RIPARTE LO SCREENING PER LA PREVENZIONE DEI TUMORI FEMMINILI

Scritto da Maria SpadaforaMartedì 30 Novembre 2010 00:00

 

da "Gazzetta del sud" del 30 novembre 2010

 

 Dopo 4 mesi, ripartirà dal piccolo centro di Carfizzi, il programma di prevenzione dei tumori femminili "Progetto Salute Donna", nell'ambito del quale sarà realizzato, dall'Azienda Sanitaria "Magna Grecia" di Crotone, lo screening per la prevenzione del tumore al collo dell'utero attraverso il pap-test, e la prevenzione del tumore al seno attraverso la mammografia. Il programma di prevenzione è stato promosso dalla Regione Calabria, tenendo conto delle indicazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e della Commissione Oncologica Nazionale. Il servizio è gratuito, e l'ASL di Crotone è l'unica azienda della Calabria che ha realizzato un servizio di unità mobile di prevenzione. Lunedì 29 e Martedi 30 Novembre, 130 donne di Carfizzi effettueranno l'esame mammografico e altre 176 eseguiranno il pap-test sul camper allestito nello spiazzo antistante la Guardia Medica di Carfizzi. Nel frattempo, l'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Carmine Maio, con la collaborazione delle volontarie della Croce Rossa Italiana e dell'Avis di Carfizzi, ha presentato, Venerdi 26, un incontro tra la popolazione e i responsabili degli screening oncologici del "Progetto Salute Donna". Ha aperto l'incontro il sindaco Maio, sottolineando l'interesse dell'amministrazione verso la sensibilizzazione della medicina preventiva con l'impegno di realizzare una sanità che vada incontro alle esigenze dei cittadini per assicurare così il diritto alla salute. Ha inoltre assicurato che si svolgeranno altre iniziative dedicate alla prevenzione, con screening sulle malattie cardiovascolari, ipertensione e altre patologie. È seguito l'intervento del dott. Carmine Spadafora: "Carfizzi, è l'unico comune della provincia, che ha richiesto questo intervento per le donne della sua popolazione. Noi ci rivolgiamo soprattutto verso quelle donne che non hanno mai eseguito un pap-test, o una mammografia. Una diagnosi precoce della trasformazione tumorale delle cellule, nella maggior parte dei casi, permette la realizzazione di interventi terapeutici non eccessivamente invasivi e, di solito, risolutivi". L'incontro continua con l'intervento del dott. Luigi D'Orazio: "Il maggior fattore di rischio per il carcinoma al collo dell'utero è quello di non aver mai eseguito il pap-test. Dopo 15/20 anni, una semplice lesione, può trasformarsi in una displasia pre-tumorale. La prevenzione e la vaccinazione verso il papilloma virus possono fare tanto". Ha concluso la serata l'intervento del dott. Alessandro Bisbano: "Carfizzi può essere portato come esempio per l'intera provincia. Il 40% della popolazione femminile ha risposto positivamente al nostro messaggio di prevenzione. Il nostro augurio è di poter garantire a tutte le donne del territorio lo stesso servizio di prevenzione".