Nel Centro "Asilo" accolte sei immigrate: con loro tre neonati

Scritto da Maria SpadaforaLunedì 08 Febbraio 2010 00:00

 

da "Gazzetta del sud" del 6 febbraio 2010

 

 Carfizzi, l'accoglienza di una comunità arbëreshë

Carfizzi. Quanti calabresi conoscono questo piccolo paesino arbëreshë adagiato sulle colline, a soli 50 km da Crotone?
Sicuramente in pochi, soprattutto se si pensa che in molte carte geografiche non compare neanche.
Eppure a Carfizzi dal 2006 è operativo il Centro Accoglienza "Asilo". In questi 4 anni sono stati molti i giovani provenienti da paesi africani, e arabi, che per almeno 6 mesi (il tempo massimo di permanenza permesso dal Centro), hanno "vissuto" un pezzo della loro vita a Carfizzi, arricchendo con la loro storia e la loro cultura la vita delle circa 800 anime che vivono in paese.
Sono storie soprattutto di dolore. Ognuno di loro porta con sé ricordi indelebili di guerre, abusi,  povertà  e fughe.
Attualmente il Centro ospita 6 donne, di cui una incinta, e tre neonati. Infatti negli anni sono state numerose le nascite, (circa una decina, di cui un parto gemellare), e nella chiesa madre di Carfizzi si sono celebrati anche battesimi.
Molti di questi ragazzi hanno avuto anche il tempo non solo di imparare la lingua italiana (e alcuni perfino qualche parola in arbëreshë), ma anche di studiare e di riuscire a conquistare e superare gli esami di terza media.
Quattro di questi ragazzi hanno deciso, allo scadere della loro permanenza al Centro, di non lasciare la sicurezza e l'affetto che hanno trovato in paese. Qui vivono ormai da anni, lavorando e integrandosi con la quieta vita dei carfizzoti.
Uno di loro si chiama Rezza e ha 18 anni. È uno dei primi ospiti che il Centro ha accolto. Viene dall'Afghanistan, ha dovuto affrontare un viaggio duro e lungo. A soli 14 anni, ha lasciato la sua terra, recidendo le sue radici, a rischio della propria vita. Rezza dipinge quadri intensi con i colori che richiamano la sua terra. Rezza scrive poesie bellissime che raccontano dell'amore per il suo paese, della sua nostalgia e anche della speranza un giorno di potervi far ritorno.
Carfizzi è una piccola realtà, con al suo interno un'altra realtà piccolissima, ma grande per le persone che qui hanno incrociato i loro destini, con un presente interrotto e un futuro incerto da costruire.
La speranza degli operatori che lavorano al Centro Accoglienza è che ogni donna, ogni uomo, ogni bimbo, possa trovare ovunque si trovi, la stessa accoglienza e la stessa tolleranza che ha conosciuto  a Carfizzi.