I SINDACI ARBERESHE DEL CROTONESE CONTESTANO LE LINEE GUIDA SUI PISR MINORANZE LINGUISTICHE

Scritto da Michele AbateSabato 31 Dicembre 2011 00:00

 


da "Il Cirotano.it" del 6 gennaio 2012


Le comunità albanofone di Calabria rischiano di perdere 5 milioni di euro perchè la provincia di Reggio Calabria ha dichiarato minoranze linguistiche di origine grecanica paesi che fino ad ora non erano considerati tali

I sindaci arbereshe del crotonese, non ci stanno. Contestano, così come tutti i primi cittadini delle comunità albanofone calabresi, le linee guida emanate dalla Regione Calabria per l'attuazione dei PISR minoranze linguistiche e quindi, l’emanazione del successivo bando, che prevede una consistente dotazione finanziaria: oltre 14 milioni di euro.
Nella riunione di mercoledì 21 dicembre scorso tenutasi presso il Dipartimento Programmazione Nazionale e Comunitaria di Catanzaro, i sindaci dei 29 comuni di origine albanese, hanno disapprovato il metodo utilizzato per calcolare gli abitanti, di origine albanese, grecanica e occitana.
Nel corso dell'incontro, al quale hanno partecipato l'assessore regionale alla Cultura, Mario Caligiuri, i rappresentanti delle province calabresi e i componenti il Coremil (Comitato Regionale Minoranze Linguistiche), è stata presentata una situazione demografica della popolazione di origine minoritaria, che stravolge i dati reali. Secondo i 'nuovi' numeri i cittadini di minoranza arbereshe residenti in Calabria sarebbero complessivamente 50.462 così suddivisi: 38.446 residenti in 21 comuni della provincia di Cosenza, 8.929 residenti in cinque comuni della provincia di Catanzaro e 3.087 residenti in tre comuni della provincia di Crotone (Carfizzi, Pallagorio e San Nicola dell'Alto) mentre, i cittadini di minoranza grecanica residenti in 15 comuni della provincia di Reggio Calabria sarebbero, invece, 48.000.
Un dato, quest’ultimo, in contrasto con i numeri reali, secondo cui la popolazione grecanica ammonterebbe, così come stabilito dal QUPI (Quadro unitario della progettazione integrata) approvato dalla Giunta Regionale, a non più di 12.000 abitanti. Un “aumento” di popolazione operato dalla provincia di Reggio Calabria, che ha riconosciuto minoranze linguistiche comunità fino ad oggi non considerate tali; una decisione che fa scattare risorse aggiuntive ai grecanici reggini, togliendole alle comunità arbereshe calabresi (circa 5 milioni di euro).
Carmine Maio, sindaco di Carfizzi, ritiene che: “L'aver consentito l'estensione a comuni non grecanici di partecipare al Pisr minoranze linguistiche, oltre ad essere uno scippo di 5 milioni di euro a danno degli arbereshe, è un atto di arroganza che non ha precedenti”.
“L'ex ministro Tullio De Mauro – prosegue Maio – quando ha presentato, commosso, la legge 482 del 1999, che tutela le minoranze, ebbe a dichiarare: che la tutela delle minoranze linguistiche costituiva, seppur in ritardo, un atto di democrazia costituzionale, ed onde evitare che nella sua applicazione si abusasse nell'estensione territoriale fece un regolamento attuativo che probabilmente Scopelliti non conosce, dove si obbligano le province a dichiarare comuni di minoranza linguistica quei comuni dove la lingua è parlata e tramandata di generazione in generazione”.
Scelta, non condivisa e contestata anche dal sindaco di Pallagorio e consigliere provinciale del Pdl, Umberto Lorecchio, che la definisce “Non coerente” con la realtà.
“Mentre la provincia di Crotone e di Cosenza, sono state corrette, nel senso che hanno riconosciuto paesi a minoranza linguistica paesi che lo sono realmente – ha aggiunto Lorecchio – ci sono altre province che invece, hanno inserito dei paesi o delle città che a cultura minoritaria, hanno solo un semplice rione. Questo ha fatto si che aumentasse la popolazione a favore di queste realtà a discapito dei nostri paesi che effettivamente hanno una storia e una tradizione”.
Secondo il sindaco di San Nicola dell'Alto, Franco Scarpelli, “Hanno moltiplicato i numeri. Hanno considerato minoranze linguistiche paesi e città, che fino ad oggi non lo sono mai state, solo perchè ci vivono famiglie che hanno origine o parlano la lingua grecanica”.
Per Scarpelli, oltre allo stravolgimento dei numeri esiste un altro problema: l'assenza di rappresentanti del territorio in seno al Coremil (comitato regionale minoranze linguistiche).
“I nostri tre comuni in sede di Comitato regionale, non sono rappresentanti. Si è voluto fare e dare spazio ad un'altra comunità, di un'altra provincia. Siamo tre sindaci uno di noti potrebbe rappresentare il nostro territorio e le nostre istanze. La bozza sui Pisr minoranze, discussa e presentata, noi non l'abbiamo mai avuta, abbiamo saputo tutto in ritardo. Le cose le veniamo a sapere per altre vie”.