OGGI CHIUDE IL CENTRO DI ACCOGLIENZA "ASILO"

Scritto da Maria SpadaforaGiovedì 31 Marzo 2011 00:00

 

da "Gazzetta del sud" del 31 marzo 2011

 

Il Centro Accoglienza “Asilo” di Carfizzi sta per chiudere. Giovedi 31 Marzo, il centro cessa la sua attività di accoglienza di donne e minori, provenienti soprattutto dai paesi del Nord Africa. Qualche settimana fa, il Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno, ha giudicato la “non ammissibilità al finanziamento” del progetto presentato per gli anni 2011/2013. Il centro era gestito dal COPROSS (Consorzio Provinciale per i Servizi Sociali). Nell’ultimo progetto, il Comune di Carfizzi, oltre a fornire la struttura, diventava cofinanziatore dello stesso. In queste settimane si è sperato che la situazione potesse evolversi positivamente ma, purtroppo, la fatidica data del 31 Marzo è arrivata senza che questo accadesse. Rammarico dell’Amministrazione Comunale, di tutta la popolazione e, soprattutto, delle cinque operatrici che, inevitabilmente, perderanno il posto di lavoro. Sono tutte donne di Carfizzi che, in questi cinque anni, hanno gestito una piccola realtà. Non sempre è stato facile. Ogni ospite del centro portava con sé un vissuto, nella maggior parte dei casi, di dolore e sofferenze. Sono numerosi i giovani, le donne e i bambini che, in questi anni, hanno trovato accoglienza, non solo tra le mura del centro, ma un’accoglienza che si estendeva verso ogni singolo cittadino di Carfizzi. Alcuni ragazzi si sono fermati a vivere in questo piccolo paesino. Lavorano, studiano, cercano di integrarsi. Tutto questo, senza che mai fosse registrato un solo episodio di razzismo o di intolleranza. Sono nati tanti bambini e si sono celebrati battesimi. Oggi il centro ospita le sue ultime ospiti, due donne nigeriane con i loro bimbi, il più grande ha due anni, il più piccolo appena quattro mesi. Il 1° Aprile, verranno trasferiti chissà dove. Questo accade, paradossalmente, in un momento storico difficile, di grande emergenza umanitaria, mentre, quasi in tutta l’Italia, le amministrazioni locali si rifiutano di accogliere le migliaia di migranti, che da settimane sbarcano, in ogni angolo delle coste mediterranee italiane per cercare rifugio.