A concludere i festeggiamenti in onore della patrona di Carfizzi, saranno i suoni ed i ritmi del profondo sud dei Juredure,
Intanto, nel piccolo centro albanofono, amministratori e coordinatori della Festa del Ritorno, iniziano a discutere e a programmare le iniziative per l’undicesima edizione di quella che ormai è diventata un appuntamento importante sia dal punto di vista culturale, per temi trattati e partecipazione di personaggi ed intellettuali di fama nazionale, ma anche perché è diventata l’appuntamento in cui si “incontrano” emigrati e residenti.
Anche quest’anno, come accade da oltre un decennio, molti sono gli appuntamenti previsti all’interno della festa: cultura, musica, sport, divertimento.

Michele Abate


da "Il Crotonese" del 7/10  luglio 2006

ISPIRATA DAL ROMANZO DI CARMINE ABATE
"LA FESTA DEL RITORNO" ANCHE IN ABRUZZO


Carfizzi e Pacentro (piccolo paese collinare di circa 1270 abitanti in provincia di L’Aquila), non hanno in comune la lingua, le tradizioni, i costumi ma, una festa, La Festa del Ritorno.
Mentre a Carfizzi la manifestazione quest’anno giungerà alla sua undicesima edizione, a Pacentro invece è la prima.
Una manifestazione quella del centro albanofono, che nasce nella metà degli anni novanta grazie all’impegno, alla volontà e alla tenacia di un gruppo di emigrati che, durante il periodo estivo, ritornano nel paese natio per trascorrere le vacanze, e all’impegno e contributo delle varie amministrazioni comunali che si sono susseguite negli anni.
Una festa che, con il passare degli anni, è cresciuta sempre di più, tanto che uno dei libri dello scrittore Carmine Abate, promotore, fin dall’inizio, della festa, ha come titolo proprio La Festa del Ritorno.
Una manifestazione quella di Carfizzi che ha visto la partecipazione di uomini di cultura di fama nazionale e giornalisti della RAI, ed è stata seguita, nel corso degli anni, da emittenti televisive sia nazionali che locali.
Come la manifestazione del centro crotonese anche questa del paese abruzzese è dedicata agli emigrati “…dedicata alla gente di Pacentro e della Valle Peligna, dovunque nel mondo”, cosi recita il manifesto della prima edizione de La Festa del Ritorno di Pacentro.
Anche questo appuntamento in terra d’Abruzzo è stato ispirato proprio dal romanzo di Carmine Abate La Festa del Ritorno.
La festa a Pacentro si svolgerà nella giornata del 22 luglio ed è prevista anche la presentazione del romanzo di Abate e la presenza dello stesso autore.


da "Il Crotonese" del 30 giugno/3  luglio 2006

Il progetto lanciato da Vincenzo Basta continua a raccogliere adesioni e consensi
UN BLOG PER FAR RINASCERE CARFIZZI

Anche Carfizzi ha il suo blog e il suo forum. Il progetto “Piano di sopravvivenza per Carfizzi” è stato lanciato da Vincenzo Basta, carfizzoto di nascita ma milanese di adozione, ed è nato con lo scopo di mobilitare il maggior numero di carfizzoti che, con le loro idee e progetti, possono contribuire alla “rinascita” di Carfizzi.
“L’esigenza di questo programma, dice l’ideatore nel presentare l’idea, nasce non per scopi di lucro ma per motivi prevalentemente sentimentali, in quanto la fine di Carfizzi, sarebbe anche la fine dei ricordi, di sensazioni, di colori, di profumi, di luoghi, e altre cose ancora che non è facile raccontare”.
Il blog è contenuto all’interno del sito http://www.celeste.it/carfizzi sito storico per i carfizzoti, sia emigrati che residenti, perché è l’unico che contiene immagini e storia del piccolo centro albanofono.
L’idea è partita circa un anno fa, quando il Basta è tornato a trascorre le vacanze nel suo paese natio e si è reso conto che il paese non era più quello che aveva lasciato.
Un paese che ha prodotto tante menti, tanti laureati, tanti professionisti, ma di loro il paese si è privato per sempre.
Il blog e il forum, attivi da qualche mese, sono stati intesi dai tanti utenti, emigrati e non, come un momento di incontro, una chiacchierata in piazza davanti al bar Viola, alla Croce, alla piazzetta del pub, persone diverse, professionisti e non, lontani chilometri e chilometri, si ritrovano e discutono, lanciano idee per far “rinascere”, o meglio, non far “morire” Carfizzi.
Un momento di comunicazione che riesce ad aggregare intorno ad un sito una comunità, quella arbereshe di Carfizzi, dislocata nelle varie regioni d’Italia e nei vari stati europei, ma legata dall’amore per la propria terra.
Il forum è diviso in quattro sezioni: Carfizzi, dove si discute di progetti e prospettive di sviluppo; Carmine Abate dove si può discutere dello scrittore di Carfizzi e dei suoi romanzi; Carfizzi calcio per i risultati, i commenti, le critiche alla squadra di calcio locale ed infine Carfizzi in arbereshe sezione in cui si discute dell'arbëresh o in arbëresh.
Una “stanza” nella quale vale la pena entrarci per incontrarsi con i tanti conoscenti e dare il proprio contributo, lanciando idee e progetti di sviluppo o criticare quelli degli altri.
L’idea che all’inizio, a detta dello stesso Cenzo Basta, sembrava in salita adesso sembra aver preso piede tanto che Carmine Abate ha proposto, per il mese di agosto, durante la storica Festa del Ritorno, un dibattito pubblico sia sull’iniziativa che sui progetti di sviluppo proposti.

Michele Abate