LA FINE DEL RAMADAN AL CENTRO DI ACCOGLIENZA

Scritto da Maria SpadaforaSabato 03 Settembre 2011 00:00

 

da "Gazzetta del sud" del 3 settembre 2011

 

Festa grande per gli ospiti del Centro di Seconda Accoglienza di Carfizzi. I dieci, tra pachistani, siriani e iraniani, si uniscono ai festeggiamenti, iniziati ieri, 30 Agosto, per la fine del Ramadan, per quella che i musulmani chiamano “Eid al Fitr”, “La festa dell’Interruzione del Digiuno”. Il Ramadan, quest’anno, si è svolto dal 2 al 29 Agosto. Il calendario islamico si basa sui cicli lunari, pertanto il Ramadan cade ogni anno, in un periodo diverso del calendario solare. Il Corano prescrive, durante questo periodo di 30 giorni, l’obbligo del digiuno, e l’astensione dal fumare e dall’avere rapporti sessuali. È un mese di purificazione e di preghiera, nel quale l’uomo impara a tenere sotto controllo i suoi desideri fisici. Il digiuno dura dalle prime luci dell’alba, fino al tramonto. La comunità pachistana, quella più numerosa all’interno del Centro, già nella mattinata ha iniziato i preparativi per la festa, che è iniziata nel pomeriggio, ed è andata avanti fino a sera inoltrata. Le donne, hanno cucinato tutta la mattina, preparando i loro piatti tipici, lo Sheer Khurma, un dolce a base di latte e di zucchero, e il Rice Biryani, riso con pollo, condito con molte spezie, il tutto accompagnato da un tè forte e scuro. Le donne, dopo aver cucinato, hanno indossato dei bellissimi vestiti, molto colorati e ricchi di preziosi ricami, composti da una camicia lunga, chiamata “qameez”, pantaloni, “shalwar”, ed infine lo scialle, “dopatta”. Hanno concluso la preparazione indossando i loro gioielli, lavorati finemente in oro, e dopo aver decorato le mani e le braccia con l’hennè, una tintura vegetale, hanno indossato i “bangles”, i tipici bracciali a cerchio. Una delle ospiti, commentando la giornata, ha affermato: “Noi festeggiamo, ma non come vorremmo. La nostra famiglia è ancora divisa. I nostri genitori sono in Inghilterra, mentre altre due sorelle sono in Svizzera. Il nostro desiderio è di poterci unire, e, magari, festeggiare il prossimo Ramadan tutti insieme”.