GLI SCOLARI RICORDANO CON UNA FILASTROCCA IL NATALE ARBERESHE

Scritto da Maria SpadaforaLunedì 09 Gennaio 2012 00:00

 

da "Gazzetta del sud" del 4 gennaio 2012

 

E’ giunta alla XV edizione il “Concerto di fine anno”, che si è svolto, nel tardo pomeriggio di Venerdì, all’interno della chiesa di Santa Veneranda a Carfizzi, ed è stato eseguito, come da tradizione, dalla Banda Musicale “G. Verdi”, diretto dal Maestro Giuseppe Abate. A presentare il concerto il parroco di Carfizzi, Don Luigi Valente. Il maestro ha voluto salutare e ringraziare tutto il pubblico, soprattutto l’Amministrazione comunale della comunità arbereshe guidata da Carmine Maio, per il sostegno ricevuto. Il concerto, attraverso una scaletta molto varia, ha saputo alternare brani di musica classica a brani della tradizione natalizia, intrattenendo il numeroso pubblico che, su molti brani, ha chiesto il “bis”. Il sindaco Maio, intervenendo, ha affermato con orgoglio che la banda di Carfizzi, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, è stata riconosciuta come Gruppo di Musica Popolare e Amatoriale di Interesse Nazionale. Il riconoscimento è giunto da Giuliano Amato, Presidente del Comitato dei garanti per le celebrazioni del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, e da Sandro Bondi, Ministro per i Beni e le Attività Culturali. La Banda, inoltre, nello scorso Maggio, si è classificata al 6° posto a Fiuggi, al Concorso nazionale per Banda. A metà concerto un delizioso intermezzo offerto dai bambini della 1° e della 2° classe della Scuola Primaria di Carfizzi, i quali hanno recitato una filastrocca dal titolo “Ishin Nje Here Natallet”, “C’era una volta il Natale”. La filastrocca, composta dall’insegnante di arbereshe Marianna Leonetti, è un dolce ricordo di quelle che la tradizione arbereshe chiama “fukarine”, vale a dire i fuochi di Natale, che solo qualche anno fa erano accesi, da ogni famiglia, sulla strada, per ricordare i vari santi che si avvicendavano nelle settimane dell’Avvento. I versi sottolineano la scomparsa di questi fuochi e inevitabilmente di quell’atmosfera che attraverso colori e profumi hanno accompagnato, per secoli, le festività del Natale arbereshe. La serata si è conclusa con l’esecuzione dell’Inno di Mameli e con il pubblico che tributava alla banda un applauso scrosciante.