LA SCUOLA DOVE S'INSEGNA L'ALBANESE VISITATA DA STUDENTI TEDESCHI E ITALIANI

Scritto da Maria SpadaforaLunedì 31 Ottobre 2011 00:00

 

da "Gazzetta del sud" del 30 ottobre 2011

 

“Mirë se erdhit”, con questo saluto in arbereshe, i bambini della Scuola Primaria di Carfizzi hanno dato il “benvenuto” agli studenti tedeschi e italiani che, venerdì mattina, hanno visitato la piccola scuola della comunità albanofona. I giovani visitatori fanno parte di un programma realizzato dal “Goethe Institut” di Roma, diretto da Susanne Hohn, mentre l’organizzatrice del progetto è Thiede Gerdis. Il progetto dal titolo “Va Bene!”, nasce con lo scopo di far conoscere i punti forti e anche i punti deboli delle rispettive culture, cercando di andare oltre i soliti stereotipi. Le “impressioni di viaggio” vengono riportate dai giovani su un blog, http://bloh.goethe.de/schuelerkorrespondenten. Il blog, in lingua tedesca e italiana, viene aggiornato quotidianamente dagli studenti, la maggior parte dei quali “da grande” vorrà diventare giornalista. Gli studenti italiani provengono dall’Istituto Tecnico “Pacioli” di Crema, e dal Liceo Scientifico di Somma Vesuviana (NA). I giovani, accompagnati dall’insegnante Simona Finocchiaro, e dall’interprete Soledad, sono partiti da Amburgo, dove hanno visitato le redazioni del “Zeit”, “Der Spiegel” e “Hamburger Abendblatt”, e poi hanno raggiunto Berlino. In Italia si sono fermati a Roma, dove hanno visitato la sede del “Goethe Institut”, il viaggio ha continuato a scendere ancora più a sud, con tappa a Crotone, dove, tramite l’associazione “Gli Amici del Tedesco”, diretto da Loris Rossetto, sono giunti a Carfizzi, attirati dalla specificità linguistica della comunità. Ad accogliere i giovani visitatori, non solo i bambini, ma anche le insegnanti, Maria Grazia Chiarello, Eugenia De Biasi e Marianna Leonetti, l’insegnante di arbereshe, la quale accogliendo gli ospiti ha voluto sottolineare l’impegno della scuola per tutelare e valorizzare questa “caratterizzazione linguistica e culturale” che rischia, quotidianamente, di sparire, una lingua che, ormai al 60%, subisce le “contaminazione” della lingua italiana.