LA FESTA DI SANTA VENERANDA FRA TRADIZIONE E NOVITA'

Scritto da Maria SpadaforaGiovedì 12 Agosto 2010 00:00

 

da "Gazzetta del sud" del 12 agosto 2010

 

  Festa grande in onore di Santa Veneranda, patrona di Carfizzi. Quest’anno, per la prima volta, la Santa è stata festeggiata facendo riferimento a quella che è la sua storia all’interno di questa piccola comunità arbëreshe. La storia dell’arrivo della statua della Santa a Carfizzi, si tramanda oralmente da circa 500 anni, e fa parte, chiaramente, di quell’insieme di racconti e di leggende che costituiscono la memoria storica di una comunità. Si narra che la statua lignea della Santa, arrivò a Karfici (il nome arbëreshe di Carfizzi), subito dopo l’arrivo degli arbëreshe in fuga dall’Albania, nel 1500 circa. Arrivò su un carretto trainato da buoi. La statua non era diretta a Carfizzi, ma era in viaggio verso una destinazione di cui non si ha notizia. I buoi arrivati all’uscita del paese si fermarono e non vollero più proseguire il viaggio. Nel preciso punto in cui la statua si fermò, fu costruita un’edicola, raffigurante la “Santa Venere”, il nome affettuoso con cui i carfizzoti chiamano la Santa. Fu così che la statua di Santa Veneranda trovò “casa” in questo villaggio di contadini per diventare in seguito la sua patrona protettrice. I festeggiamenti sono iniziati sabato sera con l’inizio della prima parte della processione. La Santa, è stata accompagnata per gli stretti vicoli del centro storico, da una lunga e suggestiva fiaccolata, mentre la Banda Musicale di Carfizzi, guidata dal Maestro Giuseppe Abate, allietava “la passeggiata notturna”, in quella che è la parte più antica del Paese. Nel tardo pomeriggio di domenica, un carro di legno adornato di fiori, e trainato da due grossi buoi, attendeva l’uscita della Santa sul sagrato della chiesa, per poi continuare e concludere la parte finale della processione. Il parroco Don Franco Scalise, ringraziando i cittadini per l’entusiasmo dimostrato nell’accettare le “novità” introdotte nei festeggiamenti, ha dichiarato: “È importante far rivivere il passato guardando al presente”.