UN RICONOSCIMENTO PER LA CALABRIA

Scritto da Maria SpadaforaMartedì 04 Settembre 2012 00:00

 

da "Gazzetta del sud" del 3 settembre 2012

 

“Sono felice perché questo non è solo un riconoscimento letterario, ma è soprattutto un riconoscimento verso la mia terra”. Queste le prime parole emozionate che lo scrittore calabrese Carmine Abate ha per la sua terra, il giorno dopo aver vinto la 50° edizione del prestigioso Premio Letterario Campiello, con “La collina del vento” edito da Mondadori. Lo scrittore Abate con 98 voti, su 278 arrivati, si aggiudica il premio, superando con un forte distacco Francesca Melandri, una vittoria sfiorata già nel 2004, era tra i cinque finalisti con “La festa del ritorno”. “È una grande soddisfazione per la Calabria e in particolare per il Comune di Carfizzi, paese natio dello scrittore”. Il sindaco della piccola comunità arbereshe Carmine Maio, esprime con soddisfazione la vittoria di Abate, che “rappresenta, con la sua letteratura, un nuovo meridionalismo, diventando un modello per la crescita e lo sviluppo della nostra terra”. È la famiglia Arcuri la protagonista del libro di Abate, che dall’alto di una collina calabrese assiste e racconta un secolo di storia. La suggestione dei segreti, lo scavo continuo nella memoria del narratore, e sullo sfondo i panorami suggestivi della costa jonica, l’odore del mare e del vento. Una famiglia che resiste ai soprusi e che nessun vento potrà piegare. Lo scrittore calabrese, ricevendo il premio, ha ricordato le sue origini, di quando appena sedicenne ha raggiunto la Germania, per lavorare accanto al padre già emigrato lì da anni, come tanti che da Carfizzi sono partiti per fare fortuna. Carmine Abate si è laureato presso l’Università di Bari, vive in Trentino dove esercita la professione di insegnante. Giovanissimo, nel 1977, scrive il suo primo libro di poesie “Nel labirinto della vita”, come narratore esordisce in Germania, nel 1984, con la raccolta di racconti “Den Koffer und weg!”, nello stesso anno, insieme alla moglie Meike Behrmann, svolge una ricerca socio antropologica sull’emigrazione dal titolo “I Germanesi”. Successivamente ha pubblicato una raccolta di racconti “Il muro dei muri”, mentre nel 1991 è uscito il suo primo romanzo “Il ballo tondo”, nel 1996 pubblica il libro di poesie “Terre di andata”. Negli anni successivi si susseguono tante opere vincitrici di numerosi premi, tradotte in tutta Europa, in USA e sono in corso traduzioni in arabo, ricordiamo “La moto di Scanderbeg”, “Tra due mari”, “La festa del ritorno”, “Il mosaico del tempo grande”, “Gli anni veloci”, “Vivere per addizione e altri viaggi”, “Terre di andata” fino alla sua ultima, fortunata, creatura “La collina del vento”.