CARFIZZI CHIEDE IL PERMESSO PER GESTIRSI IL SERVIZIO IDRICO

Scritto da Michele AbateMartedì 10 Maggio 2011 00:00

 

da "Il Crotonese" del 7 maggio 2011

All'Ato per dare il consenso ad uscire dalla Soakro

Con la deliberazione numero 11 del 24 marzo 2011, la Giunta comunale di Carfizzi “torna” ad occuparsi di servizio idrico integrato e della sua gestione. Nella piccola comunità arbereshe dell'alto crotonese della “questione acqua” si dibatte da circa tre anni (maggio 2008 le prime assemblee e incontri con i responsabili della Soakro per avere spiegazioni su modalità di pagamento e nuove tariffe aumentate). Non solo, l'acqua fu argomento per consigli comunali ad hoc, di nascita di un comitato cittadino “per il ritorno delle risorse idriche alla gestione comunale” e motivo di raccolta firme (370 i cittadini che vi firmarono). Ma, le tante iniziative svoltesi nel corso di questi anni, non hanno portato a nulla: ad oggi il servizio idrico è ancora in mano alla Società acque krotonesi, gestore unico del servizio per la provincia di Crotone. L'argomento, ancora oggi così come tre anni fa, è molto “sentito” tra i cittadini carfizzoti; non c'è bolletta “marchiata” Soakro che non venga contestata: le ultime meno di sei mesi fa (dicembre 2010) tanto che l'ente gestore ha dovuto ritirare i bollettini, rieffettuare la lettura dei contatori e emettere nuove fatture (questo giornale ne parlò approfonditamente). L'attuale amministrazione comunale, guidata da Carmine Maio, vuole 'uscire' dalla gestione associata e tornare a quella diretta, vigente fino al 31 dicembre 2007. Già il 29 luglio 2009 con la delibera numero 22, il consiglio comunale delegava alla Giunta di verificare “la fattibilità di staccarsi dalla Gestione Unitaria del Sistema Idrico Integrato affidato alla So.A.Kro e di ritornare alla gestione diretta del servizio stesso con reintegro del patrimonio a suo tempo affidato”. Con la deliberazione dello scorso 24 marzo, l'amministrazione del centro arbereshe, “chiede alla competente autorità d’ambito il consenso alla gestione diretta del servizio idrico integrato ed al reintegro nel patrimonio comunale dei beni trasferiti ed in particolare dei due pozzi semiartesiani”. Nella richiesta avanzata, viene citato anche il comma 5 dell'articolo 148 del decreto legislativo del 3 marzo 2006, la parte in cui recita “…l'adesione alla gestione unica del servizio idrico integrato è facoltativa per i comuni con popolazione fino a 1.000 abitanti inclusi nel territorio delle comunità montane, a condizione che gestiscano l'intero servizio idrico integrato, e previo consenso della Autorità d'ambito competente”. Inoltre la Giunta ritiene che “il servizio come gestito in forma associata non risponde alle esigenze della popolazione né in termini di efficienza, né di efficacia, né di economicità”; che “sulla base dell’analisi economica effettuata da questa Amministrazione una gestione diretta è economicamente conveniente e certamente più efficiente”. Nell'atto adottato, viene menzionato anche un parere espresso dalla Corte dei conti Sezione regionale di controllo per l’Abruzzo nella Camera di consiglio del 28 marzo 2011 del 29/3/2011 n.16/2011/PAR secondo la quale anche alla luce della vigente normativa è consentita la gestione diretta del servizio idrico integrato, per i Comuni con popolazione fino a 1000 abitanti inclusi nel territorio di comunità montane. A Carfizzi in tanti sperano che l'iniziativa intrapresa dall'amministrazione vada a buon fine, anche perchè ai cittadini, così come questi chiedevano, si era promesso che il servizio idrico sarebbe tornato alla “vecchia” gestione comunale.