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2005

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da "Il Crotonese" del 23/29 dicembre 2005

Iniziativa dei tre comuni albanofoni con gli anziani
La memoria arberesh
Le storie del passato narrate dai protagonisti

Gli anziani ed i loro ricordi sono stati i protagonisti della manifestazione “Horet in festa Karfici, Shen Kolli, Phueriu” che si svolta lunedì scorso all’ostello di Carfizzi.
All’incontro, che aveva come tema la memoria storica del mondo arberesh “Le nostre madri ed i nostri padri raccontano”, voluto dal presidente della provincia Iritale, hanno partecipato i rappresentanti delle istituzioni locali, i tre sindaci delle comunità arberesh della provincia di Crotone, Caterina Tascione per il comune di Carfizzi, Antonio Blandino per il comune di Pallagorio, Vincenzo Pace per il comune di San Nicola dell’Alto ed il presidente della Comunità Montana Alto Crotonese, Alessandro Palmieri.
“E’ la prima volta che gli anziani dei tre comuni arberesh si incontrano per ripercorrere le loro storie e le loro esperienze – ha detto il sindaco di Carfizzi in apertura dei lavori. È un primo passo per la nascita del distretto arberesh nella provincia di Crotone”.
Quindi sono intervenuti il presidente della Comunità Montana, Palmieri ed il sindaco di San Nicola dell’Alto, Vincenzo Pace, secondo il quale bisogna recuperare la memoria storica e linguistica arberesh “tale peculiarità deve fare da supporto alle altre attività artigianali e produttive”.
Concludendo il suo intervento, il sindaco di San Nicola, ha sostenuto la necessità di mettere insieme le sinergie dei tre comuni per uno sviluppo fattibile e possibile.
Quindi è intervenuto il sindaco di Pallagorio Antonio Bladino, il quale si è detto convinto che lo sviluppo del territorio può venire solo se i tre comuni sono uniti e lo stato di isolamento territoriale, nel quale versano, può essere superato con un forte investimento nel settore delle infrastrutture da parte delle istituzioni.
Per Blandino la cultura, il folklore, la tutela e la promozione del territorio sono i settori sui quali puntare per valorizzare il territorio.
Il presidente della provincia, convinto sostenitore della cultura arberesh, ha parlato di progetti e promozione della cultura locale per lo sviluppo del territorio.
Iritale, ha detto di iniziative concreti e, da qui a due mesi, presenterà un progetto che tracci le linee per uno sviluppo concreto delle realtà locali.
A ripercorere la memoria storica delle popolazioni arberesh del crotonese è toccato prima al carfizzoto Emanuele Affatati il quale ha ricordato quella che è stata la sua gioventù e lotte contadine alle quale ha partecipato e poi al sannicolese Pietro Lagioia presidente dell’associazione dei combattenti di guerra.
“Sessantasei anni fa fu il mio primo giorno di scuola – ha detto Emanuele Affatati. Mi presentai a scuola senza quaderno ne penna e come se non bastasse dovevo pagare cinque lire di tessera fascista”.
Ricordando le lotte dei contadini per la conquista delle terre Affatati ha ricordato quando nel fondo Corfo arrivarono i carabinieri ed arrestarono sedici contadini “i contadini vennero legati con le corde dietro i muli e portati in caserma ed io che ero il più giovane venni mandato a portare gli altri asini e muli in paese”.
Nel concludere il suo intervento Affatati ha invitato i politici presenti ad essere uniti perché solo con l’unità si vincono le battaglie.
Dopo l’intervento dei politici ed i ricordi degli anziani è toccato alla Vivaldi Chaber Orchestra allietare la serata dei presenti con il concerto “Il suono di Natale”.
Un ricco buffet e le canzoni arberesh del gruppo Hora di Carfizzi (Andrea Bastone, Giovanni Pollizzi, Cataldo Zampino, Mario Bastone, Vincenzo Lettieri, Peppe Abate, Antonio Bastone, Marianna Leonetti, Filomena Albi, Roberto Gatto e Agostina Esposito) hanno concluso la serata.

Michele Abate

da "Il Crotonese" del 23/29 dicembre 2005

Il presepe costruito nella chiesa di Carfizzi
Il lieto annunzio di gioia nella scena della Natività

Si sono conclusi da pochi giorni i lavori di costruzione del presepe nella chiesa madre di Santa Veneranda di Carfizzi.
L’allestimento, come accade da oltre cinque anni, ha visto impegnati, per circa due settimane, Antonio Tascione, suo padre Tommaso e Michele Abate ai quali quest’anno si sono uniti, soprattutto nei lavori iniziali di costruzione della struttura Mario Amato, Alberto Bastone, Antonio Amato e Giusy Basta per la realizzazione delle scritte.
Il presepe è stato costruito in stretta collaborazione con il parroco del paese don Vincenzo Ambrosio il quale è stato sempre vicino ai ragazzi sia nell’assecondare le loro idee che ha lanciarne nuove, “il presepe deve lanciare un messaggio – detto il sacerdote -. La frase scritta sul cartellone: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama” è il lieto annunzio di gioia che gli angeli hanno dato ai pastori: la nascita del nostro Salvatore”. Nello spiegare il significato ed il messaggio delle scritte poste nella parte superiore del presepe don Vincenzo ha detto “gloria, deriva dall’ebraico kavod, che significa il peso di Dio, cioè la capacità di Dio di intervenire nella storia con il suo amore, fino a donare il suo figlio unigenito”.
“Anche il posizionamento della grotta al centro del presepe e la sorgente che nasce da sotto la stessa, hanno il loro significato: la grotta evidenzia la sua centralità, la sua regalità – ha detto il parroco – e l’acqua significa che Gesù, come citato nel capitolo quarto del Vangelo di Giovanni, dona l’acqua viva che zampilla per la vita eterna”.
Ai lati del presepe sono situati il tempio dell’Antico Israele, con la stella di David e il tempio del nuovo popolo di Dio: la Chiesa.
Da tre archi posti sotto la chiesa soffia un vento che muove dei veli “il movimento dei veli – ha detto don Vincenzo – significa la presenza dello Spirito Santo che guida la Chiesa”.
“Anche le statue hanno il loro significato: le statue piccole sono lontane dalla capanna, quelle grandi sono vicine, questo significa che chi è lontano da cristo ha una fede piccola, chi è vicino ha una fede grande”.
Un presepe, quello di quest’anno, che sta riscuotendo un gran successo tra i fedeli della piccola comunità albanofona.

da "Il Crotonese" del 16/19 dicembre 2005

Le tradizioni natalizie che si preparano a Carfizzi
Attendendo la “fucarina” tra addobbi e dolci tipici

La piccola comunità albanofona si prepara a vivere le festività natalizie rinnovando tradizioni popolari e suggestive usanze, alcune delle quali sfumate dal tempo, altre ormai scomparse e che si cercano di riscoprire, altre ancora sono solo ricordi presenti e rievocati dai racconti degli anziani del paese.
L’aria di festa si respirava già nei primi giorni di dicembre, già c’era un certo fermento per i preparativi: dalla chiesa madre di Santa Veneranda proviene il rumore dei martelli dei ragazzi impegnati ad allestire il tradizionale presepe, per le vie del paese si vedevano i lavoratori di pubblica utilità impegnati ad addobbare a festa la chiesa madre ed il corso del paese.
Le strade ed i vicoli sono inebriati dal profumo dei dolci tipici provenienti dalle case e dai grandi forni a legna delle famiglie: le “gagane” (deliziosi dolci fatti di miele, uva passa e noci), “crustiet” (dolci a forma di enormi gnocchi fritti nell’olio di oliva).
Le manifestazioni ed i momenti di festa, in preparazione del Natale, sono iniziati con i tradizionali falò accesi alla vigilia della 25 novembre in onore della festa di Santa Caterina e sono continuati il 5 dicembre in onore di San Nicola, il 7 in onore dell’Immacolata e si sono conclusi il 12 con quello in onore di Santa Lucia, in attesa del grande falò della notte di Natale.
Fino ad una ventina di anni fa i falò prenatalizi erano una tradizione famigliare: davanti alla porta di casa si accendeva un fuoco.
Nelle sere in cui venivano accesi i falò nell’aria si diffondeva un forte profumo di legna bruciata ed i vicoli e le strade erano illuminate e riscaldate dai grandi fuochi.
I giorni che precedevano la vigilia della festa erano dedicati dai ragazzi alla preparazione della “fucarina”.
All’uscita di scuola gruppi di ragazzi si precipitavano nei boschi a raccogliere frasche ed arbusti di ogni genere trainandoli a mano per chilometri fino a giungere davanti casa dove la legna veniva accumulata.
Ora quelle tradizionali “fucarine”, da circa un decennio, su iniziativa delle amministrazioni comunali sono diventate la “fucarina”, quella che si accende davanti alla chiesa madre di Santa Veneranda ed intorno alla quale si riunisce tutta la comunità.
Nella notte della vigilia di Natale il sagrato della chiesa madre diventa il “focolare di tutti”. Poco prima della messa, si dà fuoco ad una grande catasta di legna in una atmosfera di gioia e di allegria, ed attorno alla quale si riunisce tutta la piccola comunità.
Così la piccola comunità arbereshe del crotonese si prepara a vivere le festività natalizie, aspettando l’Epifania che tutte le feste porta via.

Michele Abate

da "Il Crotonese" del 13/15 dicembre 2005

Prosegue l'ottimo momento dei crotonesi che espugnano Carfizzi,
REAL FONDO GESU' CORSARO
La squadra locale ancora a 0 in classifica

Carfizzi – Real Fondo Gesù 3 – 4
Marcatori: 2’ Pugliese (RFG), 10’ Gatto (C), 11’ Marseglia (RFG), 27’ Gatto (C) rig, 52’ Pugliese (RFG), 56’ Pollizzi (C), 64’ Pugliese (RFG)
Carfizzi: Viviani D. Viviani G., De Fazio Aversa (Giudice), De Simone, Cavallo, Lamanna (Abate G.), Iocca (Scarpino), Malena (Scarpelli), Monaco (Pollizzi), Gatto, Abate M.
Real Fondo Gesù: Orto, Crudo, Cipri (Proietto), Verardi, Pera, Vrenna (Sacco), Pullo (Lumastro), Angotti, Pugliese (Macrì), Marseglia (Stirparo), Apicella.
Arbitro: Venneri sez. Crotone

Partita condizionata da un’incessante pioggia e da un pesante terreno di gioco, ma ricca di gol tra il Carfizzi ed il Real Fondo Gesù.
Le due squadre partono con l’acceleratore schiacciato. Al 1’ è la squadra di casa che cerca di impensierire il portiere ospite, ma ottiene solo un calcio d’angolo. Passa un minuto e gli ospiti passano in vantaggio: errore della difesa di casa nell’attuare il fuorigioco, Pugliese si invola verso l’area e batte per la prima volta Viviani. Al 6’ e all’8’ il Carfizzi si rende pericoloso con il velocissimo Iocca, ma il pesante terreno di gioco condiziona le sue conclusioni.
Al 10’ la squadra di casa raggiunge il pareggio con Gatto che calcia pregevolmente una punizione dal limite e batte Orto. Neanche il tempo di esultare ed il Fondo Gesù torna in vantaggio con Marseglia.
Al 20’ è il Carfizzi che si rende pericoloso con il solito Iocca, che salta anche il portiere ma si allarga troppo e spreca.
Al 27’ il Carfizzi raggiunge per la seconda volta il pareggio: l’arbitro Venneri concede un rigore, sul dischetto va Gatto che realizza. Al 38’ il Carfizzi sfiora il vantaggio: azione personale di De Simone, che apre per Malena che tenta di sorprendere Orto con un pallonetto ma il portiere è attento e para.
La prima frazione di gioco si chiude con il risultato di 2 a 2.
All’inizio di ripresa la squadra di casa cerca il gol, ma sono gli ospiti che, al 52’, tornano in vantaggio con una punizione dal limite di Pugliese.
Dopo il terzo gol del Real Fondo Gesù, il Carfizzi torna in attacco sfiorando prima la rete con Malena e poi raggiunge il pareggio con Pollizzi che riprende una corta respinta del portiere su bel tiro di Iocca.
Ma al 64’ la difesa di casa pecca di ingenuità e Pugliese la punisce per la quarta volta.
Nei minuti finali i ragazzi di casa attaccano a testa bassa cercando il gol del pari ma, la bravura del portiere ospite prima e la sfortuna poi, gli negano il meritato pareggio.

Michele Abate

da "Il Crotonese" del 6/8 dicembre 2005

Saranno divisi in parti uguali tra i comuni arbereshe di Carfizzi,
Pallagorio e San Nicola dell’Alto per attuare i progetti di tutela della lingua
Sportelli linguistici: 90 mila euro dalla Provincia

Dopo che i tre comuni arbereshe crotonesi hanno approvato nei loro rispettivi consigli comunali l’istituzione degli sportelli linguistici, la Provincia di Crotone ha proceduto ad impegnare per questo progetto 90 mila euro da dividere in parti uguali tra Carfizzi, Pallagorio e San Nicola dell’Alto.
Dopo l’istituzione degli sportelli linguistici ormai presente da anni nei comuni di minoranza arbereshe delle cinque province calabresi, anche le tre comunità arberesh della provincia di Crotone avranno un loro sportello linguistico.
I progetti, presentati dalla provincia di Crotone alla Regione Calabria, sono stati finanziati con i fondi della legge quadro 482/99 per la tutela delle minoranze linguistiche.
A Carfizzi lo sportello si avvarrà della competenza professionale di 3 operatori che percepiranno un compenso lordo annuo pari a 10.000,00 euro.
La selezione, per titoli e colloquio, dei tre operatori è avvenuta lo scorso 25 novembre. Ammessi ad essere esaminati dalla commissione sono stati nove dei dieci partecipanti al bando.
I tre operatori avranno i seguenti compiti: gestione del sito web della comunità locale; collaborazione con le scuole presenti sul territorio comunale per attività didattico-culturali inerenti la lingua arbereshe; collaborazione con l’amministrazione comunale per la realizzazione della toponomastica bilingue per la quale è già stato presentato un progetto alla Regione Calabria; predisposizione di parte della modulistica municipale in bilingue; assistenza linguistica in riunioni e cerimonie; collaborazioni per la traduzione di atti dell’amministrazione comunale e documenti per extracomunitari provenienti da regioni e stati di cultura e lingua arbereshe; elaborazione ed eventuale correzione di testi forniti da terzi; diffusione di materiale informativo necessario per la tutela della lingua e cultura locale; attività di incentivazione per lo sviluppo del turismo con l’organizzazione di manifestazioni ed attività tali da poter attrarre i cittadini dei paesi limitrofi e di altre province; attività tendenti al rafforzamento dell’identità linguistico - culturale della piccola comunità locale; iniziative rivolte alla valorizzazione delle tradizioni attinenti all’etnia arbereshe.

Michele Abate

da "Il Crotonese" del 6/8 dicembre 2005

Il Carfizzi stordito nel finale
SANTA SEVERINA STRARIPANTE
La capolista del torneo continua la sua marcia in testa alla classifica

Carfizzi – Santa Severina 0 – 3
Marcatori: 70’ Aiello, 73’ Parisi, 78’ Le Pera
Carfizzi: Viviani D., Viviani G., De Fazio, De Simone, Cavallo, De Paola, Iocca (83’ Scarpino A.), Lamanna (73’ Monaco), Scarpelli (78’ Polizzi), Gatto, Abate (75’ Giudice).
Santa Severina: Arnone, Basile, Audia, Ammirati (59’ Aiello), Galasso, Fortugno, Tigano, Le Pera, Saranna, Stefanizzi (85’ Belcastro), Parisi.
Arbitro: Frisenda di Crotone

Termina con Il punteggio di 0 a 3 l’atteso incontro con la capolista Santa Severina.  E' la quarta sconfitta per il Carfizzi ed il punteggio potrebbe far pensare ad una sconfitta netta senza scusanti per la squadra di casa, ma non è così.
I ragazzi di mister De Fazio hanno giocato 70 buoni minuti: difesa solida e ripartenze in contropiede.
Ma sono proprio gli ospiti che partono con l’acceleratore schiacciato, al 3’ e al 7’ cercano di impensierire Viviani con tiri dal limite ma il portiere non si fa sorprendere.
All’8’ il Carfizzi si fa pericoloso con Iocca che stoppa bene un lungo lancio proveniente delle retrovie, ma tira debolmente.
Al 33’ gli ospiti vanno vicino al gol con una punizione dal limite ma un bel intervento di Viviani evita il gol.
Passa poco più di un minuto ed è ancora il Santa Severina a rendersi pericolo con Parisi che, con un tiro cross dalla destra, scheggia la base del palo alla destra di Viviani.
Il primo tempo si conclude con il risultato fermo sullo 0 a 0.
I secondi quarantacinque minuti si aprono con la squadra di casa che cerca di attaccare e sorprendere la retroguardia avversaria in contropiede, ma a metà ripresa subisce il vantaggio degli ospiti: Aiello recupera palla al limite dell’area e, con un tiro non irresistibile, batte Viviani.
Dopo il gol l’umore dei giocatori di casa è pessimo. Passano pochi minuti dalla prima marcatura ed il Santa Severina raddoppia con Parisi che finalizza bene un cross proveniente dalla sinistra.
Dopo aver subito il secondo gol la squadra di casa sembra colpita nell’orgoglio e tenta di reagire, ma è troppo tardi.
Al 78’ il Santa Severina chiude definitivamente la partita realizzando la terza rete con Le Pera.
La gara si conclude con la squadra di casa in attacco alla ricerca dal gol della bandiera ma sono gli ospiti che in contropiede sfiorano la quarta rete.
Buona la direzione di gara del signor Frisenda.

Michele Abate

da "Il Crotonese" del 2/5 dicembre 2005

Carfizzi, scontro in consiglio comunale tra opposizione e maggioranza
LA TUTELA DELL'ARBERESHE TRA PROGETTI E POLEMICHE

Mercoledì 30 novembre, con la presidenza del sindaco Caterina Tascione, assistito dal segretario comunale, il consiglio comunale di Carfizzi si è riunito per discutere i seguenti punti all’ordine del giorno: lettura ed approvazione dei verbali della seduta precedente; ratifica delibera Giunta Comunale 83 del 30 settembre 2005 avente ad oggetto “Revoca delibera Giunta Municipale n° 71 del 29 agosto 2005 – variazione bilancio d’esercizio 2005. Riproposizione bando per la formazione di una graduatoria per titoli e colloqui di candidati per la selezione di tre operatori esperti in lingua arbereshe per lo sportello linguistico comunale. Nomina commissione giudicatrice; ratifica delibera Giunta Comunale n° 92 del 28 dicembre 2005 avente ad oggetto “variazione bilancio d’esercizio finanziario”; adesione al recesso dal Co.Pro.S.S. da parte del comune di Melissa.
I lavori sono iniziati con la lettura e l’approvazione dei verbali della seduta precedente da parte di tutti i consiglieri comunali presenti alla seduta. Quindi ha chiesto la parola il consigliere di minoranza Michele De Paola il quale ha chiesto al consiglio comunale di adoperarsi affinché anche il nostro territorio abbia la linea ADSL (connessione internet a banda larga) “visto che ormai tutti hanno un computer a casa ed in più si velocizzerebbero tutte le operazioni on-line degli uffici presenti sul territorio”.
La proposta è stata accolta dal consiglio e verrà inserita tra i punti all’ordine del giorno al prossimo consiglio comunale.
Si è passati, quindi, alla discussione del secondo punto, ratifica della delibera di giunta n° 83 del 30 settembre 2005. Il sindaco ha relazionato sul bando di selezione dei tre operatori per lo sportello linguistico e dell’avvenuta selezione degli stessi. “Lo sportello linguistico da la possibilità di valorizzare la nostra lingua arbereshe – ha detto il sindaco - che è la nostra principale ricchezza ed in più ci lavorano tre persone”. Dieci sono stati i partecipanti di cui nove esaminati lo scorso 25 novembre dalla commissione di esperti dell’Università della Calabria.
Sulla questione della valorizzazione del lingua arbereshe, l’amministrazione comunale ha presentato alla Regione Calabria un progetto di 171.000 euro per la creazione della toponomastica in arbereshe ed il recupero di altre tradizioni.
Concluso l’intervento del primo cittadino è intervenuto il consigliere di minoranza Nello Alfieri il quale ha chiesto al sindaco perché un atto di tale importanza venga portato a ratifica quando tutto si è consumato. I consiglieri di minoranza ritengono che l’atto sia decaduto “l’atto andava portato a ratifica entro sessanta giorni – ha continuato l’ex sindaco – cioè andava ratificato entro ieri, oggi siamo al sessantunesimo, quindi l’atto è decaduto”.
“Diamo il nostro contributo – ha concluso Nello Alfieri preannunciando la non partecipazione al voto da parte della minoranza – quando siamo chiamati a darlo e non quando l’atto ormai è decaduto”.
Dopo l’intervento dell’ex sindaco sono intervenuti, dando spiegazioni, prima il segretario comunale e poi il sindaco Tascione.
Sullo stesso punto sono intervenuti per i consiglieri comunali di maggioranza Andrea Amodeo la consigliera Caterina Alfieri, mentre per l’opposizione è intervenuta Giacobba Marino.
Dopo la discussione il punto è stato approvato dai soli consiglieri di maggioranza mentre quelli di minoranza non hanno partecipato al voto.
Quindi si è proceduto alla discussione degli ultimi due punti “Variazione del bilancio esercizio finanziario” approvato con otto voti favorevoli e tre astenuti e della presa d’atto della volontà di recesso dal Co.Pro.S.S. da parte del comune di Melissa.

Michele Abate

da "Il Crotonese" del 15/17 novembre 2005

Battuta d'arresto interna per i locali, costretti a cedere ad un avversario in gran spolvero
IL CARFIZZI SI ARRENDE, SAVELLI SORRIDE

Carfizzi-Savelli 2-3
Marcatori: 10’ Anania (S), 25’ Gatto (C), 26’ Barbato (S), 56’ Morrone (S) Rig.,  60’ Gatto (C) Rig.
Carfizzi: Viviani D., Viviani G., Abate (Malena) , Lamanna, De Fazio, De Paola, Monaco, De Simone, Scarpelli, Gatto, Giudice (Iocca).
Savelli: Cerminara, Marasco A., Notaro, Tallarico, Balsamo (Frontera) , Morrone, Barbato, Levato, Anania (Marasco M.), Fazio, Tridico.

Il Carfizzi cade in casa per mano di un ostico e ben organizzato Savelli.
Partita maschia, quella di domenica, con la squadra ospite che, a differenza della squadra di casa, fin dal primo minuto, entra in campo più decisa e determinata lottando su tutte le palle.
La partita, dopo la consegna dei fiori da parte delle due “sindachesse”, Tascione e Caligiuri, e la benedizione del parroco di Carfizzi don Vincenzo, entra subito nel vivo.
Sono gli ospiti che, al 5’ minuto, si fanno pericolosi con un tiro da fuori area ben neutralizzato dal portiere di casa Viviani.
Passano appena 5 minuti e, su cattivo disimpegno della difesa di casa, gli ospiti vanno in vantaggio con il centravanti Anania.
Dopo il gol i giovani giocatori locali non si disperano ed iniziano a tessere qualche interessante manovra di gioco, sfiorando il gol con De Fazio che in mischia colpisce la traversa.
Al 25’ la squadra di casa raggiunge il pareggio: punizione dal limite di Gatto la palla tocca la barriera ospite e si infila alle spalle di Cerminara.
Dopo appena un minuto gli ospiti tornano in vantaggio con Barbato che finalizza al meglio una buona azione di contropiede.
Subito il secondo gol la squadra di casa ritorna in attacco e prima della chiusura del tempo, per due volte, va vicino al pareggio con Giudice, ma il portiere prima e la traversa poi gli negano il gol.
I primi 45’ minuti si chiudono con il vantaggio degli ospiti per 2 a 1.
Nella ripresa l’ingresso nella squadra di casa di Malena prima e dello sgusciante Iocca poi cambiano tattica ed equilibri.
I bianchi di casa sembrano più aggressivi e pimpanti degli ospiti ed iniziano a tessere manovre in velocità costringendo gli ospiti alla difensiva ed a ripartire di rimessa.
Nel momento migliore della squadra di casa l’arbitro si inventa un rigore per la squadra ospite, provocando le forti proteste dei giocatori e del pubblico.
Sul dischetto si presenta Morrone che trasforma con sicurezza la massima punizione, portando a 3 le rete del Savelli.
Passano pochi minuti e l’arbitro si ripete concedendo, questa volta, alla squadra di casa la massima punizione, provocando le proteste dei giocatori giallo-rossi, convinti dell’inesistenza del fallo.
Sul dischetto va Gatto che con un tiro preciso e angolato batte il portiere ospite realizzando la sua doppietta personale.

Michele Abate

da "Il Crotonese" del 15/17 novembre 2005

Presentato a Carfizzi il libro di Berenice Morelli sulle tradizioni enologiche del cirotano
'MITICO VINO' TRA CULTURA ED ECONOMIA

Di vino, delle sue antiche origini, di proverbi, di poesie e di tradizioni legate a questa storica bevanda, si è parlato sabato scorso a Carfizzi durante la presentazione del libro “Mitico vino” di Berenice Morelli.
Un libro, questo della Morelli, che ha già trovato posto in importanti manifestazioni nazionali: Vinitaly di Verona e Salone del libro di Torino.
Alla manifestazione organizzata dal comune di Carfizzi, e patrocinata dalla Provincia di Crotone e dalla Comunità Montana Alto Crotonese, hanno partecipato l’autrice del libro, il sindaco ed il vice sindaco del centro arbereshe, Saveria Sesto in rappresentanza della Regione Calabria, Berenice Russo ed il presidente delle Cantine riunite Leonardo Le Rose.
“Un libro - ha detto il sindaco di Carfizzi – che ha la capacità di legare passato e presente. Parlare di vino significa legare la cultura alla nostra economia”.
“Come amministrazione comunale abbiamo inteso parlare di vino, come cultura, ma anche come prodotto – ha continuato la Tascione – perché la nostra stentata economia si regge su questo prodotto”.
Nel suo intervento il primo cittadino ha auspicato che non si verifichino più situazioni come quelle del mese scorso.
La pittrice Berenice Russo ha incentrato il suo discorso sulla donna raffigurata nel libro “una donna sempre in primo piano, presente accanto all’uomo in tutti i momenti della giornata lavorativa”.
Quindi è toccato all’autrice del libro che ha ripercorso la nascita del volume “sin da piccola ho sognato di entrare nella nostra storia. Ho cercato di andare a fondo a quella che è la nostra storia. Mi incuriosiva tantissimo la donna ed il contadino e questa grande pianta”.
Il libro è corredato da una serie di foto che hanno ad oggetto la vendemmia e le vecchie attrezzature che servivano per la trasformazione delle uve in vino.
A conclusione del suo intervento l’autrice ha ringraziato due carfizzoti, padre e figlio, Giuseppe ed Antonio Amato che hanno aiutato la giovane scrittrice a riscoprire alcune tradizioni ed attrezzature locali.
Quindi sono intervenuti il rappresentante della Regione Calabria Saveria Sesto che è anche membro del Consiglio nazionale assaggiatori di vino ed il presidente delle Cantine Riunte Leonardo Le Rose.
Interessanti sono stati gli interventi, storico-mitologici di Enzo Rizzato, esperto di vino, e del maestro Elio Malena.
La serata è proseguita con la degustazione delle “petraffitte” e mostocotto.

Michele Abate

da "Il Crotonese" del 8/10 novembre 2005

A Carfizzi la consegna del Premio nazionale di narrativa per ragazzi
GIOVANI NEL MONDO DEI LIBRI
L'invito di Abate:'Investiamo di più nella cultura'

Giornata di festa del libro, della lettura e dei ragazzi. Non si può definire diversamente la premiazione della terza edizione del Premio nazionale di narrativa per ragazzi della Comunità Montana dell’Alto Crotonese, che per il secondo anno consecutivo si è svolto a Carfizzi.
Un premio che, con il passare degli anni, sta conquistando sempre maggior prestigio all’interno dei premi nazionali riservati alla letteratura per ragazzi.
I protagonisti sono stati proprio i ragazzi, oltre trecento, provenienti da tutte le scuole medie della Comunità Montana, tutti entusiasti e curiosi di chi sarebbe stato il supervincitore da loro stesso decretato.
Una manifestazione ben riuscita quella di sabato scorso, alla quale hanno partecipato, oltre agli studenti, il presidente del Premio lo scrittore Carmine Abate, il presidente della Comunità Montana Salvatore Palmieri e la sua giunta, gli amministratori del centro albanofono, il comandante della stazione dei carabinieri di San Nicola il maresciallo Crugliano, il parroco di Carfizzi don Vincenzo Ambrosio, i docenti dei vari istituti, gli amministratori dei paesi limitrofi e tanta gente comune.
Quest’anno i libri ammessi al Premio sono stati cinquanta, tra i quali la giuria ha scelto i tre vincitori finali: “Un angelo probabilmente” di Mino Milani (edizioni EL), decretato dalla giuria di ragazzi supervincitore, che fa riflettere su temi di attualità molto forti, come la guerra, in maniera delicata; “Il mistero di castelmoore” di Anna Vivarelli (edizioni Piemme) una classica storia per fantasmi ricca di suspense inserito in un contesto reale (viaggi per imparare l’inglese, internet, ecc…..) ; “La pietra luminosa” della coppia Silvio Conte e Mariella Ottino (edizioni Bruno Mondadori), che narra una vicenda fantastica e al contempo verosimile, avventurosa, ricca di valori, rispetto per l’ambiente e la religione.
La manifestazione è iniziata con il saluto del primo cittadino di Carfizzi Caterina Tascione “è una bella emozione che si vive e si prova a vedere per la seconda volta Carfizzi, questo piccolo paese ospitare tutte le scuole medie della Comunità Montana”. Nel suo intervento la Tascione si è detta disponibile ad ospitare la manifestazione anche l’anno prossimo ed ha lanciato l’idea di far diventare Carfizzi sede permanente del Premio.
“Carfizzi approva e sostiene con forza e convinzione iniziative di questa portata – ha continuato il sindaco - perché convinta che la cultura ed i momenti culturali sono la base per il miglioramento della vita e sono il volano per il progresso”. Rivolgendosi ai ragazzi il primo cittadino ha parlato di lettura e dell’importanza della lettura “compito delle scuole e delle istituzioni è lavorare insieme per la crescita culturale di ciascuno di voi. Questo momento ne è l’esempio. Il compito di noi adulti è quello di dare ai voi ragazzi gli strumenti necessari per la vostra crescita".
Concludendo il suo intervento la Tascione, ha stimolato i ragazzi ad essere “giudici severi degli errori degli adulti”.
Quindi è toccato al presidente della Comunità Montana, Salvatore Palmieri, che ha sottolineato come il Premio caratterizzi il percorso formativo e scolastico degli studenti, essendo loro stessi protagonisti.
Nel suo intervento Palmieri ha lanciato l’idea di far uscire il premio dai confini della Comunità Montana dell’Alto Crotonese. “Mi impegnerò affinché questa iniziativa, ormai giunta alla terza edizione, possa varcare i confini della Comunità Montana, renderla più partecipata coinvolgendo tutte le scuole della provincia”.
L’idea di coinvolgere le scuole di tutti i comuni della provincia e non più sole quelle dei comuni della Comunità Montana, ed il coinvolgimento della Provincia di Crotone, è stata accolta con entusiasmo sia dal presidente del premio Carmine Abate che dagli altri amministratori pubblici presenti alla manifestazione.
“Approfitto per dire solo una cosa ai politici, investiamo di più nella cultura – ha esordito il presidente del Premio Abate - costruiamo e rendiamo vive le biblioteche del territorio ed investiamo di più nelle scuole e nei ragazzi che sono il futuro e la speranza della nostra Calabria”.

“Più leggevo i libri ammessi al concorso e più trovavo piacere a leggerli – ha continuato Abate – a me piacerebbe, proprio come obiettivo del Premio, trasmettere il piacere della lettura ai ragazzi”.
Dopo l’intervento del presidente del premio si è proceduto alla premiazione dei tre libri finalisti ed alla presentazione degli autori ai loro giovani lettori i quali sono stati anche protagonisti di una serie di domande agli stessi scrittori.
Quindi si è proceduto allo spoglio delle schede per decretare il supervincitore: il più votato, 62 voti, è stato il libro di Mino Milani “Un angelo probabilmente”, al secondo posto con 47 si è piazzato “Il mistero di castelmoor” di Anna Vivarelli mentre il terzo posto, 35 voti, è toccato a “La pietra luminosa” di Silvio Conte e Mariella Ottino.
Il supervincitore è stato salutato dai giovani studenti da un lungo applauso e dal grido “Mino, Mino”.

Michele Abate

da "Il Crotonese" del 21/24 ottobre 2005

Per le primarie dell'Unione nel centro arbereshe hanno votato in 107
A PRODI 80 A MASTELLA 0

Le elezioni primarie del 16 ottobre scorso, a detta dei dirigenti, dei militanti e dei simpatizzanti dei partiti che aderiscono a L’Unione, sono state un successo.
Alle urne si sono recati 107 elettori, un buon numero se si pensa che alle regionali dell’aprile scorso a votare ci erano andati 462 ed al fatto che nel più piccolo centro della provincia di Crotone ci sono stati più elettori che in altri centri molto più popolati.
L’organizzazione delle primarie nel piccolo centro ha visto impegnati un po’ tutti i rappresentati dei partiti che aderiscono a L’Unione, in particolar modo quelli dei Democratici di Sinistra, che durante la campagna elettorale sono stati promotori di una serie di incontri ai quali hanno partecipato dirigenti provinciali del partito.
Scontato il successo di Romano Prodi che ha ottenuto 82 voti, quasi l’80 per cento dei consensi, al secondo posto si piazza il leader di Rifondazione Comunista, Fausto Bertinotti, con 16 voti ed al terzo Antonio Di Pietro che ha ottenuto quattro voti.
In contro tendenza con ciò che è successo sul territorio provinciale, dove Mastella ha raggiunto il 18 per cento dei consensi ed in alcuni centri del crotonese ha addirittura superato l’ex presidente della Commissione Europea, il leader dell’Udeur a Carfizzi non ha ottenuto nessun voto.
Così come Mastella, nessun voto hanno ottenuto gli altri candidati Pecoraro Scanio, Scalfarotto e la Panzino. Le schede nulle sono state cinque.
Sul nome del Professore c’è stata la convergenza di tutti i militanti dei partiti di centrosinistra ma anche di molta gente che si dichiara semplicemente simpatizzante dei partiti della coalizione.
Su Prodi hanno puntato anche coloro che stanno lontano dalla politica che, nel piccolo paese, non sono in pochi.

Michele Abate

da "Diario" del 14 ottobre 2005

CARFIZZI STYLE
di Francesca Viscone

Qui, Calabria profonda, di primarie si discute in albanese, il sindaco non chiude la scuola anche se ci sono pochissimi bambini e pensa ai vecchietti. Un eden di sinistra? Non proprio, ma ci va vicino…

Quando nasce un bambino a Carfizzi si prepara un dolce a forma di cavallo o di aquila, in ricordo degli antenati guerrieri o della patria lontana: gli albanesi giunsero in Calabria a metà del 1400 al seguito dell’eroe Scanderberg, in guerra contro i turchi. La storia di questo paese si identifica con quella della sinistra italiana. Te ne accorgi appena arrivi, attraversando via Gramsci e via Nenni, e poi via Otto marzo, largo 22 dicembre 1922 (quando i giovani buttarono giù l’insegna della locale sezione fascista, provocando persecuzioni arresti e purghe e la prima ondata migratoria in America), e addirittura via Primo Maggio 1919: la prima volta che qui si celebrò la festa dei lavoratori. Ancora oggi, insieme agli abitanti dei comuni albanofoni vicini, i carfizzoti raggiungono a piedi il Parco della Montagnella. Portano le bandiere rosse, ma anche da mangiare e da bere. Un tempo si arrivava sugli asini, che accompagnavano i comizi ragliando.
Le ultime elezioni comunali, a giugno 2004, sono state sofferte. C’erano due liste, polemicamente contrapposte: una rappresentava la sinistra più tradizionale e l’altra quella del rinnovamento radicale. Entrambe guidate da donne. Fu sconfitta la prima, con a capo Giacobba Marino, ma ispirata da Nello Alfieri (Ds), già vicesindaco per cinque anni e sindaco per ventiquattro, e ora consigliere dell’opposizione. Con 366 preferenze stravinse Caterina Tascione e la lista Hora che significa “paese”. Il suo motto era “Sa kutë rromi ankora Karfic”: per continuare ad esistere. Si, perché la cronaca dei nostri giorni non è fatta da capitani coraggiosi, ma da gente comune il cui destino è rappresentato da numeri: qui vivono ormai solo 788 persone, mentre gli emigrati ufficialmente iscritti all’Aire sono 699.
Il padre della sindaca, mastro Manuele, faceva il calzolaio, aveva modi un po’ inglesi e militò sempre nel Pci. Frequentò fino alla quarta elementare, ma fu eletto vicesindaco lo stesso. Nella sua bottega si sono formate intere generazioni di artigiani, ma anche di compagni, tra cui lo stesso Alfieri, ora avversario di Caterina. I primi atti amministrativi di quest’ultima sono stati gesti di semplice democrazia. Subito invitò tutti ad un’assemblea. Poi, per scegliere gli assessori, convocò l’intera lista, compresi i non eletti, e chiese loro di fissare un criterio. Si stabilì che avrebbero distribuito le deleghe in base alle preferenze. Così Marianna Leonetti divenne vicesindaco; Dea Alfieri (anche lei Ds, come l’ex sindaco ora in minoranza) assessore alle Politiche sociali. Anche il terzo assessore doveva essere una donna, ma Tascione si oppose: bisognava dare pari opportunità anche agli uomini! Ma l’esclusa, Agostina Esposito, oltre che capogruppo consiliare divenne anche consigliere della Comunità montana. Per stimolare la partecipazione dei cittadini, la sindaca ha spedito a tutti una relazione sulle scelte di bilancio. E nonostante la morsa in cui si trovano stretti i piccoli comuni, non avrebbe voluto aumentare nessun tributo, poiché la popolazione è anziana e vive di reddito minimo. La gente è onesta, racconta, tutti pagano le tasse, persino quelli residenti all’estero. Se sbagliano è perché versano più del dovuto. Tuttavia, un aumento c’è stato: per la Fida Pascolo. Da molti anni 280 ettari di terreno erano stati assegnati a sei pastori. Pagavano 1,50 euro a ovino e 5 euro a bovino: “Li ho convocati: una ricotta costa due euro, gli ho detto, voi pagate al Comune solo tre quarti di ricotta. Mi hanno risposto che avevo ragione”
Tascione avrebbe voluto diventare medico, ma non aveva i soldi per frequentare l’Università. Studiò lo stesso e ora insegna Scienze matematiche. Racconta che la storia del paese l’hanno sempre fatta più le donne che gli uomini, anche se finora non avevano mai avuto cariche istituzionali. La sua vita politica è sempre stata intensa. Si iscrisse alla Fgci nel 1968, a quattordici anni. All’Università simpatizzava per la Lotta continua. È stata due volte segretaria del Pci, negli anni Ottanta, ma “i compagni avevano difficoltà ad accettarmi, forse perché ero donna”. Quando si è sciolto il Pci ha fondato la sezione di Rifondazione Comunista. Ma c’erano troppe divisioni. La gente pensa che i politici facciano solo i propri interessi. Lei, invece, ha rinunciato ai 15.840 euro l’anno di indennità, devolvendo la somma al Fondo sollievo disoccupazione.

Tra Prodi & Bertinotti. Anche qui in paese c’è fermento per le primarie. Alfieri ha chiesto e ottenuto gli spazi della Casa comune e il giornalista Michele Abate (Ds) organizza incontri in cui partecipano anche membri della maggioranza decisi, insieme alla minoranza, ad appoggiare Prodi. Sul suo nome sembra convergere quasi tutto il centrosinistra a Carfizzi. Tascione, da quando è diventata apartitica, continua a votare per Rifondazione, ma alcune cose le danno fastidio: “Bertinotti sembra uscito da via Montenapoleone. Quanti stipendi di un operaio ci vogliono per pagara una sua giacca?”. In questi giorni ha partecipato al blocco della statale 106 con i vitivinicoltori, finchè l’Arssa non ha deciso di acquistare le uve invendute. Si è vestita come loro e con loro ha mangiato pane e soppressata: anche lei sa di viti e di ulivi. Prodi le piace di pìù: non ha ambiguità, è affidabile e solido. Voterà per lui e questa sembra l’unica cosa sulla quale concorda con i suoi avversari al Comune.
A Carfizzi c’è una grande socialità. Lo scambio di doni è continuo e persino per strada ogni tanto si vedono persone che si rincorrono con un pacchetto in mano. Anche le amiche di Teresa, ottantenne madre della sindaca, vengono dal vicinato a trovarla, da sempre e a ogni ora del giorno. Portano spesso qualcosa da mangiare, un dolce, persino la pasta al forno. Stanno sul divano e insieme snocciolano i nomi dei figli emigrati e contano i nipoti lontani uno a uno, come se avessero paura di perderli. Teresa non ha mai conosciuto suo padre. Era segretario comunale, ma se ne andò in America nel 1924, per evitare le persecuzioni fasciste. Anche l’altro figlio di Teresa e di mastro Emanuele, Tommaso, era iscritto al Pci. Essere oligofrenico non gli ha impedito di partecipare alla vita del paese. “Tutti gli volevano bene”, racconta Caterina, “e ha sempre trovato fuori lo stesso calore che lo circondava in casa”.
Quella che l’assessore Marianna Leonetti ha a cuore è il recupero del centro storico e della parte più antica e degradata, il curriduri, ma soprattutto la tutela della lingua e della cultura arbëreshë, sul cui insegnamento obbligatorio non tutti sono d’accordo: questa è la lingua delle emozioni, non dell’ufficialità. Nella piccola scuola ci sono le pluriclassi: una prima e una seconda riuniscono appena 11 bambini. Compresi quelli della materna, in tutto sono 37. Dall’inizio dell’anno ci sono stati solo tre nuovi nati, ma sulla possibile chiusura della scuola lei ha le idee chiare: “I diritti di dieci bambini valgono quanto quelli di cento”. Dea Alfieri si occupa delle politiche sociali: “Questo è un paese di anziani senza figli”, racconta a Diario, e anche in questo, forse, il destino di Carfizzi è emblematico. “Ci sono persone che vivono da sole, anziani non autosufficienti. Bisogna garantirgli almeno un pasto caldo. E poi, c’è un problema di sanità”. Come faranno, visti i tagli della finanziaria, ancora però non si sa. Nello Alfieri, da leader indiscusso per trent’anni, è passato all’opposizione. Ma ha segnato la storia di Carfizzi. Al punto che, commentando l’articolo che Sofri ha dedicato nella sua Piccola posta alla nuova giunta, un giornale locale, il Crotonese, ha ricordato solo gli scambi culturali organizzati per oltre un ventennio dalla sua associazione, la Scanderberg. Ad Alfieri non manca certo lo spirito di iniziativa. Una volta attraversò da solo tutta l’albania per portare dieci quintali di antibiotici in uno sperduto villaggio. È orgoglioso delle opere pubbliche realizzate dalla sua amministrazione o dalla Comunità montana: la palestra, l’anfiteatro, l’ostello della gioventù, il campo sportivo, una volta così piccolo che lui riuscì a mandare un rigore in fallo laterale! Ora le strutture di Carfizzi sono sovradimensionate e che farne è un bel problema. Qui la ‘ndrangheta non c’è mai stata: è inconciliabile con la mentalità arbëreshë. Dal 1930 ad oggi si ricordano solo due omicidi. Però di denunce i carfizzoti ne hanno prese a decine: nel periodo fascista e durante l’occupazione delle terre. I vecchi hanno il comunismo nel sangue. Oggi, in piazza, alcuni giocano a carte. Tutti ricordano il 29 ottobre 1949, quando la polizia di Scelba uccise tre persone nel fondo demaniale Fragalà, nella vicina Melissa. Emanuele Affatati e Michele, padre dello scrittore Carmine Abate, si inseguono quasi nella narrazione dei fatti: “Nelle sue terre il barone Berlingieri mandò la celere e la celere sparò. A Melissa ci furono i morti e così divenne un simbolo, ma anche noi lottavamo. Nel nostro fondo non si sparò, però 16 contadini li hanno legati con una corda dietro il mulo, come bestie li hanno legati e li hanno portati a Catanzaro. A me che ero un giovanotto mi hanno dato i muli per riportarli a casa. Erano contadini, avevano fatto la Seconda guerra mondiale e ora venivano affamati. Di quattro quintali che venivano prodotti, senza mezzi meccanici, i padroni ne prendevano tre. Quando mi hanno portato in caserma ne ho presi di schiaffi… Tutto per un pezzo di pane asciutto…”. La riforma agraria non raggiunse gli obiettivi e gli zappaterra emigrarono in massa. I loro figli divennero intellettuali, scrittori, ingegneri, docenti nelle università straniere. Come Immacolata Amodeo, che insegna Letterature comparate a Brema.
Carfizzi è finita, urla quasi Emanuele, non è che un paese di vecchi. Ma un pensiero per i giovani lui ancora ce l’ha: “Devono essere grati a quei contadini, e devono ancora lottare. Devono capire che i diritti si possono perdere”. Simone Monaco, invece, di anni ne ha solo 16. Il padre lavora in Germania da trenta. Parla l’arbëresh, ma non sa scriverlo. Non si interessa di politica, non ne discute mai con i compagni. L’amicizia, la famiglia e l’amore contano, ma anche fare il bene del paese. Non ci sono molti ragazzi qui: “Sul pullman ognuno di noi ha a disposizione due posti”. Questo senso di abbandono unisce le generazioni di Carfizzi. Da undici anni, in estate, si celebra la Festa del ritorno, a cui Carmine Abate ha dedicato un romanzo. “Chi è partito continua a tornare”, spiega, “non solo perché qui ha le proprie radici, ma anche per dare una speranza a chi è rimasto”.

Francesca Viscone

da "Il Crotonese" del 11/13 ottobre 2005

Intervista al nuovo parroco
DON VINCENZO: LAVORERO' PER TUTTA CARFIZZI

Don Vincenzo Ambrosio è da sole due settimane parroco della piccola comunità albanofona del crotonese, ma sembra che ci viva da molto più tempo. In questi quindici giorni si è integrato e partecipa attivamente alla vita sociale del paese.

Don Vincenzo come ha trascorso questi primi quindici giorni nella sua nuova comunità religiosa?
Sono molto sorpreso. Non mi aspettavo questo inserimento immediato. L’accoglienza e l’affetto della gente mi hanno sorpreso ed aiutato all’inserimento nella nuova comunità, anche se c’è da lavorare. E quello che più mi rincuora è la propensione alla collaborazione della comunità. Insieme dobbiamo lavorare per la vigna del signore.

Lei parla dell’affetto che le ha dimostrato questa nuova comunità. Ma lei sembra una di quelle persone che non se lo fa certo mancare.
Ogni mio atteggiamento ed ogni mio comportamento viene da Dio. Devo ringraziare Dio per avermi donato una grande mamma, la quale mi ha trasmesso ed educato al rispetto di tanti valori. Così come ho avuto tante persone, familiari ed amici, che mi hanno insegnato tante cose. Ma non posso dimenticare le comunità dove ho vissuto, ultimamente quella di Strongoli e quella di Caccuri, che mi hanno fatto da padre e da madre.

Come pensa di lavorare con i giovani del posto?
Voglio lavorare con tutta la comunità di Carfizzi, anche se i giovani ed i bambini mi stanno molto a cuore. Con loro dobbiamo avere molta pazienza, perché l’epoca che stiamo vivendo oggi non è la stessa che abbiamo vissuto io e la mia generazione. È cambiata anche la parrocchia. I ragazzi di oggi hanno nuove abitudini, hanno nuovi linguaggi, hanno tanti altri divertimenti che noi in passato non avevamo. Adesso, rispetto al passato, i giovani hanno qualcosa in più rispetto alla nostra generazione, anche se, non possiamo negare, i problemi non mancano neanche a loro. Ma io sono qui per stare con loro e guidarli a Dio e lavorare con loro nella massima semplicità, accogliendoli per crescere tutti insieme.

Come pensa di porsi nei confronti delle tradizioni della comunità locale?
Le tradizioni locali devono essere soprattutto rispettate e poi valorizzate. Io vengo qui come un figlio di Gesù Cristo, quindi come un figlio della chiesa cattolica e quindi come un figlio del Concilio Vaticano secondo, ed io, nello spirito dell’ultimo concilio, voglio valorizzarle. Guai ad abolire le tradizioni.

Sente la mancanza della comunità di Strongoli, comunità dove ha svolto la sua opera pastorale negli ultimi due anni?
Non posso negare che la comunità di Strongoli mi manca. È una comunità che ho amato e che amerò per tutti i giorni della mia vita ed alla quale, per quanto mi sarà possibile, starò sempre vicina. Così come sempre vicina starò alla mia comunità di Caccuri. Non posso nascondere che spesso mi mancano le mie origini, ma sono consapevole che il signore mi ha chiamato ad una missione, a guidare un popolo. Ora sono il parroco di Carfizzi e devo guidare la comunità di Santa Veneranda. Sono contento di guidare questa comunità e sono venuto in questa comunità come un uomo come tutti gli altri, ma con la consapevolezza di avere qualche responsabilità in più rispetto agli altri.

Michele Abate

da "Il Crotonese" del 30 settembre/3 ottobre 2005

Don Vincenzo Ambrosio sostituisce don Matteo Giacobbe
Carfizzi, nuovo prete
"Starò in mezzo a voi per guidarvi a Dio"

Don Vincenzo Ambrosio è il nuovo parroco di Carfizzi. Dal 26 settembre la piccola comunità di Carfizzi si potrà avvalere di una nuova guida spirituale.
Don Vincenzo, originario di Caccuri, proviene dalla parrocchia Santi Pietro e Paolo di Strongoli, dove svolgeva le funzioni di vice parroco.
Per la piccola comunità di Carfizzi il pomeriggio del 26 settembre è stato di festa per l’arrivo del nuovo parroco.
Ad attenderlo c’era tutta la gente di Carfizzi, gli amministratori locali, le comunità religiose di Strongoli, quelle del suo paese di origine Caccuri e la banda musicale.
Sul piazzale della chiesa madre di Santa Veneranda tantissima gente ha salutato il suo arrivo con un lungo applauso al grido di: “don Vincenzo, don Vincenzo”.
La cerimonia si è svolta all’interno della chiesa di Santa Veneranda, gremita in ogni suo posto come mai si era visto prima.
È toccato al sindaco di Carfizzi, Caterina Tascione, porgere per prima il saluto al nuovo parroco. La Tascione ha chiesto collaborazione e sostegno per la tutela e la valorizzazione delle tradizioni locali “Lavorare insieme per difendere il nostro modo di essere - ha detto il primo cittadino - per permettere la sopravivenza dei nostri valori”.
Il sindaco ha concluso il suo intervento augurando al parroco uscente don Matteo Giacobbe, di trovare la stessa accoglienza e lo stesso calore che gli ha riservato Carfizzi durante i suoi cinque anni di permanenza nella piccola comunità ed al nuovo parroco di sentire Carfizzi il suo paese e la gente di Carfizzi la sua gente.
Dopo il sindaco è stata la volta del parroco uscente don Matteo Giacobbe che ha voluto salutare quella che per cinque anni è stata la sua comunità religiosa: “Tante sono le cose che voglio dirvi - ha esordito il parroco - ma ne ho in mente una in particolare. Vi ringrazio. Ma penso che questa parola è poca nei vostri confronti, per la tenerezza che avete dimostrato, per l’accoglienza che mi avete donato, per la preghiera che mi ha fatto dono in questi cinque anni di crescere nel ministero. Vado contento per quello che mi avete dato e per quello che anche io vi ho donato”.
A presentare il nuovo parroco è toccato a don Rosario Morrone, parroco di Strongoli “E’ con grande piacere che abbiamo accompagnato don Vincendo a Carfizzi, ma non vi nascondo con un po’ di sofferenza e di dispiacere, vi abbiamo qui portato quello che noi e gli strongolesi definiamo un gigante di bontà. La sua assenza si noterà nella nostra comunità”.
Don Rosario ha presentato il nuovo parroco di Carfizzi come “Colui che viene in mezzo a voi col grande scopo di guidarvi verso il signore. Apprezzerete don Vincenzo - ha continuato - per le sue doti umane, abiterà con voi e vivrà con voi”.
Quindi è toccato a don Vincenzo salutare la sua nuova comunità parrocchiale, definendosi “un umile servo della vigna del Signore, consapevole di essere un uomo come tutti gli altri”.
“Starò spesso in mezzo a voi - ha detto il nuovo parroco - verrò a farvi visita nelle vostre case per conoscere le vostre famiglie. Voglio conoscere le vostre usanze, i vostri costumi e le vostre tradizioni culturali e religiose”.
Un lungo applauso si è levato quando don Vincenzo ha ricordato colui che è stato per venticinque anni il parroco di Carfizzi, don Damiano Gasparro che in questo periodo gli è stato tanto vicino.
Nel suo intervento don Vincendo non ha mancato di ringraziare le comunità religiose di Strongoli e di Caccuri, che tanto gli hanno dato in questi anni.
Per la comunità religiosa di Carfizzi ha portato il saluto Pina Gangale.
Dopo la celebrazione della messa la serata è proseguita nei locali della casa comune e nella piazzetta antistante, con la consumazione del rinfresco offerto dalla comunità locale ed i canti e i balli eseguiti dalle comunità religiose di Caccuri e Strongoli.
La festa di benvenuto al nuovo parroco è continuata anche a serata inoltrata, quando un gruppo di donne, ragazzi e ragazze si sono ritrovate con chitarre e fisarmonica nella piazzetta Immacolata per fare, come si fa con gli sposi nella prima notte di matrimonio, la serenata e, tra la soddisfazione dei presenti, si sono susseguiti balli e canti tradizionali.
Sono passati appena tre giorni dal suo arrivo e nella piccola comunità albanofona non si fa altro che parlare del nuovo parroco come di una persona umile, ricca di bontà, piena di volontà e di iniziativa.

Michele Abate

da "Il Crotonese" del 27/29 settembre 2005

Sofri e Carfizzi, galeotta fu la lettera del sindaco
Il comento su “Il Foglio” nasce da una corrispondenza tra la Tascione e la complicità di una carfizzota che lavora a Pisa

L’articolo apparso su Il Foglio, nella rubrica Piccola Posta a firma di Adriano Sofri, e successivamente quello apparso su Il Crotonese, hanno suscitato curiosità ed interesse non solo nella piccola comunità di Carfizzi ma anche negli altri centri del crotonese e della Calabria.
Tutto nasce dalla conoscenza tra la carfizzota Vittoria Amato e Adriano Sofri.
Vittoria Amato, “ambasciatore in Toscana” come la definisce Sofri, per questioni di studio prima e di lavoro dopo, da anni vive a Pisa, dove, oltre a lavorare, svolge una importante opera sociale: la volontaria presso il carcere della cittadina toscana.
Durante uno dei suoi soggiorni nel suo paese natio, Vittoria confessa agli amministratori locali che, nello svolgere la sua attività di volontaria nel carcere di Pisa, ha conosciuto Adriano Sofri.
La cosa ha suscitato interesse tanto che il sindaco Caterina Tascione ha colto la palla al balzo e, tramite la stessa Vittoria Amato, manda al noto personaggio un quadro raffigurante la festa del Primo Maggio alla Montagnella, distribuito durante il centenario, il giornalino del centenario ed una lettera nella quale descriveva Carfizzi.
“Ho deciso di inviargli, non un quadro qualsiasi, di quelli che abbiamo regalato durante la festa del centenario - dice il primo cittadino - ma il quadro che raffigurava uno dei momenti principali e fondamentali della comunità carfizzota”.
Nella lettera il sindaco descrive l’importanza della festa del Primo Maggio alla Montagnella per il paese, ma ha anche parlato della storia delle amministrazioni di Carfizzi “Paese sempre amministrato da giunte di sinistra e da sindaci appartenenti al partito comunista fin dalla nascita della Repubblica. Mi sentivo onorata di comunicare con una persona che ho sempre ammirato, uno che ha dato tanto alla sinistra italiana”.
Il sindaco si sente molto soddisfatta del fatto che Adriano Sofri abbia parlato di Carfizzi nella sua rubrica su Il Foglio.
La Tascione ha concluso la lettera in un modo del tutto particolare, oltre al saluto della comunità di Carfizzi, dell’amministrazione comunale e suo personale, ha voluto porgere un “saluto comunista”.
Così il piccolo centro arbereshe della provincia di Crotone continua ad essere protagonista in positivo sulla stampa nazionale e locale. Un percorso iniziato circa dieci anni fa quando Carfizzi balzava agli onori della cronaca come paese natio dello scrittore Carmine Abate e continua oggi come “modello da seguire” per la sinistra italiana.

Michele Abate

da "Il Crotonese" del 20/22 settembre 2005

Tra le classi elementari e materne, non si superano i quaranta frequentanti
Pochi studenti per Carfizzi
Aumenta il rischio di trasferimento nelle scuole dei centri vicini

Giovedì 15 settembre i ragazzi di Carfizzi sono tornati tra i banchi di scuola per affrontare il nuovo anno scolastico 2005/06.
Da anni il piccolo centro albanofono non ha più autonomia scolastica, sia delle scuole elementari che delle medie, per l’accorpamento all’istituto comprensivo di Pallagorio.
Il numero degli studenti a Carfizzi, tra elementari e materne, non supera i quaranta frequentanti, mentre il numero degli studenti nelle medie, trasferite da oltre un decennio a San Nicola dell’Alto, non supera la decina, basti pensare che quest’anno un solo studente di Carfizzi ha conseguito la licenza media.
Tre sono le classi delle elementari, di cui due pluriclassi: una prima-seconda, una terza - quarta e la quinta.
Tra i banchi di queste tre classi quest’anno siederanno ventotto studenti, undici nella pluriclasse prima-seconda di cui cinque in prima e sei in seconda, undici nella pluriclasse terza -quarta di cui otto in terza e tre in quarta, sei sono gli studenti che frequenteranno la quinta elementare, mentre i bambini iscritti alla scuola materna sono tredici.
Dal numero degli iscritti si evince che, rispetto all’anno passato, il numero degli studenti, tra materna ed elementare, è pressoché invariato. Un fatto positivo se si pensa che la popolazione nel centro arbereshe è in continuo calo.
I numeri della popolazione scolastica carfizzota devono far pensare e preoccupare non poco sia il mondo della scuola, per primo gli stessi insegnanti che potrebbero vedersi costretti, tra qualche anno, a trasferimenti in altri istituti scolastici del circondario, che la piccola comunità locale che, anno dopo anno, va incontro al rischio del trasferimento delle scuole nei paesi limitrofi.

Michele Abate

da "Il Crotonese" del 9/12 settembre 2005

Carfizzi, nuovo presidente
Sarà Francesco Pompò il massimo dirigente di questa avventura

Francesco Pompò è il nuovo presidente della nuova squadra di calcio di Carfizzi.
L’elezione, avvenuta la scorsa settimana, alla quale hanno preso parte tutti i soci della costituita Unione calcio Carfizzi, ed alla quale hanno assistito incuriositi i giovani calciatori, è stata condivisa da tutti i soci della società e anche dagli stessi calciatori.
Oltre al presidente sono stati eletti due vice presidenti nelle persone di Vincenzo Lettieri e di Rota Francesco, il segretario Carmine Maio, il tesoriere Cataldo Zampino ed i consiglieri Domenico Viviani e Andrea Bastone.
Durante l’assemblea è stato scelto anche il gruppo dei dirigenti e l’allenatore.
A guidare i ragazzi nel campionato di terza categoria sarà una coppia di tecnici composta da Gennaro De Fazio e Andrea Sabatino.
La rosa dei calciatori, composta per la maggior parte da giovani di Carfizzi con la presenza di qualche ragazzo San Nicola dell’Alto, inizierà la preparazione lunedì prossimo. A guidare i ragazzi durante questa prima fase sarà Gennaro De Fazio.
La maggior parte dei ragazzi che compongono la rosa sono giovani alla loro prima esperienza agonistica ma ai quali non mancano le qualità, l’entusiasmo e la voglia di fare bene nel prossimo campionato di terza categoria.
L’obiettivo per quest’anno sembra essere quello di disputare un campionato tranquillo senza puntare ai vertici per il salto di categoria, anche se la presenza in squadra di qualche calciatore che può fare la differenza fa pensare che durante il campionato gli obiettivi potrebbero cambiare.
Naturalmente sarà il campo il giudice insindacabile per stabilire quale destino avrà riservato al Carfizzi.

Michele Abate

da "Il Crotonese" del 2/5 settembre 2005

Un gruppo di giovani locali ha consentito la rinascita del calcio
Carfizzi riapre i battenti
La squadra sarà iscritta in terza categoria

Dopo tre lunghi anni di assenza dai campionati dilettantistici , Carfizzi riavrà la sua squadra di calcio.
L’ultima apparizione della squadra di calcio a Carfizzi fu tre anni fa in terza categoria con il nome di CarfizziSanNicola nata dall’unione delle due squadre presente nei due paese albanofoni.
Negli anni di assenza della squadra locale molti sono stati i ragazzi che hanno militato in squadre dei paesi vicini, come la Pallagorese in terza categoria o le giovanili del Cirò Krimisa.
A prendere a cuore il calcio locale e la rinascita dell’ Unione Calcio Carfizzi sono stati un gruppo di giovani, gli stessi che andranno a comporre la squadra che, appoggiati dal gruppo dei vecchi dirigenti e dal coinvolgimento di nuovi, in questi giorni stanno lavorando per la rinascita della nuova squadra.
Della nuova dirigenza sono stati chiamati a far parte tutte le categorie sociali presente in paese: l’imprenditore, il professionista, l’artigiano, l’impiegato, il pensionato, gli amministratori locali e amanti del calcio.
Questi sono i nuovi dirigenti che sabato prossimo si riuniranno per eleggere gli organismi: Affatato Giuseppe, Abate Rosario, Abate Carmine, Basta Antonio, Basta Leopoldo, Basile Giuseppe, Bastone Andrea, Belmonte Antonio, Condosta Gino, Falsetta Gianfranco, Lettieri Vincenzo, Maio Carmine, Pollizzi Giovanni, Pompò Francesco, Rizzuto Enzo, Rota Francesco, Rovito Antonio (di Cirò Marina), Sabatino Andrea, Scarpino Nicola, Scarpino Vincenzo, Tascione Antonio, Tocci Francesco, Turano Enzo (di San Nicola dell’Alto), Viviani Domenico, Zampino Cataldo, Basta Michele, Amato Antonio, Gatto Ernesto, Macrì Saverio (di San Nicola dell’Alto), Lionetti Emilio, Leonetti Luigi ed infine due donne Caterina Tascione, sindaco del piccolo comune e l’assessore comunale Marianna Leonetti.
Nei prossimi giorni verrà ufficializzata l’iscrizione dell’Unione Calcio Carfizzi nel campionato in terza categoria ed entro la fine di settembre i giocatori inizieranno la preparazione per affrontare questa nuova avventura, alla quale sia i ragazzi che i dirigenti credono molto.

Michele Abate

da "Il Crotonese" del 5 /8 agosto 2005

Il sindaco Tascione ripercorre la lunga e faticosa emancipazione del paese
Carfizzi e la sua identità
Festeggiati i cento anni dall’istituzione del Comune
L’assessore Poerio: “La vostra è una storia di valori e democrazia conquistata con sacrifici”

Era il 1° giugno del 1905 quando Carfizzi diventa comune autonomo staccandosi da San Nicola dell’Alto.
Un secolo di storia fatta di uomini e donne che dal primo dopo guerra ad oggi hanno lavorato e lottato per portare avanti la crescita sociale ed economica del piccolo centro arbereshe.
Le celebrazioni per il centenario sono iniziate il 30 luglio con il concerto di musica e canti tradizionali arbereshe del cantautore Pino Cacozza.
Il momento clou dei festeggiamenti è stata la giornata del 1° agosto.
Una data questa voluta dall’amministrazione comunale per far si che alle manifestazioni prendessero parte i molti emigrati che in questo periodo sono rientrati in paese per trascorrere le ferie.
La manifestazione è iniziata con il raduno presso l’anfiteatro comunale delle bande musicali di Carfizzi, Verzino, Roccabernarda e Amato, da qui è partito il corteo che ha percorso le vie principali del paese per poi giungere in piazza dove ad attenderli c’erano i cittadini di Carfizzi, le autorità politiche, istituzionali, militari, sindacali, religiose e tanta gente giunta dai paesi limitrofi.
Ad aprire gli interventi delle autorità è stato il primo cittadino di Carfizzi Caterina Tascione, prima donna sindaco in questi cento anni di vita del comune albanofono. “Quando la storia viene riportata alla memoria di un paese in modo intelligente - ha detto il sindaco - comunica una sensazione di piacere. È proprio questa sensazione che si è avuta in questi giorni di preparativi per il primo centenario di Carfizzi comune, che si concretizza qui, questa sera, in questa cornice cosi suggestiva della nostra piazza, luogo di raccolta della nostra comunità”.
Nel suo intervento la Tascione ha rimarcato l’importanza di ciò che è avvenuto un secolo fa “un evento molto importante perché sancisce la gestione delle proprie risorse e dei propri beni, le decisioni di scelte culturali”.
Continuando il suo intervento il primo cittadino ha ricordato la semplicità e la straordinarietà dei carfizzoti “questa semplicità fatta di storie carfizzote, di noi, di chi ha vissuto e vive nel paese, ha resistito nel tempo, ha permesso di portare dentro di se un’identità non ancora scalfita dalla globalizzazione, non omologata a quanto ci sta attorno”.
“Il nostro mondo arbereshe - ha continuato il sindaco - con forte aspirazione contadina, e che tutt’ora si regge sulle poche aziende agricole, ha organizzato e partecipato al movimento antifascista. La nostra comunità ha condiviso il modello di integrazione sociale, di storia e miseria del Mezzogiorno d’Italia, è stata sostenitrice delle lotte contadine degli anni 40/50, occupando un pezzo di terra e da li partire per una svolta economica del paese che viveva nella assoluta povertà”.
Concludendo il suo intervento il primo cittadino, ha invitato i cittadini a sfidare il nuovo centenario “per rendere questa nostro paese competitivo, mediterraneo ed europeo”.
Quindi è intervenuto il Prefetto di Crotone Piero Mattei il quale ha ricordato tre avvenimenti che hanno attraversato Carfizzi, in questi cento anni di storia: le due guerre mondiali e soprattutto il fenomeno dell’emigrazione “sono quei fenomeni- ha detto il Prefetto- che hanno portato via da Carfizzi le braccia degli uomini lasciando alle madri e alle mogli la tradizione di quei valori che ancora oggi ci sono e sono forti”.
Dopo il Prefetto è intervenuto l’assessore provinciale alla cultura Giuseppe Poerio il quale ha ricordato l’impegno dell’amministrazione provinciale per i tre comuni arbereshe, nel promuovere la cultura e la lingua arbereshe. “Vengo con molto entusiasmo in questi paesi- ha detto Poerio- perché sono ricchi di storia, di valori e di democrazia conquistata con sacrifici e prigionieri”. Concludendo il suo intervento l’assessore provinciale ha assicurato l’impegno della provincia verso il territorio ed i piccoli centri del crotonese.
A concludere gli interventi istituzionali è stato il presidente della Comunità Montana dell’Alto Crotonese Salvatore Palmieri il quale ha ricordato come le celebrazioni del centenario acquistano un senso ed una caratteristica particolare perché si presentano come momento per meditare sul cammino compiuto e rilanciare nuove sfide.
Nel suo intervento Palmieri ha ricordato come nel tempo il piccolo centro albanofono sia diventato punto di raccordo tra il nord e l’est europeo attraverso gli scambi interculturali giovanili “Tale modo di operare rappresenta un interessante modello di propensione allo sviluppo attraverso la veicolizzazione della cultura e la conoscenza dei popoli”.
Concludendo il suo intervento il presidente della Comunità Montana si è detto disponibile a potenziare le strutture presenti sul territorio e inserirle nei circuiti turistici nazionali e internazionali un operazione che potrebbe segnare lo sviluppo del territorio.
Dopo l’intervento delle autorità è seguito un emozionante Inno di Mameli suonato a “quattro bande” che è stato accompagnato, per tutta la sua durata, dal battito delle mani dei presenti.
La manifestazione è continuata con la consumazione di un ricco buffet a base di prodotti e pietanze tipiche locali e lo spettacolo dei fuochi pirotecnici.
Durante la manifestazione è stato distribuito il giornalino realizzato, in numero unico, in occasione del centenario “1° centenario Carfizzi comune (i carfizzoti e dintorni scrivono)”.

Michele Abate

da "Il Crotonese" del 29-7 /1-8 2005

Nel 1905 il Comune di origine arbereshe cessava di essere frazione di San Nicola dell’Alto
Carfizzi festeggia i primi cento anni
La celebrazione con le autorità

Le tradizionali manifestazioni estive che quest’anno hanno come titolo “La festa del ritorno te hora in festa” quest’anno coincidono con la ricorrenza del centenario del piccolo centro albanofono come comune autonomo. Infatti, fino al 1904, Carfizzi era una frazione dell’altro comune di origine arbereshe, San Nicola dell’Alto.
“Questa giornata, che ha avuto il plauso del Presidente della Repubblica, assume un valore storico sicuramente importante per la nostra comunità”, ha spiegato il sindaco Caterina Tascione.
Le manifestazioni inizieranno nella serata di sabato 30 luglio con l’esibizione in largo Skanderberg del gruppo di canti e balli tradizionali arbereshe di Pino Cacozza. A conclusione del concerto seguiranno i fuochi pirotecnici.
Il 1° agosto alle ore 17 nell’anfiteatro comunale è previsto il raduno delle bande musicali di Carfizzi, Verzino, Strongoli, Roccabernarda e Amato, da qui partiranno per raggiungere piazza Pasquale Tassone dove ci sarà il saluto del primo cittadino Caterina Tascione e l’intervento del Prefetto di Crotone Dott. Mattei, del presidente della Provincia di Crotone Sergio Iritale, del Presidente della Comunità Montana Alto Crotonese Salvatore Palmieri. Durante la manifestazione sarà distribuito un giornale realizzato a Carfizzi in occasione del centenario.
All’interno delle manifestazioni estive sono previste oltre al tradizionale torneo di calcio per adulti e di calcetto per bambini che inizieranno il 3 agosto, un torneo di scacchi e di tressette il cui inizio è previsto per il 10 agosto.
Il 13 agosto sarà dedicata ai piccoli con la presenza di giocolieri e trampolieri.
Il 14 agosto Claudio Cavaliere presenterà il libro “Signora politica – donne sindache in Calabria – appunti di un viaggio”.
All’interno de “La festa del ritorno te hora in festa” sono inoltre previste due mostre di pittura dei maestri Paolo Staltari e Agostina Polizzi; una mostra fotografica in bianco e nero del fotografo carfizzoto Mario Rogano; la tradizionale “corri il verde” che quest’anno cambierà il nome in “corri le vinelle”.
La serata dedicata ai sapori con “Il tempio dei sapori” che si svolgerà nel rione Sant’ Antonio nella piazzetta antistante la chiesa, quest’anno prevede oltre ai tradizionali stand gastronomici anche la sagra della sardella e del pasticcino.
“ka canonica” è il titolo delle gare di ballo di coppia e di gruppo. Le gare si svolgeranno nella piazza Immacolata antistante la casa canonica.

Michele Abate

da "Il Crotonese" del 21-23 giugno 2005

Due giornate di festa dedicate a Sant’Antonio tra cerimonie religiose e spettacoli
Carfizzi venera il suo Santo

Si è conclusa con il concerto dei Kalamu la festa in onore di Sant’Antonio da Padova protettore di Carfizzi.
Due giorni di festa che ha coinvolto tutta la comunità carfizzota e non solo.
Infatti, molti sono stati i fedeli provenienti dai paesi del circondario.
La statua del Santo è stata venerata dai fedeli della piccola comunità arbereshe per tredici giorni, a partire dal 6 giugno con l’inizio della Tredicina.
La festa vera e propria è iniziata il 18 giugno alle 18.30 quanto il Santo ha lasciato la sua chiesa per essere portato in processione per le strade e i vicoli del paese.
Conclusasi la prima parte della processione la statua è stata riportata nella sua piccola chiesa.
Nella giornata del 19 (anziché 13, giorno dedicato al Santo, ma rinviato per via del referendum), dopo la celebrazione della messa la statua è riuscita dalla sua chiesa per continuare la processione per le altre vie del paese, fino a giungere nella chiesa madre di santa Veneranda.
Alle 17.30 i fedeli si sono ritrovati sul sagrato della chiesa Madre di Santa Veneranda per assistere all’uscita del Santo e, quindi accompagnarlo definitivamente alla sua chiesa.
Al seguito della statua non c’erano solo i fedeli di Carfizzi ma anche gente giunta da San Nicola dell’Alto, Melissa e Cirò Marina.
I festeggiamenti religiosi si sono conclusi con la celebrazione nella chiesa di Sant’Antonio, della messa da parte del parroco di Carfizzi, don Matteo Giacobbe che, per l’occasione, era accompagnato da un violinista e da una cantante lirica.
Alla fine della messa il comitato ha distribuito il tradizionale mostacciolo, portato in dono dai fedeli che hanno chiesto un voto al Santo.
Le due giornate di processione sono state allietate dalla banda musicale di Carfizzi diretta dal maestro Franco Amendola.
A margine dei festeggiamenti religiosi, le serate di piazza e i festeggiamenti civili sono stati curati dal comitato festa che, anche quest’anno, ha lavorato dal momento della sua costituzione fino a ieri notte inoltrata, affinché la festa di Sant’Antonio, tanto attesa dalla piccola comunità albanofona, fosse un grande evento.
Le manifestazioni civili erano già iniziate il 3 giugno con la disputa del 10° torneo di calcetto “Sant’Antonio” Si sono riprese il 18 sera con il concerto di Rosanna Fratello.
Nella giornata conclusiva gli spettacoli sono iniziati alle 17.30 con l’esibizione della banda musicale di Carfizzi, sul sagrato della chiesa di Santa Veneranda, ed hanno proseguito per tutta la serata con i fuochi pirotecnici e con il concerto del gruppo emergente calabrese Kalamu i cui ritmi e suoni hanno riscosso un grande successo segnato dal ritmo degli applausi, dai balli e dai canti dei tanti presenti.

Michele Abate

da "Il Crotonese" del 3-6 giugno 2005


Carfizzi, lunga discussione nella seduta del Consiglio comunale del 31 maggio
Alla fine il bilancio passa
Scintille tra il sindaco Caterina Tascione e l’ex Alfieri

Quello di martedì scorso è stato un consiglio comunale lungo e pieno di momenti di scontro tra minoranza e maggioranza.
I lavori si sono aperti con una comunicazione del sindaco, Caterina Tascione, riguardo a delle frasi offensive nei confronti dell’amministrazione comunale ed apparse qualche mese fa su alcuni muri del paese accompagnate da simboli riconducibili all’ideologia nazista. Un atto definito dal sindaco incivile e fatto da “persone che non sono degne di essere chiamate persone”.
Dopo l’approvazione del verbale della seduta precedente, si è iniziato a discutere sulla “verifica di attuazione del regolamento della commissione pari opportunità”. Il punto è stato richiesto dai consiglieri di minoranza con nota dell’1° marzo e sul quale non è mancato lo scontro tra minoranza e maggioranza.
Il sindaco ha ricordato il percorso che ha portato alla nascita della Commissione e che il regolamento della Commissione pari opportunità è stato approvato dal consiglio comunale sia dai consiglieri comunali di minoranza che di maggioranza. Caterina Tascione ha ricordato come si è arrivato alla sua composizione, ai motivi che hanno portato al rinvio della discussione nel Consiglio comunale precedente del 25 marzo scorso; ha fatto riferimento alla lettera inviata al Prefetto dal consigliere di minoranza Nello Alfieri a nome dell’opposizione, in cui si riteneva ingiustificata la convocazione d’urgenza del consiglio, e alla lettera di risposta che lo stesso sindaco ha inviato al Prefetto, nella quale si riteneva che l’urgenza era motivata dall’approvazione dello schema di convezione del PIT.
Quindi il sindaco ha ricordato la modalità dell’elezione da cui è risultata eletta come presidente la consigliere comunale Marianna Leonetti e vice presidente Maria Costantino, rappresentante del movimento Hora che ha vinto le ultime elezioni comunali.
A conclusione del suo intervento, il sindaco ha ribadito la correttezza delle procedure, sia nella elezione delle componenti della commissione sia nella convocazione d’urgenza del consiglio del 23 marzo scorso:“Penso di aver fatto le cose molto in regola. La commissione pari opportunità è aperta, chi si sente di dare un apporto lo può fare indipendentemente dal fatto se ne fa parte o meno”.
Quindi la parola è passata a Nello Alfieri, che, ravvisando sulla vicenda “dei terribili segnali di arroganza”, ha spiegato i motivi che hanno portato la minoranza a richiedere una opportuna convocazione del consiglio comunale.
Nello Alfieri, in particolare, ha sostenuto che “i consiglieri di minoranza non obbiettano nulla sul regolamento ed è per questo lo hanno votato, mentre contestano fortemente la sua attuazione”.
Contestano la mancanza di decreto di nomina dei componenti, così come è previsto dal regolamento. La nomina di una componente in seno alla commissione secondo loro non è prevista dal regolamento. Infine contestano il sistema di elezioni del presidente e del vice presidente che il regolamento prevede con il sistema di “voto limitato ad 1”. Questo, secondo Nello Alfieri ed i consiglieri di minoranza, avrebbe significato protezione delle minoranze, tutela che non c’è stata.
Sull’argomento quindi sono intervenute le consigliere di maggioranza Caterina Alfieri e Marianna Leonetti, mentre per la minoranza è intervenuta la consigliera Giacobba Marino.
Si è passato quindi al punto relativo alla individuazione di aree alienabili, tasse, tariffe e imposte. Come accade ormai da alcuni anni, rimane quasi tutto invariato ad eccezione delle tariffe della fida pascolo che, ferme dal 1990, sono aumentate a euro 18,50 per i bovini e 7,44 per ovini e caprini. Sull’aumento è intervenuto il consigliere di maggioranza Amodeo, il quale ha sostenuto che si tratta
di un aumento eccessivo visto il periodo di crisi che sta attraversando il comparto agricolo.
Quindi si è passati al quinto punto che relativo all’approvazione del bilancio di previsione del triennio 2005-2007. Sul punto ha relazionato il sindaco che, nei giorni scorsi, aveva fatto pervenire a tutte le famiglie la relazione. Un bilancio di previsione in pareggio, in cui si evince la difficoltà dell’amministrazione nel dare risposte ai bisogni dei cittadini. “I piccoli comuni come Carfizzi – ha spiegato Caterina Tascione - vengono sempre più penalizzati poiché i trasferimenti statali sono sempre più esigui rispetto alle esigenze sempre più crescenti della comunità”.
Intenzione dell’amministrazione è quella di puntare sulla valorizzazione della cultura e della lingua arbereshe, sulla promozione del territorio, sulla promozione dell’artigianato, sulla promozione dei prodotti tipici locali e su un miglioramento dei servizi alla persona.
“Il non aumento delle tasse e il venir meno di 15.000 euro di trasferimento dello Stato, hanno penalizzato alcune voci di bilancio. Le indennità di carica degli amministratori sono state ridotte al minimo grazie al fatto che il sindaco continua a rinunciare alla sua indennità”.
Dopo la relazione della Tascione è toccato al responsabile di ragioneria relazionare sulla parte tecnica. Quindi ha chiesto la parola il consigliere di minoranza Nello Alfieri il quale, dopo aver precisato che il pareggio di bilancio sia stato possibile grazie all’avanzo di amministrazione di circa 30 mila euro lasciata dall’amministrazione uscente, ha detto: “il bilancio in quanto a numeri andrebbe votato da tutti, ma la relazione programmatica è scarsa di idee, non c’è un’idea sulla quale lavorare”.
Immediata la replica del sindaco Caterina Tascione che, rivolgendosi ad Alfieri, ha sostenuto: “La relazione al bilancio è simile a quella degli anni passati visto che mi sono studiato i bilanci degli anni passati fatti da te”.
Il bilancio è stato approvato solo dai consiglieri di maggioranza, mentre quelli di minoranza hanno votato contro.
Il consiglio si è concluso con l’approvazione della convezione tra i comuni di Carfizzi, San Nicola e Santa Severina per lo svolgimento di funzioni di segreteria comunale.

Michele Abate

da "Il Crotonese" del 17-19 maggio 2005


Incontro organizzativo tra i giovani di Carfizzi

Un centro polivalente per attività ricreative

Domenica pomeriggio, nei locali della Casa comune, i responsabili dell’associazione di volontariato Skanderberg hanno incontrato i giovani di Carfizzi per informarli e coinvolgerli sulla nascita di un centro polivalente nel piccolo centro albanofono.
L’iniziativa è regolata dalla legge regionale 8/88 che promuove la nascita di centri polivalenti capaci di attivare iniziative finalizzate all’elevazione culturale e alla partecipazione sociale dei giovani e favorire l’aggregazione sociale all’interno del Consorzio Provinciale per i Servizi Sociali della provincia di Crotone ed è finanziata dalla Regione Calabria.
Le attività previste dal progetto e dai Centri polivalenti è quella di organizzare attività ricreative, sportive, teatrali e culturali, promuovere l’associazionismo giovanile e scambi socio culturali tra i giovani in ambito provinciale, regionale ed extraregionale.
La gestione di queste attività sarà curata dall’associazione di volontariato Skanderberg che vanta anni di esperienza nel settore e che, attraverso gli scambi culturali promossi dall’Unione Europea, ha fatto arrivare centinaia di giovani da tutti i paesi europei.
Durante l’incontro i giovani hanno proposto iniziative e discusso sulle attività previste dal progetto. Attività che vanno dall’avviamento allo sport, come il basket e la pallavolo, all’organizzazione di tornei di calcetto e di pallavolo con i giovani locali e con quelli di altri centri o altre realtà del comprensorio, dall’organizzazione di escursioni naturalistiche nel territorio locale insieme ai giovani di altri comuni, alle escursioni guidate nel territorio regionale, dai seminari e cineforum alla nascita di un giornalino del “Centro”.
Tutte queste attività si svolgeranno nel piccolo centro arbereshe, utilizzando le tante strutture presenti sul territorio comunale.
Le attività inizieranno nella seconda metà di maggio con la festa di apertura del Centro.

Michele Abate

da "Il Crotonese" del 3-5 maggio 2005

Si è svolta l’87a edizione della festa del 1° maggio a Carfizzi
Primavera del lavoro nel meridione che cerca di cambiare

Chiesta alla nuova giunta regionale maggiore attenzione per il territorio

Carfizzi - Il concerto dei “Naracauli” ha concluso l’87° edizione dell’ormai storico "Primo maggio alla Montagnella".
Una festa iniziata 87 anni fa su quella montagna che, per molti decenni, è stato il luogo in cui il Primo Maggio si incontravano i cittadini delle tre comunità albanofone del crotonese. Montagnella da qualche anno è diventata il luogo di ritrovo di molti uomini e donne, giovani e meno giovani di tutto il territorio provinciale.
A Carfizzi, la festa è iniziato al mattino presto con il giro della banda musicale per le vie del paese, dalla cui piazza è partito un corte per raggiungere la Montagnella, dove ad attenderli c’erano autorità politiche e sindacali, una serie di gazebo con prodotti tipici locali, prodotti di artigianato locale, mostre fotografiche, esposizione di quadri di artisti locali.
Il Primo Maggio istituzionale è iniziato con l’intervento del sindaco di Carfizzi Caterina Tascione: “la Montagnella è un luogo che rievoca ben 87 anni di incontri tra forze politiche, sindacali e istituzionali. Soprattutto è il luogo di lavoratrici e lavoratori che hanno inteso sempre, con la loro presenza, affermare le proprie idee e dare forza alle continue lotte per migliorare le condizioni di vita.” La Tascione ha ricordato il passato e gli uomini che hanno fatto la storia della Montagnella ed ha sottolineato: “Gli 87 anni qui sono il segno che le nostre tre comunità hanno avuto, hanno ed avranno intenti e fini comuni, condivisioni di veri valori. Quei valori che sono state trasmesse da tante persone che non sono più in mezzo a noi ed alla loro memoria dedichiamo questa manifestazione. Valori che sono stati consegnati a noi da tanti emigrati forzati, valori che ci trasmettono i nostri anziani i quali ogni anno ripetono questo rito, venire alla Montagnella. La loro presenza testimonia i tanti sacrifici per questo progresso economico e civile attraverso la difesa della libertà”.
Il primo cittadino di Carfizzi, concludendo il suo intervento, ha parlato dell’inizio di una nuova primavera politica “siamo certi che la regione Calabria, insieme alle altre regioni del sud sapranno dare una nuova svolta e creare un nuovo meridionalismo, capace di imporsi alle sfide nazionali ed internazionali. Il nostro Primo Maggio è all’insegna della pace, abbiamo scelto questi colori perchè in questi ci ritroviamo tutti”.
Quindi è toccato al sindaco di Pallagorio, Antonio Blandino, che ha iniziato il suo intervento invitando tutti i lavoratori a riflettere sull’attuale congiuntura che è soprattutto una congiuntura morale oltre che politica e sociale.
“Il principio costituzionale - ha detto Blandino - dell’Italia fondata sul lavoro non ha trovato una giusta sedimentazione nel corso degli anni. Noi che viviamo in questa provincia, noi che viviamo nel meridione ci rendiamo conto come il problema lavoro costituiva un’emergenza in passato e costituisce un’emergenza anche oggi. Un’emergenza forte che ancora non ha trovato soluzione”.
Blandino, nel suo intervento, ha auspicato che la nuova giunta regionale stia più attenta ai problemi del territorio, ed ha fortemente criticato la politica del governo nazionale per il mezzogiorno “occorre un nuovo meridionalismo in cui gli investimenti siano produttivi, non abbiamo bisogno di elemosine, abbiamo bisogno di affermare il principio ineludibile della dignità dell’uomo, della dignità dell’operaio, della dignità del lavoratore”.
Ultimo a parlare dei tre sindaci arbereshe è stato quello di San Nicola dell’Alto, Vincenzo Pace, il quale ha proposto di dare un altro taglio alla festa del Primo maggio alla Montagnella: una festa che non sia solo divertimento, ma soprattutto momento di riflessione attraverso dei seminari, per cercare di capire se dall’alto crotonese, tanto martoriato, possono partire idee per un nuovo sviluppo del territorio.
Dopo i tre sindaci è intervenuto il presidente della Provincia Iritale il quale si è detto convinto che bisogna ritrovare tutti quei valori che si richiamano alla povertà “povertà non intesa in senso materiale, ma povertà intesa in senso di ricchezza”.
“La festa del Primo Maggio qui - ha continuato Iritale - ha un grande significato politico ma soprattutto culturale ed è per questo che accetto la sfida lanciata dai sindaci. Da questa situazione di debolezza dobbiamo trarre spunto e non farci prendere dalla disperazione”.
Quindi sono intervenuti il presidente della Comunità Montana Alto Crotonese ed il segretario provinciale della UIL, Mimmo Tomaino.
A concludere gli interventi istituzionali è stato Fausto Durante della FIOM CGIL nazionale il quale ha rivendicato il ruolo del sindacato per la conquista dei diritti e criticato la politica del governo nazionale “il governo di centrodestra, dal momento del suo insediamento ha fatto capire che non vuole più considerare le organizzazioni dei lavoratori, i sindacati. Abbiamo visto in questi anni che cosa procura la deriva scellerata di un neoliberismo in cui l’unico interesse è l’affermazione del dominio dell’impresa, vuol dire attaccare lo statuto dei lavoratori, vuol dire abolire il ruolo di concertazione, di indirizzo di partecipazione dei sindacati”.
A conclusione del suo intervento, Durante ha auspicato la creazione di un mondo più giusto, più equo, fatto di democrazia, di solidarietà e di fratellanza universale.
Conclusi gli interventi istituzionali è toccato alla banda musicale di Carfizzi allietare per circa mezzora, con il proprio repertorio, i presenti. Un repertorio che è iniziato con l’esecuzione dell’Inno dei lavoratori ed è continuata con l’esecuzione di brani di musica classica, dei Nomadi, di musica popolare napoletana.
La giornata dei molti presenti è continuata tra i gazebo o all’ombra dei lecci a consumare il pranzo, per poi concludersi all’anfiteatro comunale per assistere al concerto del gruppo di musiche e canti popolari “Naracauli”.

Michele Abate

da "Il Crotonese" dell'11-14 aprile 2005

“Carfizzi, L’Unione sfiora il 70%”
Sul dato elettorale pesa la più bassa affluenza alle urne in provincia

Dopo la tornata elettorale del 3 e 4 aprile il primo dato che balza agli occhi, in tendenza con ciò che è accaduto in tutto il crotonese, è un calo di elettori rispetto alle regionali del 2000.
Alle regionali del 2000, nel piccolo centro albanofono si erano recati alle urne oltre 530 elettori, a distanza di cinque anni il numero di votanti è calato, sono andati a votare 462 elettori degli oltre 1200 aventi diritto, di cui molti residenti all’estero o in altre regioni italiane e che non sono rientrati per recarsi alle urne.
Carfizzi è risultato così il comune del crotonese con la più bassa affluenza alle urne: appena il 37.8%.
Un calo dovuto, non solo al mancato rientro di molti emigrati, ma anche alla “disaffezione” della gente verso la politica, ed al calo demografico che si è verificato negli ultimi cinque anni nella piccola comunità.
In queste consultazione L’Unione di centrosinistra ha fatto il pieno. La compagine guidata da Agazio Loiero non raggiunge di poco il 70% dei voti fermandosi al 68.23 % pari a 305 voti, mentre il centrodestra supera di appena un punto il 30% pari a 141 voti.
Tra i partiti, sul territorio comunale, il primato spetta ai Democratici di Sinistra. Al partito della quercia sono andati 138 voti, circa un terzo dei voti totali.
Tra i candidati della quercia l’ha fatto da padrone Dionigi Caiazza, al quale sono andate metà dei voti, 68 preferenze, 16 voti sono andati a Francesco Sulla con 16 voti, una sola preferenza è andata alla Paladini, il resto dei voti sono andati al partito senza preferenze.
Continuando con i partiti di centrosinistra c’è da segnalare il dato importante raggiunto da Progetto per le Calabrie con 52 voti, di cui 25 sono andati a Carlo Basile, 12 a Giancarlo Sitra e 10 a Vittorio Iozzi e dal Partito della Rifondazione Comunista con 41 voti con il più votato Giuseppe Bevilacqua. A seguire c’è Unità Socialista 35 voti, di cui 27 voti di preferenza sono andati al consigliere uscente Giuseppe Napoli e 4 a Giuseppe Poerio, La Margherita con 17 voti e l’UDEur con 16, appena due voti li prende Uniti per la Calabria.
Tra i partiti della coalizione di centrodestra il primo partito è risultato essere l’Udc con 64 voti di cui 43 voti di preferenza sono andati all’assessore regionale uscente Dionisio Gallo e 13 preferenze a Salvatore Pacenza.
Al secondo posto si piazza Alleanza Nazionale con 40 voti, 23 sono stati i voti di preferenze per Domenico Rizza, mentre per la candidata di San Nicola dell’Alto Michelina Mustacchio i voti di preferenza sono stati solo 5.
A seguire nel centrodestra si piazzano Forza Italia con appena 16 voti ed il Nuovo PSI soli 9 voti.

Michele Abate

da "Il Crotonese" dell' 11-14 marzo 2005

8 marzo, le donne di Carfizzi
La festa dell’8 marzo celebrata con una serie di incontri
Tascione: "siamo sempre protagoniste"

Continua il tradizionale appuntamento con l’8 marzo. Quest’anno, l’amministrazione comunale, la commissione comunale delle Pari Opportunità e il gruppo 8 marzo, in occasione della festa della donna, hanno organizzato una tre giorni di manifestazioni.
Le manifestazioni sono iniziate nel pomeriggio del 6 marzo nei locali della Casa Comune con la proiezione del film Erin Bronkovic.
La giornata del sette marzo, nel salone della Casa Comune, alla presenza di un folto pubblico composto da donne, giovani e da molti uomini, ha visto un momento di riflessione su donne e lavoro. Erano presenti il sindaco, Caterina Tascione, la presidente della commissione comunale Pari Opportunità, Marianna Leonetti, l’assessore provinciale al lavoro formazione professionale e pari opportunità, Maria Concetta Guerra, Lucia Servello e Romano Pesavento della CGIL e Lucia Lucente dell’ASL.
I lavori si sono aperti con l’intervento del primo cittadino di Carfizzi, Caterina Tascione, “Oggi è un giorno particolare perché la giornata delle donne vede noi donne protagoniste di questo paese e poi perché stiamo inaugurando la commissione Pari Opportunità, uno strumento molto importante per Carfizzi, perché vede lavorare donne per le donne, ma anche per la società carfizzota”.
Nel suo intervento, la Tascione ha ricordato come la donna a Carfizzi negli anni è sempre stata protagonista “abbiamo sempre parlato al femminile, la donna di Carfizzi ha subito l’emigrazione, l’uomo emigrava e la donna ha dovuto portare avanti famiglia e lavoro”.
Dopo il primo cittadino, è toccato al rappresentante dell’amministrazione provinciale, l’assessore al lavoro formazione professionale e pari opportunità, Maria Concetta Guerra, la quale, nel suo intervento, ha portato alla conoscenza dei presenti tutte quelle iniziative sul lavoro e le pari opportunità che l’amministrazione provinciale ha già messo e quelle che sta mettendo in campo, come ad esempio la commissione per le politiche di genere, gli incontri con le associazioni di categoria per lo sviluppo economico delle realtà locali e di altre iniziative.
Quindi è toccato alla rappresentante della CGIL, Lucia Servello, che ha ricordato come le prime donne a lottare per la libertà siano state proprie le contadine di Carfizzi. Esempio di lotta per la conquista della libertà e dei diritti.
Nel suo intervento, Romano Pesavento, dopo aver analizzato una serie di dati statistici sulla situazione socio-demografica del piccolo centro albanofono, ha proposto, per lo sviluppo economico del territorio, una serie di politiche che partono dal basso e che sfruttano tutte le potenzialità presenti sul territorio.
Quindi è toccato a Lucia Lucente proporre di partire da una realtà bella e concreta come Carfizzi, per fare bene.
A concludere gli interventi è toccato al presidente della commissione comunale Pari Opportunità Marianna Leonetti che, come il sindaco, ha evidenziato come le donne di Carfizzi sono donne che vogliono contare, “Crediamo nel nostro essere minoranza e ci facciamo forti di questa specificità che ci portiamo dentro. Se siamo diversi lo siamo soprattutto per questo. La nostra è una società pulita e ricca di valori, come dimostra il comportamento delle persone”.
La sera del 7 marzo, dopo la conclusione del momento di riflessione su donne e lavoro, la compagnia teatrale di Carfizzi “Il Risveglio”, sotto la regia di Marianna Leonetti, e la collaborazione di Maria Spadafora e Mimma Amoroso, ha presentato la commedia “Canto di Natale” di C. Dickens. La compagnia teatrale, al suo esordio, ha riscosso un buon successo. Questi gli interpreti: Peppe Basta (Scrooge), Antonio Bastone (Fred), Silvio Abate (Bob), Eugenio Scarpelli (Gentiluomo), Enzo Benevento (Marley), Lorenza Gatto (Fantasma del passato), Giusy Basta (Fantasma del presente), Rosetta Amato (Fantasma del futuro).
Nella serata dell’8 marzo, come accade da qualche anno, le donne di Carfizzi si sono incontrate nei locali della casa comune per trascorrere una serata all’insegna del divertimento.

Michele Abate

da "Il Crotonese" dell' 11-14 marzo 2005

Carfizzi, Consiglio Comunale straordinario
Nelle pari opportunità minoranza senza tutela
chiesto un Consiglio straordinario sulla sua composizione

La commissione per le Pari Opportunità, recentemente insediata, è diventata oggetto di contestazione da parte della minoranza. Infatti, quattro consiglieri comunali di opposizione, Giacobba Marino, Nello Alfieri, Michele De Paola e Giuseppe Affatato, hanno chiesto la convocazione del Consiglio comunale per discutere del seguente punto “verifica attuazione regolamento commissione pari opportunità approvato con delibera consigliare n. 27 del 16 dicembre 2004”.
La commissione per le Pari Opportunità, che si era insediata il 12 febbraio scorso e di cui fanno parte le cinque consigliere comunali, le rappresentanti dei DS, dell’UDC, del Movimento Hora, dell’associazione Skanderberg, dell’Arci Hora e l’esperto legale nominato direttamente dal sindaco proprio in questi giorni, aveva iniziato le sue attività con una serie di manifestazioni in vista dell’8 marzo.
I quattro consiglieri di opposizione sembra contestino il modo in cui vengono attuati alcuni punti dello stesso regolamento ed in particolare due: la modalità della sua composizione e la modalità di elezione del presidente e del suo vice.
Secondo questi il sistema di elezione del presidente e del vicepresidente, previsto dal regolamento, è un sistema a tutela delle minoranza, e, secondo loro, la minoranza non è stata tutelata avendo la maggioranza eletto sia il presidente, il vice sindaco in carica, che il suo vice, la rappresentante del Movimento Hora, movimento che ha vinto le ultime elezioni comunali.

Michele Abate

da "Il Crotonese" del 18-21 febbraio 2005

Carfizzi, sarà presieduta da Marianna Leonetti
Pari opportunità: nata commissione

Dopo la candidatura di due donne alla guida del comune, un sindaco donna, una giunta composta a maggioranza da donne, capigruppo in consiglio comunale donne, cinque donne consigliere comunali, le donne continuano ad essere a Carfizzi protagoniste della vita politica ed amministrativa. Si è insediata nel pomeriggio di sabato 12 febbraio la commissione Pari Opportunità.
Della commissione ne fanno parte 11 componenti, in rappresentanza del consiglio comunale, dei partiti politici, dei movimenti e delle associazioni presenti nel piccolo centro albanofono.
Queste le rappresentanti: Caterina Tascione, Caterina Alfieri, Marianna Leonetti ed Agostina Esposito del gruppo consigliare di maggioranza, Giacobba Marino dell’opposizione, Assunta Giorno per i Democratici di Sinistra, Barbara Loiacono per Unione Democratica di Centro, Maria Costantino per il movimento “Hora”, Gitana Vanagaite per l’associazione Skanderberg, Maria Sabatino per l’associazione Arci “Hora” e l’avvocato Giovanna Macrì, nominata direttamente dal sindaco, avrà il compito di consulente legale della commissione, mentre a rappresentare la commissione in seno al coordinamento provinciale delle politiche di genere sarà Caterina Alfieri.
Durante la prima seduta, che ha visto l’insediamento della commissione, si è proceduto anche all’elezione del presidente e del suo vice.
Dall’elezione è risultata eletta presidente con 10 voti su 11 Marianna Leonetti, vice sindaco in carica, mentre vice presidente, con 7 voti su 11, è stata eletta Maria Costantino del movimento “Hora”.
In questi giorni la commissione sta discutendo sull’iniziative da intraprendere nelle prossime settimane e della stesura del programma da presentare alla giunta comunale.

Michele Abate

da "Il Crotonese" dell' 1-3 febbraio 2005

Visita pastorale di monsignor Magione nel più piccolo comune della provincia
Il vescovo tra la gente di Carfizzi

E’ iniziato venerdì 28 gennaio la visita pastorale di tre giorni dell’Arcivescovo Andrea Magione nella parrocchia di Santa Veneranda a Carfizzi, dove ad accoglierlo c’erano il parroco don Matteo Giacobbe, il primo cittadino Caterina Tascione ed i fedeli.
Dopo il saluto del sindaco, che ha ricordato come il popolo di Carfizzi sia un popolo ricco di cultura e sempre presente nella vita sociale e culturale, e come la chiesa svolga un importante ruolo sociale nel paese, è toccato al signor Domenico Basta, in rappresentanza del consiglio pastorale, presentare la realtà parrocchiale: “In questi cinque anni, insieme al nostro parroco, abbiamo camminato secondo un progetto pastorale”. “In questi anni - continua Basta- molto è stato fatto in questa parrocchia riguardo alla preparazione dei genitori al battesimo dei figli, preparazione dei fidanzati al matrimonio, catechesi agli adulti”.
Quindi è toccato a don Matteo Giacobbe, parroco di Carfizzi dal 10 settembre 2000, quando ha sostituito il memorabile parroco don Damiano. Don Matteo, nel suo interveto, ha voluto ricordare l’accoglienza che il popolo di Carfizzi gli ha riservato al momento del suo arrivo: “Il popolo di Carfizzi è accogliente, sano, ed è un popolo che deve e può crescere molto”.
Nel continuare il suo intervento, il parroco ha voluto ricordare i suoi cinque anni di attività nella piccola comunità albanofona. “Ho sempre visto la parrocchia come luogo privilegiato della vita cristiana, ha detto don Matteo, ed in essa si manifesta la chiesa di Dio che, come una madre, genera ed educa i suoi figli nella fede. Con tale consapevolezza fin dal primo giorno della mia attività pastorale mi sono sempre inserito nella comunità con spirito di evangelizzazione”.
Don Matteo, nel suo intervento, ha invitato tutti a vedere la parrocchia come luogo di solidarietà.
Nello stesso pomeriggio di venerdì monsignor Magione, accompagnato da un folla di fedeli, si è recato nella residenza municipale ad incontrare l’amministrazione comunale. Nel palazzo municipale il vescovo, prima di ricevere un quadro ricordo donato dall’amministrazione comunale, si è soffermato a guardare la mostra fotografica e a chiacchierare con chi gli stava a fianco: bambini, giovani e adulti.
Sabato pomeriggio, monsignor Mugione ha incontrato i bambini del catechismo accompagnati dai loro genitori e i comitati organizzatori delle feste patronali di Sant’Antonio e di Santa Veneranda.
La giornata conclusiva, domenica 30 gennaio, il vescovo l’ha dedicata alla visita della chiesa di Sant’Antonio ed alla celebrazione della messa nella chiesa madre di Santa Veneranda.

Michele Abate

da "Il Crotonese" del 18-20 gennaio 2005

A Carfizzi convegno sull’economia dei tre comuni arbereshe con
L’artigianato artistico per rivalutare il territorio

Artigianato artistico e sviluppo del territorio. Di questo si è discusso sabato pomeriggio nel salone delle conferenze dell’Ostello di Carfizzi. Al convegno organizzato dalla Confartigianato e dalla Camera di Commercio di Crotone hanno preso parte i sindaci dei tre comuni albanofoni, Caterina Tascione di Carfizzi, Antonio Blandino di Pallagorio e Vincenzo Pace di San Nicola dell’Alto, il presidente della Provincia di Crotone Sergio Iritale, il presidente della Camera di Commercio di Crotone Luigi Siciliani, i rappresentanti delle associazioni di categoria, Salvatore Lucà segretario provinciale Confartigianato Crotone, Aurelio Mazzea presidente provinciale Confartigianato Crotone, Giovanni Gravina presidente regionale Confartigianato.
Alla presenza di un folto pubblico, composto da operatori del settore e da tanta gente comune, il sindaco di Carfizzi Caterina Tascione introdotto i lavori e, dopo i saluti alle autorità presenti, ha continuato il suo discorso ricordando come i tre paesi albanofoni sono ricchi di tradizioni nel settore dell’artigianato: “ I nostri paesi sono ricchi di tradizioni nel settore dell’oro e della tessitura che si ispira ai motivi orientali. Famose sono le fantasie create dai nostri orafi che sono stati oggetto di spunto per altri orafi di fama regionale e nazionale”.
Continuando nel suo intervento il primo cittadino di Carfizzi ha ricordato come negli ultimi anni, a causa di disagi familiari e di una forte emigrazione, il numero delle botteghe artigiane sia diminuito: “Negli anni ottanta le attività artigianali nel nostro paese raggiungevano le trentacinque unità, oggi invece si possono contare sulle dita di una mano”.
Ha, inoltre, ricordato come la bottega a Carfizzi era un punto di incontro, momento confronto e di scambio di idee.
Nel concludere il suo interveto Caterina Tascione ha chiesto ai rappresentanti delle istituzioni ed ai rappresentanti di categoria di essere promotori di un nuovo sviluppo delle attività artigianali nel territorio, unico settore di sviluppo, socio-economico per il territorio.
Dopo il sindaco di Carfizzi è stata la volta del sindaco di Pallagorio Antonio Blandino, che si è detto entusiasta dell’iniziativa “ Sono soddisfatto che i tre comuni albanofoni si ritrovano, non solo per consegnare riconoscimenti agli artigiani locali, ma anche per confermare la volontà di consorziarsi e creare un’unica realtà sociale, culturale e politica”.
Blandino come la Tascione ritiene che lo sviluppo del territorio possa venire solo dalla nascita e dallo sviluppo di nuove imprese artigianali.
Quindi è toccato all’altro primo cittadino arbereshe Vincenzo Pace, sindaco di San Nicola dell’Alto, il quale come i due i suoi due colleghi si è detto entusiasta dell’iniziativa “ Mi auguro che questo convegno sia l’inizio di un processo, perché se così non fosse, questa sera perderemmo solo tempo”. Pace ritiene che la politica e i politici devono lavorare e promuovere iniziative volte ad incrementare le attività artigianali, ed ha invitato i presenti, amministratori, politici e associazioni di categoria ad iniziare a un percorso di collaborazione tra di loro per promuovere un reale sviluppo del territorio.
Dopo i primi cittadini è toccato al presidente della provincia Sergio Iritale ha sostenuto che l’iniziativa di sabato va verso il cambiamento di mentalità un’iniziativa che si cala in ciò che è il programma dell’amministrazione provinciale, per lo sviluppo del territorio.
Nel suo interveto il presidente Iritale ha affermato che gli enti locali e le associazioni di categoria devono mettere in campo tutte le risorse necessarie per uno sviluppo reale del territorio.
Luigi Siciliani, ha considerato il convegno di sabato un momento di incontro per l’inizio di un ragionamento che possa portare verso lo sviluppo del territorio. Nel suo intervento, Siciliani ha evidenziato che i tre sindaci hanno fatto interventi non da piagnoni ma da protagonisti.
Quindi è toccato ai rappresentati delle associazioni di categoria Salvatore Lucà e Aurelio Mazzea, i quali si augurano che il convegno di sabato sia l’inizio di un processo che porta ad un reale ed effettivo sviluppo dell’artigianato artistico tradizionale nel territorio.
A concludere il convegno è toccato al presidente regionale Confartigianato Giovanni Gravina il quale si augura che da Carfizzi possa iniziare un nuovo modo di porsi nei confronti degli artigiani presenti sul territorio provinciale e regionale.
Prima della premiazione degli artigiani dei tre comuni albanofoni e di altri tanti altri artisti che operano nel territorio della provincia, l’amministrazione comunale di Carfizzi ha voluto consegnare a tutti i convenuti un dolce tipico locale, il mastacciuolo.

Michele Abate